Morto Carlo Lizzani Il regista è precipitato dal terzo piano

Il regista, novantunenne, esordì negli anni Ciqnuanta

Il mondo dello spettacolo è sotto choc. Lizzani come Monicelli, si è ucciso con un salto nel vuoto. Il regista novantunenne Carlo Lizzani si è tolto la vita nel primo pomeriggio gettandosi dal balcone del suo appartamento al terzo piano di via dei Gracchi, a Prati. Il regista e sceneggiatore era in casa con la badante e la moglie, alla quale ha lasciato un biglietto. La donna, anche lei molto anziana, si è accorta della tragedia solo quando si è creato un capannello di gente ai piedi del palazzo. "Era molto malato. So che viveva con la moglie e la badante. Ultimamente non lo vedevo quasi mai perchè era un continuo andare in ospedale", ha raccontato un vicino di casa del regista. 

Il suo esordio al cinema risale al periodo nel neorealismo con il documentario Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato, poi il film Achtung! Banditi!. Tra le sue pellicole più famose ci sono Cronache di poveri amanti, Banditi a Milano, Mussolini ultimo atto, Caro Gorbaciov, Celluloide, il più recente Hotel Meina del 2007. Lizzani si è sempre diviso tra film e documentari, con storie drammatiche e reali, raccontando episodi di cronaca o leader politici e fatti storici, tra narrazione e documentazione quasi da inchiesta. Oltre a pubblicare molte delle sue sceneggiature, nel corso degli anni Lizzani ha sempre svolto un’intensa attività di storico e critico del cinema. È stato anche direttore della Mostra del cinema di Venezia dal 1979 al 1982.

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Commenti
Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Sab, 05/10/2013 - 16:44

Agghiacciante ! Di più. Sembra un atto di disprezzo, più che per la vita tout court, verso la vita vissuta nel cuore di Roma, con questi suoi simili, con tutti gli eventi che la caratterizzano. Un atto di accusa verso la realtà, con tutti i traguardi raggiunti. Un gravissimo atto di resa. Sembrava una persona forte, ben equilibrata, incapace di gesti inconsulti. Deve essere rimasto influenzato da Mario Monicelli. Occorre sentire una voce forte che ristabilisca nell'Uomo il senso virile dell'esistenza, al di là del bene e del male. riproduzione riservata -- 16,44 -- 5.10.2013

Ritratto di marforio

marforio

Sab, 05/10/2013 - 17:58

Altro matto che si suicida .Avere troppo dalla vita fa uscire di senno.Pace all anima sua.

Ilgenerale

Sab, 05/10/2013 - 18:33

Mio nonno ha 94 anni, ha fatto la campagna di Russia, e' tornato a piedi da Stalingrado attraversando migliaia di km di distese innevate. Arrivato in Italia ha trovato una nazione distrutta. Ha lavorato tutta la vita nelle ferrovie raggiungendo un buon livello ma non ha mai navigato nell'oro . Oggi che e' ancora in salute e lucidissimo ha ancora la voglia di vivere che aveva 80 anni fa. Questi radical schic invece sono animali da salotto, sempre lividi di pene e perennemente depressi pur avendo avuto dalla vita tutto! Mio nonno una volta mi disse che se si vuole capire cosa c'è nel cuore di una nazione basta ascoltare la musica che passano alla radio ....oggi solo canzoni melanconiche e piagnose! Settant'anni fa la musica trasmetteva solo gioia!

Ritratto di trebisonda

trebisonda

Sab, 05/10/2013 - 19:03

A 91 anni e in cattiva salute ,si può capire un gesto estremo.La vita è una bella avventura ma può diventare un supplizio invivibile.

Marco2012

Sab, 05/10/2013 - 19:25

Sta diventando lo sport preferito degli atei. Forse se avesse fatto l'operaio e avesse avuto un po' di fede avrebbe avuto più coraggio.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Sab, 05/10/2013 - 20:27

A corollario dell'intervento di @Dario Maggiulli non può non venire in mente il suicidio dell'intellettuale "integrato" Steiner su "La dolce vita"; quel suicidio che sembrava così incongruo e fuori posto, pur nell'aria di "sfacelo" che dava quel film, con il coinvolgimento anche dei figli. Un senso di disperazione che sembrava non dovesse mai verificarsi; ma che forse si sta verificando. Adesso.

