Nelle gang dei latinos anche ragazzi italiani e nordafricani

Le dinamiche dei gruppi delinquenziali giovanili nelle periferie di Milano e Genova. Gli scontri e gli affari nella relazione semestrale Dia

Nelle gang dei latinos anche i ragazzi italiani e nordafricani. Lo afferma la Direzione investigativa Antimafia nella relazione semestrale relativa al primo periodo dello scorso anno, puntando il dito su ciò che accade nelle periferie delle grandi città del Nord Italia.

Il quadro, già venuto a galla negli anni scorsi, è stato riconfermato dalle ultime operazioni e inchieste che definiscono alta la pericolosità delle gang dette pandillas che si sono formate nelle aree periferiche di Genova e di Milano. Risulterebbero composte, prevalentemente, da ragazzi di origini sudamericane, per lo più da ecuadoregni e peruviani, talora addirittura minorenni. Ma nel tempo sono stati in grado di allargare i loro ranghi a giovani italiani e di origini nordafricane.

Gli investigatori ritengono che il sostrato che abbia potuto favorire la loro diffusione giochi su due piani. Il primo, quello del disagio e il secondo relativo alle pregresse esperienze delinquenziali maturate in patria.

La conflittualità tra le gang è alta e spesso oppone bande composte da membri di nazionalità differente, almeno nell’ispirazione. Ma il motivo principale di scontro è legato a più prosaiche questioni inerenti il controllo del territorio e delle attività criminali. Tra i reati di cui le gang si macchiano c’è lo spaccio di droga ma non mancano nemmeno gli scippi e le aggressioni fino al vandalismo contro beni di utilità pubblica e di proprietà privata.