Il Natale dei poveri italiani

La povertà in Italia è raddoppiata con un incremento del 141%. Oggi sono 5 milioni gli italiani sotto la soglia di povertà

E’ un Natale sempre più povero, quello che gli italiani festeggiano quest'anno. Tra luci, regali e il via vai di acquisti dell’ultima ora, dietro gli angoli nelle grandi città ci sono migliaia di persone che non possono nemmeno mangiare. Sembrano essere quasi due mondi paralleli, che non si incontrano mai: da una parte chi può permettersi una vita normale o agiata, dall’altra chi non ha più nulla o quasi. Sì, perché dopo quasi dieci anni di crisi, la povertà in Italia è raddoppiata con un incremento del 141%. Oggi sono 5 milioni gli italiani sotto la soglia di povertà; molti fino a pochi anni fa erano cittadini con una vita normale. Lavoravano, avevano una famiglia e ognuno ricopriva un ruolo che riusciva a gestire all’interno della nostra sgangherata società. Poi qualcosa nelle loro esistenze si è rotto e sono stati rapiti da un vortice di solitudine e povertà da cui è spesso difficile uscire.

ROMA EST

Siamo alla periferia est di Roma. Qui don Luca Centurioni ha aperto la “Casa della Misericordia”, che nel giro di sei mesi è diventato un punto di riferimento per le persone bisognose che gratuitamente possono fare la spesa. “Abbiamo preso atto che viviamo in una borgata con un’altissima densità di popolazione con enormi difficoltà economiche - riferisce don Luca - così abbiamo aumentato la raccolta e la distribuzione di generi alimentari”. E così nell’ex ristorante di 600 metri quadri preso in affitto, ogni giorno a partire dalle 8.30 del mattino centinaia di persone vengono qui a fare spesa muniti della propria tessera. “Nel tempo - continua don Luca Calogero - le persone che facevano richiesta sono aumentate ed oggi contiamo circa 960 famiglie servite nel 2016”. Un dato enorme, specie se supportato dal fatto che il 40% di queste famiglie è italiana. “Dopo Natale mi arriva lo sfratto, figuriamoci se riesco a mangiare - dice in romanesco un’anziana in fila mentre riempie la sua cesta di generi alimentari - Adesso la mia preoccupazione principale è dove andare: dove vado in queste condizioni? Dove vado?”. Sui banconi è un continuo traffico di pasta, pane, frutta, verdura e di generi alimentari più disparati, che finiscono nelle buste dei bisognosi.

BENEVENTO

Un altro dato che rimanda all’allarme sociale è quello che si registra presso la mensa dei poveri organizzata dalla Caritas di Benevento, dove i volontari preparano ben 250 pasti ogni giorno. Un numero quasi spropositato se si pensa che la città conta poco più di 200mila abitanti. Ma spesso la vergogna prende il sopravvento su altri sentimenti, e così circa duecento bisognosi preferiscono mangiare nelle proprie case o altrove, chiedendo un pasto da asporto. Chi non ha nemmeno un posto dove stare, invece, usufruisce della mensa, affollata soprattutto da italiani, di fascia d’età adulta.

NAPOLI

Nel cuore della Napoli bene, tra luci scintillanti e l’armonioso clima natalizio, esiste un mondo che vive nascosto nell’ombra, che cerca riparo e sostegno negli angoli della città, dove gli sguardi di chi giudica non arrivano. Qui don Calogero Favata ha aperto la “sua” mensa dei poveri. Dal 2014, nei locali della chiesa di Santa Caterina a Chiaia, i napoletani che hanno difficoltà trovano sempre un pasto caldo. E don Calogero di persone con storie di fallimenti e vite distrutte ne ha conosciuti tanti: “Mi piace sedermi con loro a mangiare e parlare”, dice. Con gli anni della crisi il già difficile contesto socio-economico di Napoli non ha certo subìto impulsi positivi e la conformazione urbanistica della città (il rione dei Quartieri Spagnoli è a pochi passi dal centro) ha fatto il resto. Così sono circa una trentina le persone che quotidianamente si recano a piazza dei Martiri presso quella che sembra essere una vera e propria “trattoria popolare” e sono quasi tutti italiani, spesso uomini. “Sono persone dalla grande sensibilità - ci tiene a sottolineare don Favata - che fino ad un anno fa avevano un lavoro e magari una famiglia con cui hanno avuto delle tensioni. Sono i nuovi poveri, noi ci siamo resi conto che oggi dobbiamo fare i conti con questo fenomeno». E’ con questo spirito drammatico che milioni di italiani si apprestano a vivere il Natale del 2016. A Roma, a Benevento e a Napoli, come in moltissime altre zone d’Italia, sono le realtà di volontariato ed assistenza che durante queste feste riescono a sopperire - almeno in parte - alle ansie di una vita indignitosa e forse ingiusta.

Commenti

manfredog

Dom, 25/12/2016 - 21:37

..Italiano poveri, poveri Italiani..date retta a me, Vi do un consiglio da amico..andate in Africa e venite su con un barcone e documenti falsi, avrete risolto tutti i Vostri problemi di povertà ed anche altri, per la verità.. Buon Natale. mg.

Ritratto di Leonida55

Leonida55

Dom, 25/12/2016 - 22:32

Però le case, gli aiuti, i denari vanno tutti ai clandestini. Incredibile ma vero. Poi dicono di fare un'ottima politica. Sarà, ma solo per gli stranieri. Come vendere una nazione.

Ritratto di franco.a.trier_DE

franco.a.trier_DE

Lun, 26/12/2016 - 11:31

suppongo non ci siano clandestini musulmani visto che di cristiano non hanno nulla.Ma come ricevono pasti da un don? Si vendono così facilmente i musulmani? Ma se ammazzano per la loro religione poi si vendono per un piatto di pasta?

Ritratto di franco.a.trier_DE

franco.a.trier_DE

Lun, 26/12/2016 - 11:31

suppongo non ci siano clandestini musulmani visto che di cristiano non hanno nulla.Ma come ricevono pasti da un don? Si vendono così facilmente i musulmani? Ma se ammazzano per la loro religione poi si vendono per un piatto di pasta? Cxxxxxxi voi che glielo date.