Michele Calò

Sab, 05/10/2013 - 21:09

Continuano a morire i grandi italiani. Mi dispiace molto. Forse un po' di sollievo potrebbe venirmi dalla notizia della scomparsa di un inutile quanto abusivo inquilini del Colle, il quale, a differenza di Lizzani, non resterà nella Storia ma solo nella cronaca minuta, quella riservata ai farisei parassiti che hanno gioito per la morte dei popoli ungheresi e cecoslovacchi. Finge di piangere gli Italiani illustri mentre si gratta scaramanticamente. Non poteva scomparire 'sto infame invece di un grande come Lizzani?

CamilloBerneri

Sab, 05/10/2013 - 21:17

A 91 anni ci sta di staccare la chiave, sono tanti anni per un essere umano, chissà quanti di noi ci arriveranno con la sua lucidità, io ringrazio Lizzani per averci lasciato dei bei film, uno dei grandi maestri del cinema italiano dei tempi migliori, Un saluto Carlo

Luigi.Morettini

Sab, 05/10/2013 - 23:24

Carlo Lizzani definì il suicidio di Mario Monicelli come "Un gesto di lucidità giovanile". Il suo chissà se lo avrà definito scrivendo qualcosa? Forse no, perchè è sempre più facile parlare sinceramente degli altri piuttosto che di se stessi.

Accademico

Dom, 06/10/2013 - 07:16

Due eventi di portata uguale e contraria. Due lutti, dicono… nel mondo dello spettacolo. In realtà, accade che muore il Maestro Gemma, uno sconosciuto scultore raffinatissimo, che dà vita al legno con quel tratto da Maestro paragonabile alla grandezza - non esagero - dello scalpello su marmo di Michelangelo e la gente lo piange come Giuliano Gemma, “grande” attore cinematografico. E “così”, altrettanto impropriamente come “grande” attore, lo onora Il Campidoglio con camera ardente. E saranno in decine di migliaia a salutarlo per sempre, ma sempre e solo come “grande” attore scomparso. Muore un notissimo regista, Carlo Lizzani, grande davvero nel mondo dello spettacolo, ma… suicida. Ed è per questo che non gliene frega niente a nessuno. Infatti indifferenza ed oblio, da parte di tutti, sono alcuni tra gli esiti negativi che produce il suicida, autore di un gesto, sconsiderato sì, ma che egli compie inconsapevolmente al punto di vincere l’istinto di conservazione. Ai funerali di quest’ultimo, parteciperà uno sparuto gruppetto di quelli che presenziano alle esequie dei Grandi solo per farsi vedere…

apostata

Dom, 06/10/2013 - 09:04

Agghiacciante è il commento di Maggiulli come il coro isterico, le dichiarazioni saccenti ed esibistionistiche, la mancanza di rispetto. Questa scelta di dignità, di forza deve essere rispettata, deve essere testimonianza di rifiuto dell’attesa passiva della malattia, della consunzione del corpo e dell’anima, deve essere contributo per l’affermazione di libertà alle quali dobbiamo tendere e paesi più avanzati sono giunti. Agghiacciante è la scelta di cruenza per l’impossibilità o il rifiuto di strumenti dolci e del conforto di comprensione, dignità e affetti. La morte esige rispetto, non emotività, tutti moriamo.

Angel59

Dom, 06/10/2013 - 09:10

Dario Maggiulli qui di agghiacciante c'è solo il tuo commento! Da ciò che scrivi ne deduco che sei una persona priva di sensibilità, vanitosa ed egocentrica e poco rispettosa del dolore e delle altrui sofferenze...chi sei per poter giudicare? Il gesto di Lizzani non nasce dalla disperazione o atti di accusa o di emulazione,., ma nasce dalla consapevolezza della vita, effimera realtà, che noi vermiciattoli riempiamo di illusioni e vanagloria, su questa trottorellina, che è la terra, non ci sono uomini forti se non nell'apparenza, ma ci sono uomini con tutti i loro difetti e debolezze i soli uomini forti sono i santi che indossata la corazza della fede non hanno paura di affrontare il mondo con tutte le sue ipocrisie e concepiscono la vita come una anticamera di qualcosa di veramente importante per cui valga la pena di essere vissuta, gli altri sono solo delle future e inconsapevoli buonanime che si affannano a cercare inutilmente in questo mondo ciò che questo mondo non può dare ma non per avarizia ma per nostra negligenza e cioè la serenità e la gioia di vivere in comunione col prossimo. Un uomo alla bella età di novantanni, se ancora non è scimunito, è consapevole che il tempo a sua disposizione è finito e trova fuori luogo ogni accanimento terapeutico per protrarre l'esistenza oltre ogni ragionevolezza ed in piena lucidità trova il coraggio di spiccare l'ultimo volo e porre fine così alle sofferenze e soprattutto alla solitudine imposta da questa nostra società, la quale con sprezzante cinismo, dimentica in fretta il valore di un uomo portato alla deriva della vita dall'implacabile trascorrere del tempo...quando un uomo arriva a quell'atto estremo e disperato ne dovremmo sentire sulla nostra coscienza il peso, ma la nostra superficialità e soprattutto il nostro bieco egoismo ci fanno emettere sentenze senza appello sul malcapitato suicida di turno e non importa il suo nome perché comunque si tratta di un povero uomo nudo come quando nacque.

