Nel caos trasporti la spuntano sempre i più "protetti"

Se, per assurdo, il mercato aereo fosse a numero chiuso e protetto dalla concorrenza di altri mezzi di trasporto, sarebbe molto simile a quello dei taxi e l'Alitalia sarebbe una società florida

Se, per assurdo, il mercato aereo fosse a numero chiuso e protetto dalla concorrenza di altri mezzi di trasporto, sarebbe molto simile a quello dei taxi e l'Alitalia sarebbe una società florida. Però al consumatore il costo di un viaggio tra Milano e Roma, che oggi si può facilmente effettuare con l'alta velocità spendendo intorno ai 90 euro, costerebbe molto di più. Quanto? Quello che servirebbe ad Alitalia per essere una società florida: il prezzo del biglietto si formerebbe grosso modo così. E il consumatore di cui sopra non avrebbe scelta, se non quella di starsene a casa sua. Naturalmente si tratta di un confronto irrealistico. Ma serve per riflettere su quello che sta accadendo in queste ore nel settore della mobilità, allargato in modo da spaziare dai micro spostamenti cittadini, alle macro distanze nazionali ed internazionali. Su quest'ultima dimensione stiamo assistendo all'ennesima battaglia per la sopravvivenza di Alitalia. Una società schiacciata nel tempo da giganteschi errori di gestione e da cecità industriale che hanno reso impossibile, di fronte a concorrenza e globalizzazione, un posizionamento efficiente sul mercato. L'ultima novità, di queste ore, è un taglio a dipendenti e stipendi per tagliare i costi e sperare che risalgano i ricavi, non si è capito bene come. E il tutto è affidato a un referendum tra i dipendenti della compagnia che, mentre il mondo cambiava per adeguarsi alla concorrenza, sono invece rimasti protetti da un contratto sempre più insostenibile. Nelle stesse ore, dal lato micro, si combatte la battaglia tra taxi e Uber: il tribunale di Roma ha accolto la richiesta di sospensiva all'interruzione del servizio tramite app. Per cui Uber potrà continuare a operare, almeno fino alla decisione sul merito dello stesso tribunale. In altri termini, su questo fronte, per permettere ai clienti di scegliere un servizio concorrente, serve la pronuncia di un giudice. Mentre ai lavoratori di Uber, privi di qualunque protezione, può capitare di restare a casa da un momento all'altro, senza tanti preavvisi. Sull'altro fronte, quello di Alitalia, le compagnie meno efficienti sono destinate a chiudere a tutto vantaggio di quelle come Uber (le varie Ryanair, easyJet). Perché così decide non un tribunale o una legge, ma i consumatori. È un gioco di asimmetrie, dunque, dove in un sistema caotico, con regole variabili, si salva non chi è più efficiente, flessibile e disponibile al giudizio dei consumatori. Ma solo chi ha la fortuna di essere protetto.

Commenti
Ritratto di manganellomonello

manganellomonello

Sab, 15/04/2017 - 15:38

Fuori dalle palle tutti questi scrocconi di alitalia. Non serve più una compagnia così. Da tanto tempo che ne faremmo a meno.