«Nell'abisso mi “sciolgo”, il mio corpo svanisce Impossibile è un'opinione»

Il grande apneista parla della sua esperienza e del rapporto con medici e fisiologi. «Non bevo e non fumo, un buon peso forma è meglio»

Umberto Pellizzari, classe '65, ha all'attivo record mondiali in tutte le discipline dell'apnea. I suoi maestri sono stati Enzo Maiorca e Jaques Mayol, dai quali ha ereditato lo scettro di «re degli abissi». Parlando con lui, che ha presentato la nuova linea di prodotti per apnea frutto della partnership tra Omer e Momodesign, ci si rende conti come l'uomo, in alcune occasioni, voglia andare oltre le regole della medicina perché, come sottolinea l'apneista riprendendo il motto di Maiorca, «the impossible is an opinion».

Parole sante, secondo lei.

«Esatto. Spesso ci poniamo limiti che non sono reali, in quanto imposti dall'esterno».

L'apneista è costantemente in battaglia con la medicina e la fisiologia?

«Non è una battaglia. Pensiamo a come reagisce una persona in un ambiente senza gravità. L'acqua è un ambiente dove i segnali non passano e dove non si possono portare strumentazioni. A Mayol fu prelevato il sangue in profondità, ma gli esiti non stati giudicati attendibili. Quando si è in apnea bisogna imparare a capire quello che il corpo ti dice in quel determinato istante».

E come reagisce il suo corpo nell'abisso?

«È incredibile quando, muniti di zavorra, ci si abbandona senza pinneggiare. Senti il corpo che pian piano svanisce. È come se si sciogliesse».

Massimo relax, dunque. Ma l'apnea e queste sensazioni di benessere possono anche tradire?

«No, perché sei allenato per fare quello, soprattutto nelle prove dove non usi i muscoli e, quindi, non sprechi ossigeno. Dunque, hai tutto il tempo per risalire. L'unica cosa che ti lega mondo esterno è la compensazione: il riportare, cioè, alla posizione naturale il timpano che viene spinto all'interno».

Ci vogliono equilibrio psicofisico e preparazione...

È vero, ma non è necessario scendere subito a -150. Il rilassamento lo si può scoprire dopo pochi metri».

Cosa si prova a -100, circondati dal silenzio?

«La libertà assoluta, il blu intorno, la forza gravitazionale...».

Niente paura?

«No, altrimenti non scendi».

Nemmeno dell'abisso?

«Ho sempre preferito scendere senza vedere il fondo».

Prega prima di affrontare un'immersione?

«Sono credente, faccio il segno della croce alla partenza e una volta riemerso, prima per chiedere e poi per ringraziare». La descrivono come «l'uomo pesce» oppure «la formula 1 del mare»...

«Non amo queste descrizioni. Quando ti alleni 8 ore in acqua ti rendi conto che il tuo corpo, per stare bene, deve muoversi in un certo modo».

Il suo rapporto con i medici...

«Con loro mi confronto costantemente. Siamo amici. Nella piscina Y40, vicino a Padona, la più profonda al mondo con i suoi 42 metri, svolgiamo dei test. Assicuro sempre la mia disponibilità affinché la scienza ci capisca di più».

Il suo stile di vita?

«Non fumo, non bevo, sono astemio. Per l'apnea non è necessaria una dieta particolare: serve un buon peso forma per vivere meglio le emozioni».

La nuova linea firmata da Pellizzari e realizzata da Omer in collaborazione con Momodesign utilizza la fibra di carbonio e si distingue per la ricerca di nuove soluzioni estetico funzionali e il design fortemente riconoscibile. Ne fanno parte un computer da polso con ghiera, una pinna rivoluzionaria e due maschere, una al top con un frame in fibra di carbonio e l'altra da apnea dal design innovativo.