vicobarone

Dom, 06/10/2013 - 09:47

un suo film : ore 20 piazza san babila delitto inutile, abitava in una casa bellissima e si lamentava.cosa dovrebbero dire tanti anziani poveri?

carpa1

Dom, 06/10/2013 - 10:05

Non intendo commentare il suicidio di una persona che, come tutti, è libero di fare la sua scelta. Se chi sta lassù ci ha lasciato la libertà, chi sono gli uomini per toglircela? Il mio intervento, invece, è solo per aggiungere una considerazione al post di @ilgenerale@ ove dice " Mio nonno una volta mi disse che se si vuole capire cosa c'è nel cuore di una nazione basta ascoltare la musica che passano alla radio ....oggi solo canzoni melanconiche e piagnose! Settant'anni fa la musica trasmetteva solo gioia!" E' vero. Da parte mia aggiungerei anche la martellante trasmissione di rumori assordanti (chiamarla musica sarebbe un insulto alla musica) fatti solo di bum bum bum che ci rende tutti rintronati, anche chi non vorrebbe (è come il fumo passivo dove, anche chi non fuma, se lo deve assorbire). Nelle case, nelle auto, all'aperto è ormai tutto un fiorire di altoprlanti che ti martellano a tutto volume 24 ore su 24 e chi dovrebbe imporre e/o far rispettare delle regole che fa? Sta lì a sbatterseli come se nulla fosse. Ultima considerazione: è corretto non sanzionare chi, alla guida di un veicolo, si "ubriaca" con altoparlanti che emettono rumori assordanti? Non solo alcool o droga causano incidenti, ma soprattutto distrazione alla guida e, questo baccano, non aiuta certo la concentrazione. Quando manca il rispetto per gli altri, alla fine viene a mancare anche quello verso se stessi.

Ritratto di rosario.francalanza

rosario.francalanza

Dom, 06/10/2013 - 10:09

@apostata e @Alngel59; non mi sembra che il commento di @Dario Maggiulli sia "agghiacciante", cinico o privo di rispetto. L'ho riletto attentamente e stavolta, secondo me, ha dimostrato assoluta partecipazione per lo sventurato Lizzani; anzi, c'è un inequivocabile riferimento al "disprezzo" del regista "verso la vita vissuta nel cuore di Roma, con questi suoi simili, con tutti gli eventi che la caratterizzano". Roma non è quella città "accogliente", quell'"alma mater" che dà serenità; è un luogo di pauroso isolamento per chi non è più "del giro" e non piega la testa alla spacconeria bulloromana. Andatevi a rileggere "L'avocato Cola", per me il più tragico sonetto del Belli!

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 06/10/2013 - 10:43

Grazie Rosario. Mettiamola così. Etty Hillesum, ebrea convertita al Cattolicesimo, Mio Ideale Umano, morì nei campi di concentramento. Ebbe a dire -questa mia attuale condizione di reclusa è come un pulviscolo nell'occhio, paragonata al dono immenso della vita- Ed ancora, i signori che si sono scatenati contro di me hanno semplicemente messo a nudo la loro profonda natura, che è quella anarchica, oltre che atea, di incancrenita conflittualità con l'habitat, che alla stregua dei roditori vivono nella misura in cui c'è da rosicchiare. Ma, io non faccio addebiti di sorta. Ognuno ha i geni che ha. Per le stesse ragioni ci sono gli antiberlusconiani ed i berlusconiani, in contrapposizione gli uni agli altri. E poi ci sono gli imbecilli come Michele Placido che ci confessa che da uomo di destra, qual'egli era, si convertì alla sinistra per indottrinamento praticatogli da Lizzani. Sono convinto che apostata ed Angel59 sono due bei calibrati voti elettorali di sinistra. Ed anche troppo precipitosi nel demonizzarmi. -- riproduzione riservata --- 10,42 - 6.10.2013

