Nicla, quell'angelo "precario" del sisma

Nicla Ciccone è una precaria dei vigili del fuoco da 11 anni. Nonostante abbia salvato molte vite all'Aquila e ad Amatrice non è ancora riuscita ad avere l'indeterminato. Lavora per venti giorni e, poi, scatta una 'pausa forzata' di 48 ore che le blocca l'assunzione

Nicla Ciccone è uno dei tanti eroi invisibili, beffati dalla burocrazia. Di origini abruzzesi, ha 41 anni e da 11 anni è un vigile del fuoco “discontinuo”, ossia precaria. Nicla, divorziata, una figlia di 13 anni a carico, la madre invalida e il padre pensionato, conosce i terremoti fin da bambina perché lei è nata Montereale, il comune tra Aquila e Amatrice che appartiene a due crateri sismici diversi, quello dell’Aquila e di Amatrice.

Quando nel 2009 il terremoto distrusse l’Aquila, lei scavò in pigiama per salvare i suoi parenti e si fermò otto mesi dopo, richiamata in servizio a 48 ore dalla prima scossa. E sì, perché, come spiega Il Sole 24 ore, secondo le regole del Viminale, il richiamo dura al massimo venti giorni, altrimenti scatta l’assunzione. È questo il motivo per cui ogni 20 giorni ce ne sono 2 di ‘pausa forzata’ e un massimo di 4 richiami all’anno. Tutto questo per miseri 900 euro per 20 giorni.

All’Aquila i precari dei vigili del fuoco sono 145 e nel 2009, alla vigilia del terremoto di partenze ce n’erano tre, per un totale di 17 uomini. Ma non solo. Col governo Monti, poi, la scure della spending review che infrange il loro sogno di avere un contratto a tempo indeterminato. Nel 2009 il comando provinciale dell’Aquila, per far fronte all’emergenza terremoto, decise di dislocare proprio a Montereale una “partenza” di volontari, ma, pochi mesi dopo e si decide di chiudere quella struttura, a soli 15 km da Amatrice. La colonna dei Vigili del fuoco partita dall’Aquila hanno impiegato un’ora prima di raggiungere Amatrice, mentre quella di Montereale sarebbe stata lì in un quarto d’ora.

Nicla la notte del terremoto ad Amatrice ha ripetuto il copione dell’Aquila ed è riuscita a salvare due bambini, ma purtroppo ha anche dovuto estrarre altri due ragazzi morti. Ha scavato tutto il giorno e la notte, ma poi non è stata richiamata perché troppo vecchia per essere permanente. Adesso c’è in discussione, persino, una legge che fisserebbe un limite tassativo di 39 anni per l’assunzione a tempo indeterminato.