Il nido del dissenso in Campidoglio

Approvata la delibera che dà priorità gli asili nido pubblici a discapito di quelli convenzionati, le famiglie romane protestano in piazza

A Roma la questione degli asili nido è un tema molto caldo. Da oggi (fino all'8 maggio) sono aperte le iscrizioni online, in anticipo rispetto ai tempi canonici. La vera novità riguarda l’approvazione da parte della Giunta capitolina di una delibera sulla rete dei servizi educativi di Roma Capitale, che modifica sostanzialmente il sistema misto di gestione diretta e indiretta dei nidi.

Infatti, da quest’anno, le famiglie potranno indicare la scelta di 3 nidi a gestione diretta e 3 nidi in gestione indiretta in convenzione, dando però priorità ai nidi pubblici, salvo il caso in cui la struttura convenzionata sia ubicata ad una distanza pari o inferiore a 300 metri. Una decisione che altera il delicato equilibrio faticosamente raggiunto negli anni precedenti, ma soprattutto che limita la libertà di scelta delle famiglie romane - che sono scese in piazza del Campidoglio sabato scorso per contestare la delibera – e una sana competizione tra nidi pubblici e nidi convenzionati che va a vantaggio del servizio offerto. Presenti anche numerose associazioni ed educatrici di nidi convenzionati che ora rischiano il proprio posto di lavoro.

Contrarie ai nuovi criteri di selezione dei nidi le opposizioni in Campidoglio, che criticano trasversalmente la delibera pentastellata:” siamo scesi in piazza insieme alle famiglie che protestano contro un provvedimento assurdo della giunta Raggi – le parole del consigliere di Fratelli d’Italia Andrea De Priamo - che pone i nidi convenzionati in posizione residuale e tra le altre cose rischia di produrre una notevole perdita di posti di lavoro in un momento già pesante per l'economia cittadina e nazionale”. “Con le altre opposizioni, chiediamo la convocazione di un consiglio straordinario per affrontare la questione nella casa di tutti i romani – dichiara Giulia Tempesta, giovane consigliera del Pd - Non ci stiamo allo smantellamento di servizi d’eccellenza, costruiti con pazienza e fatica. Il modello realizzato a Roma è un fiore all’occhiello della nostra città e non vogliamo che venga stravolto dalla Giunta Raggi”. Che sia pubblico o convenzionato, il nido che i cittadini romani stanno scegliendo è quello del dissenso.

Commenti

carlottacharlie

Mar, 11/04/2017 - 14:36

Per fortuna non sono romana, altrimenti, per la Tempesta, sarei nelle casa dei Pd per forza e mi sentirei P-Idiota.