Angel59

Dom, 06/10/2013 - 11:40

Rosario.francalezza, tutti i grandi scrittori anche se in chiave diversa denunciano la medesima cosa e cioè la solitudine di ogni uomo quando è in procinto di partire per l'ultimo viaggio, con la certezza che l'affetto dei congiunti e degli amici non possono essere di considerevole conforto in quel momento perché, forse solo in quel frangente ognuno si accorge di essere un povero uomo e di aver vissuto di illusioni, di vanità e di cose transitorie senza averne ricavata alcuna ricchezza per il proprio spirito. L'unica ricchezza che l'uomo può possedere è l'amore, ma quasi sempre ciò viene confuso con quel sentimento che si concretizza col sesso e nulla ha a che vedere col significato universale della parola e disillusi troviamo conforto nel pensiero platonico senza peraltro sperimentarne la pratica, allora cerchiamo verità negli scritti dei grandi del passato e mai ci fermiamo a riflettere con la nostra testa e godere anche di quella sottile malinconia che spesso e in maniera inaspettata e nei momenti e luoghi meno opportuni ci assale...dobbiamo farcene una ragione: siamo dei poveri uomini accomunati tutti dallo stesso destino di vita o di morte a secondo delle proprie credenze. In questo mondo siamo arrivati nudi, e tutte le effimere ricchezze materiali o la fama o la certezza di essere dei grandi, alla nostra dipartita risultano vane e torniamo finalmente spogliati come quando siamo arrivati..l'arte del saper vivere perciò consiste nel trovare gustoso anche il fiele che la vita ci offre come bevanda e viatico ed essere consapevoli che il tempo ci sommergerà di polvere, e offuscherà fino a sparire del tutto il ricordo di noi, anche nelle più volenterose e sincere menti, finché il passare degli anni ci inabisserà del tutto nel nulla dal quale un giorno fummo tratti. Tutto questo la storia ce lo insegna, ma quasi sempre la confondiamo con la leggenda senza considerare che anche le leggenda traggono fondamenta da fatti reali..in questo guazzabuglio di pensiero ci può essere d'aiuto la filosofia di grandi pensatori del passato come Cartesio, o Kant o meglio ancora Nietze e Schopenhuaer non trascurando naturalmente Platone e gli altri e anche il tuo amato Belli coi suoi sonetti romaneschi contribuisce non poco a delucidarci sulla nostra povera e umile condizione di precaria umanità.

Angel59

Dom, 06/10/2013 - 11:58

Dario Maggiulli, non sono un ateo e un calibrato elettore di sinistra, anzi la sinistra da me è disprezzata con tutta la mia anima e il mio cuore, come non sono di destra e tanto meno anarchico cerco di non essere tifoso e di essere invece un lucido osservatore e ciò mi porta a scoprire la mediocrità che ristagna nel nostro fu bel paese, non volevo offenderti in alcun modo, e se il mio commento ti ha ferito anche in maniera lieve ti chiedo scusa..non era nelle mie intenzioni. Le mie osservazioni spesso sono un invito alla riflessione e al confronto col pensiero altrui, al fine di arricchire il mio proprio bagaglio culturale, consapevole di essere ignorante ma volenteroso e desideroso di apprendere il più possibile. Il resto sono solo delle oziose chiacchiere.

Ritratto di Dario Maggiulli

Dario Maggiulli

Dom, 06/10/2013 - 14:44

Angel59 gradisci il nostro affettuoso abbraccio.

Ritratto di stock47

stock47

Dom, 06/10/2013 - 15:55

Ritengo che ognuno è libero di decidere e disporre della sua vita come preferisce. Tuttavia non ritengo giusto che chieda l'assistenza altrui per uccidersi, sia di un privato che pubblica, questo lo trovo inammissibile perchè scarica i suoi problemi sulle spalle e vita altrui. Trovo, altresì, che un suicidio non debba dare spettacolo o coinvolgere involontariamente altre persone più di quanto bisogna, perchè la sua decisione e le modalità del suicidio non devono diventare dichiarazione di guerra alla vita degli altri, alle loro convinzioni e alla loro tranquillità giornaliera. Buttarsi da un balcone, come ha fatto Lizzani, è un esibizionismo di un uomo che era da sempre di spettacolo, tuttavia da evitare per i motivi sopra detti. Di conseguenza pur accettando la decisione di Lizzani, di togliersi la vita, non ne accetto le modalità con cui l'ha fatto, che sono condannabili. Nella cultura orientale il suicidio è ritenuto un modo di opporsi al destino della propria vita, che non si riesce a modificare con i normali mezzi della vita stessa, in altre parole una maniera di uscire fuori dal proprio Karma che l'Universo gli ha assegnato e lo costringe a seguire, magari per una situazione di vita precedente sbagliata e, con tale gesto, prepararsi un nuovo e migliore karma nella reincarnazione successiva. Il gesto di Lizzani, tuttavia, ha la valenza di uscire fuori da una situazione di peso per gli altri e per sè stessi, in altre parole non si ha il coraggio di continuare ad esistere, pur avendo avuto dalla vita tutto quello che era possibile avere. Insomma ha rinnegato l'intera sua esistenza, non accettando il prezzo che essa richiedeva fosse pagato fino alla fine e questo è contrario alle regole dell'Universo e al karma positivo che gli era stato assegnato. Temo che la sua prossima reincarnazione non sarà così positiva come quella che ha vissuta perchè i due elementi opposti dell'Universo, che lui ha voluto modificare di forza, si bilanceranno diversamente nel suo prossimo karma, per riequilibrare quello che lui ha fatto in questo. Capisco che per molti queste sono parole oscure ma sarà così.

