Naufragio al largo della Libia: la Procura indaga per omicidio

Il procuratore aggiunto di Agrigento, Salvatore Vella, vola a Lampedusa per interrogare i tre sopravvissuti del naufragio di sabato scorso: si indaga contro ignoti per omicidio volontario plurimo e favoreggiamento dell'immigrazione clandestina.

Proseguono le indagini da parte della procura di Agrigento in merito il naufragio che, all’alba dello scorso sabato 19 gennaio, avrebbe provocato più di cento vittime dopo la partenza dal porto libico di Garabulli.

La procura della città siciliana è titolare di un’inchiesta volta a capire l’esatta dinamica dei fatti ed accertare le responsabilità: al momento si indaga contro ignoti, con le ipotesi di reato che vanno dall’omicidio volontario plurimo al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Nell’ambito delle indagini il sostituto procuratore di Agrigento, Salvatore Vella, assieme ad alcuni dirigenti della Squadra Mobile si incontra nei giorni scorsi con i tre superstiti soccorsi poi dalla guardia costiera italiana. I tre, tutti di origine sub sahariana, sarebbero ovviamente ancora sotto shock ma complessivamente in buone condizioni di salute.

Il loro interrogatorio permette di ricostruire alcuni dettagli e di confermare i primi elementi emersi dopo la notizia del naufragio. In primis, viene confermata la circostanza secondo cui a bordo del gommone dove poi si è consumata la tragedia, vi sono 120 migranti al momento del naufragio. Tutti, compresi ovviamente i superstiti, avrebbero pagato importanti cifre per salpare alla volta dell’Europa. Poco dopo la partenza dal porto della cittadina tripolina, i primi problemi che portano quindi al tragico naufragio.

A bordo del gommone inoltre, vi sarebbero alcuni bambini: almeno tre, secondo quanto trapelato dal racconto dei sopravvissuti, uno di pochi mesi. Sul posto del naufragio, poche ore dopo le unità della guardia costiera italiana iniziano i soccorsi. Purtroppo però, gran parte delle persone a bordo risultano già disperse in mare.

I tre sopravvissuti sono quindi soccorsi e portati a Lampedusa, dove attualmente si trovano. È per questo che la procura di Agrigento apre dunque l’inchiesta ed è per questo che, dopo alcuni giorni, il procuratore aggiunto Vella si reca personalmente presso la più grande delle Pelagie. L’inchiesta intanto va avanti con il lavoro portato avanti sia dallo stesso Vella, che dalla collega Cecilia Bavarelli e dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.

La tragedia nelle acque del Mediterraneo avviene in un momento in cui, complice anche il bel tempo ma soprattutto la grave crisi politica e militare occorsa a Tripoli nei giorni scorsi, le partenze dalla Libia sembrano nuovamente aumentare. Flussi in deciso calo rispetto agli altri anni, ma che comunque vedono un leggero e preoccupante incremento proprio nelle ultime settimane.

Commenti

killkoms

Mer, 23/01/2019 - 18:43

ma se è accaduto in acque internazionali,cosa indaga a fare?per poi far andare in prescrizione altre cause?