La nemesi del giudice moralista

Non mi risulta che Daniela Meliota, pubblico ministero che ha ottenuto la condanna inverosimile di Emilio Fede e Nicole Minetti, si sia astenuta dal processo dopo essere stata condannata alla sanzione della censura e alla perdita di tre mesi di anzianità perché acclaratamente colpevole di aver omesso di segnalare l'incompatibilità che (in seno al suo ufficio) le derivava dalla convivenza more uxorio con il finanziere Michele Miccoli, il sottufficiale che sarebbe stato poi condannato per fatti inerenti la gestione della stessa indagini in primo grado a tre anni e quattro mesi per concussione, calunnia e falso.

Una situazione che rende il pubblico ministero non particolarmente credibile in una indagine che riguarda rapporti personali e sentimentali. In America non sarebbe accaduto. Il procuratore generale di New York che fece causa al produttore Harvey Weinstein interpretando le posizioni del #MeToo ha annunciato le proprie dimissioni. Quattro donne che hanno avuto relazioni con lui hanno dichiarato di aver subito violenza e di essere state ripetutamente picchiate da lui in stato di ubriachezza. Arrivando a minacciarne una di farla pedinare e di farle intercettare i telefoni. Davanti alla confessione delle donne, il procuratore ammette di aver partecipato a giochi di ruolo e altre attività sessuali consenzienti. Una nemesi. A smascherarlo, dopo l'azione giudiziaria su Weinstein, è stato Ronan Farrow, figlio di Woody Allen e Mia Farrow, che aveva scritto gli articoli sullo scandalo di Hollywood.

Commenti

steacanessa

Mer, 09/05/2018 - 17:28

I democratici usa sono e sono sempre stati assassinati dal sesso (fratelli kennedy e clinton docent), ma ciò non conta per loro. Basta che un non sinistro si allarghi un po’ ed ecco che si scatena la furia. Se si tratta di diversamente attivi, quasi tutti sinistri, qualsiasi cosa è concessa.

giza48

Mer, 09/05/2018 - 20:13

Negli USA la Costituzione e il bilanciamento dei poteri (legislativo, esecutivo, e giudiziario) sono cose maledettamente serie. Il Procuratore Generale, cioè il capo dei Pubblici Ministeri se sbaglia di suo, si dimette per l'interesse superiore del sistema giudiziario. In Italia il PM o Giudice che combina nefandezze nel suo operato, non paga niente, al massimo gli viene dato un buffetto. Sono intoccabili per servile codardia dei politici che mai hanno regolato questo aspetto delle loro funzioni, degli Organi di Controllo (CSM) ove sono la maggioranza e della Costituzione ormai decrepita e non più funzionale.

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mauriziogiuntoli

Gio, 10/05/2018 - 08:42

Racconta Montanelli che un magistrato fu sorpreso in pratiche omosessuali con un minore nei cessi di un cinema. E' finito a raccattare pomodori nel Salento? No, ha terminato "con onore" la sua carriera di magistrato. Da noi morale e diffamazione sono un'arma in mano a potenti e farabutti. "Male non fare paura non avere." dicono gli scemi. Appunto.

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Bisanzio2

Gio, 10/05/2018 - 09:11

Il male assoluto dell'Italia è la magistratura e certe organizazzioni sindacali di sinistra

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blackeye

Gio, 10/05/2018 - 11:38

Chi di sesso ferisce di sesso perisce!!!!!!

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jasper

Gio, 10/05/2018 - 11:45

Come disse Oscar Wilde;"In vita mia ho conosciuto molti cialtroni che non erano moralisti, ma non ho mai conosciuto un moralista che non fosse un cialtrone".

Altoviti

Gio, 10/05/2018 - 12:01

Molti giudici italiani sarebbero in galera se si seguissero le abitudini americane, invece da noi possono operare indisturbati alcuni elementi palesemente non adeguati.

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michageo

Gio, 10/05/2018 - 13:43

che paese di bigotti, ipocriti ed imbroglioni morali…..

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ottimoabbondante

Gio, 10/05/2018 - 15:15

Aveva ragione Cossiga: un giudice che si mette in politica e congiuntamente fa il magistrato é da arrestare e licenziare. Nel processo al Berlusca il giudice a latere, signora, nota attivista di estrema sinistra, sempre in piazza a manifestare contro tutti e tutto, ha continuato a fare il giudice a latere per tutto il processo. Alla faccia della imparzialitá.