Angel59

Lun, 07/10/2013 - 08:10

Stock47, non comprendo che, noi pur avendo la nostra bella religione, verità rivelata direttamente da Dio, fattosi uomo e venuto in mezzo a noi, e dopo aver pagato con la Sua passione e morte tutti i nostri peccati, ed essere risorto per insegnarci quale sarà il nostro futuro eterno, sentiamo il bisogno di rivolgerci, per le nostre necessità spirituali, a filosofie orientali, trascurando di approfondire la conoscenza del cristianesimo che è maestra di spiritualità...tutti parlano con saccenteria del Capite di Marx, ma pochissimi veramente lo hanno letto, e la stessa cosa avviene con la nostra religione..tutti parlano di Cristo ma pochi lo conoscono veramente. Riavvicinati al nostro credo, potrai scoprire di avere un Padre paziente e amoroso che di te conosce anche il numero dei capelli che hai in testa, scoprirai di avere una Madre che ti ama e che è piena di premure per te, finalmente scoprirai che sei unico e irripetibile e non bisognoso di reincarnazioni, ma sei così come sei fatto per l'eternità. Leggi con attenzione il Vangelo e ti accorgerai che solo Dio può parlare in quel modo e cioè semplicemente come in maniera semplice è venuto a noi riottosi e duri di comprendonio.

Ritratto di stock47

stock47

Lun, 07/10/2013 - 14:15

Angel59, apprezzo molti aspetti del cristianesimo e culturalmente mi sento cristiano, detto questo, non credo nella fede in cui lei crede ed è del tutto inutile che mi faccia la predica ed esaltazione della SUA fede. Come ho detto la rispetto per molti versi ma, per altri, ritengo che sia un problema, specialmente ai giorni nostri e soprattutto per l’attuale clero che di cristiano ha veramente poco. Il pensiero orientale a cui credo non è una fede ma la razionalizzazione dell’Universo come esso è, e da cosa deriva. Non credo in esso per pura fede, come fa lei con il cristianesimo, ma perché ho avuto modo di accertarmi personalmente, materialmente ed esotericamente, che esso funziona come l’oriente afferma da millenni, ben prima del suo Cristo. Le reincarnazioni fanno parte dei cicli dell’Universo, non sono una delizia o un Paradiso ma un passaggio necessario di sviluppo della coscienza universale, di cui noi tutti facciamo parte, volenti o nolenti. Uscire fuori da questi cicli per divenire UNO con il TUTTO Universale è il vero risultato da ricercare, e NON la reincarnazione come fine ultimo. Lei desidera solo l’amore di Dio, lo stesso Dio che l’ha posto in una vita piena di dolore come questa che tutti noi viviamo, e secondo lei ciò sarebbe AMORE? L’amore è un valore assoluto e immaginario, non esiste in questo Universo ma solo nella sua fede. In questo Universo esistono entrambe le forze: amore e odio. Occorre prenderne atto e agire a seconda delle circostanze per mantenere un equilibrio precario. Lei mi cita Marx e con esso il comunismo, un altro valore assoluto inesistente nella realtà ma solo nelle menti di chi vi ha voluto credere. Sono questi credi assoluti che creano i loro opposti e li rafforzano, senza contare che prima o poi finiscono per franare di fronte alla realtà. Prenda atto di vivere su una bilancia in continuo mutamento di peso su ciascuno dei due singoli piatti che la compongono. Credere di vivere solo su un piatto di tale bilancia la porterà solo al disastro lei e chiunque segue tale credo, coinvolgendo gente che non c’entra niente con voi.