Napoli, il mercato di Porta Nolana

Napoli ha conservato una rete di mercati molto diffusa e che non hanno troppo cambiato aspetto. Negli ultimi anni però si è cominciato a notare una certa incuria e una diminuzione dei banchi

Vasche con capitoni e polipi ancora vivi si alternano a quelle con molluschi freschi e pesci di ogni tipo, in un gioco ipnotico in cui venditori e compratori si incastrano in un antico mosaico.

I palazzi attorno a Porta Nolana si affacciano a picco su questa piccola viuzza, sembrano guardare incuriositi questo grande spettacolo di vita e umanità. Un teatro dove per secoli tradizioni e storie hanno rappresentato le loro opere di strada e su cui oggi rischia di calare il sipario.

Perdendosi tra i venditori appare chiaro come ogni anziano che smetta di lavorare non sia sostituito dal figlio o da un nipote. La sensazione è quella di un libro, pieno di storie, le cui ultime pagine rischiano di rimanere bianche nel disinteresse più totale.

Amadou Hampate Ba, intellettuale africano, disse nel 1962 davanti all’assemblea dell’Unesco: “In Africa ogni volta che un anziano muore è come se bruciasse una biblioteca”. Allo stesso modo si potrebbe dire che a Napoli, ogni volta che muore una persona anziana che ha un banco al mercato, è come se una biblioteca bruciasse. Ogni anziano, non solamente è custode di mille storie tipiche di un mercato, ma è anche guardiano di una cultura millenaria. La cultura del vendere per strada in mercati organizzati è antichissima e nel XX e XXI secolo ha rischiato di essere spazzata via dalla grande distribuzione. Nel centro e nord Italia questo mondo ha vissuto una grande crisi già negli anni 80, i mercati a modo loro hanno trovato un modo di sopravvivere e quelli superstiti in gran parte si sono votati ai prodotti alimentari di alta qualità.

Paradossalmente a Napoli, come in gran parte del sud, i mercati popolari sono invece sopravvissuti. Forse perché qui la ricchezza degli anni 80 era concentrata solamente in alcune zone e non in tutta la città. Di fatto Partenope ha conservato una rete di mercati molto diffusa e che non hanno troppo cambiato aspetto. Negli ultimi anni però si è cominciato a notare una certa incuria e una diminuzione dei banchi. Porta Nolana purtroppo non fa eccezione.

Sono gli stessi proprietari dei banchi a raccontare come la storia di questo storico mercato, che abbraccia l'antica Porta Nolana, sia messa a rischio dalla crisi economica e dal disinteresse della pubblica amministrazione.

I problemi sembrano essere davvero tanti, dalla pulizia delle strade, all’eccessiva fiscalità, alla concorrenza della grande distribuzione, al fatto che il mercato non si è ancora riconvertito a luogo in cui la borghesia e i turisti vengano a comprare e mangiare un boccone. Eppure si trova a due passi dalla stazione Porta Garibaldi. Certo è molto difficile mantenere la magia del mercato popolare e lavorare anche con i turisti o con la borghesia.

Ma ci sono dei modelli vincenti come quello di Palermo che ha fatto di mercati come Ballarò o il Capo delle attrazioni che qualunque artista o turista vuole vedere, riuscendo a mantenere l’autenticità e la clientela classica. Si tratta di una via non sempre facile, ma è l’unica via percorribile. Bisogna tornare a educare le persone a comprare i prodotti freschi e non già cucinati e far comprendere che è proprio nei prodotti alimentari già cucinati o assemblati che l’industria alimentare nasconde trucchi di ogni tipo. Bisogna anche capire, che se si compra da un piccolo rivenditore, questo avrà poi più soldi per comprare un mobile da un artigiano o per acquistare un giornale. Se invece si cercano sempre prezzi ribassati ci si illude di risparmiare, perché prima o poi qualcuno vorrà risparmiare anche sul nostro di lavoro. Questo circolo vizioso che mette sempre il consumatore al centro porta a un impoverimento generale. Il consumatore è quasi sempre anche un lavoratore, perché anch’esso deve guadagnare soldi.

Il mercato per altro, come il supermercato, è un spazio dove si può comprare un po’ di tutto, senza perdere tantissimo tempo. Si può poi innovare questo luogo antico permettendo ai banchi di cucinare a pranzo o per l’aperitivo. Questo darebbe la possibilità alle persone di mangiare ottimo cibo fresco appena cucinato.

Il mercato di Porta Nolana ha conservato fino a oggi prezzi estremamente popolari e una buona qualità. Si possono trovare tantissime pescherie, banchi di frutta e verdure, panettieri e qualche ristorantino. C’è perfino la selleria di Danilo e Gaetano Esposito che da ottant’anni fanno selle per cavalli, guinzagli per cani e altri oggetti per animali, tutti in cuoio. Realizzano anche manufatti in pelle per le processioni religiose.

I suoni del mercato, i suoi profumi e le sue storie, hanno radici nelle corporazioni medioevali, nella via della seta, nei fori romani, nelle piazze dell’antica Grecia. Forse dovremmo ricordarcene quando entriamo in un supermercato.