"Nina", storia di violenza e di riscatto per combattere i soprusi sulle donne

Il libro di Irene Wolodimeroff sarà presentato a Roma, nell’ambito della Campagna Permanete contro la violenza di genere dell’Associazione «Ti Amo da Morire Onlus», con un dibattito e lo spettacolo musicale «Ho visto Nina Volare»

Un libro che si chiama «Nina» ed è la storia della vita difficile di una donna, segnata dalla scelta di un compagno violento da cui per troppo tempo non riesca a separarsi. La Campagna Permanente contro la Violenza di genere dell’associazione «Ti Amo da Morire Onlus». Un dibattito e lo spettacolo musicale «Ho visto Nina Volare», che s’ispira ad una canzone di De Andrè.Sono gli ingredienti di un’originale serata culturale, che si svolgerà martedì 17 gennaio al teatro l’Arciliuto, alle spalle di piazza Navona, tutta nel nome delle donne, tra cultura, impegno sociale e mondanità.L’autrice, Irene Wolodimeroff, presenterà il suo libro d’esordio «Nina», pubblicato a novembre scorso dalla Capponi Editore in collaborazione con «Ti Amo da Morire Onlus», l’associazione di solidarietà sociale verso le persone svantaggiate che ha creato uno «Sportello dʼAscolto Legale e/o Psicologico» per le donne in difficoltà, alla quale è legata da tempo.Di padre russo e madre romana, una vita e studi tra Roma e Parigi, due mariti e quattro figli, la Wolodimeroff ha iniziato nel 2014 a scrivere «Nina», con una sensibilità acutizzata dai troppi fatti di cronaca che riguardano donne che subiscono violenze fisiche e morali e sono costrette a vivere nella paura. Con una forte empatia che tradisce tratti autobiografici, ha firmato un volume-denuncia costruito attorno ad una donna che ha una storia difficile e confusa da raccontare.Alle spalle un’infanzia dominata da una madre «sempre senza sorriso» e che non parlava con lei, Anna Clara, una ricca marchesa romana amante dell’arte e dell’ideologia comunista. E con un padre assente, il principe russo Nikolay, che si è costruito un futuro altrove lasciando un vuoto nella figlia.Quella di Nina è una vita in cui irrompe un uomo violento, Maurizio, conosciuto quando lei è già una madre quarantenne che vive nel quartiere residenziale bene dell’Olgiata e dal quale non riesce a staccarsi se non dopo anni di soprusi e dopo aver subito la costante demolizione della sua dignità.«Sono stata con un uomo pazzo - scrive in una email Nina-, che mi ha massacrata, io mi sono lasciata massacrare, ho condotto una vita che mi aveva sempre fatto orrore ed ora me ne fa ancora di più».Nina è una donna che rappresenta tante altre donne, che non riesce a reagire, che diventa schiava della prepotenza, pur di compiacere e placare il carattere rabbioso e schizofrenico di un compagno all’inizio gentile e garbato, poi diventato un orco.I tentativi di riprendere in mano la propria vita sono senza convinzione, perchè prevale in lei l’attrazione per «il male». Ma alla fine riesce a fare i conti con se stessa, a guardarlo in faccia il suo orco, ad uscirne, comprendendo che «la paura è l’unico demonio da combattere» .Scavando nel suo passato la protagonista, nella sua infanzia, nella sua famiglia, cerca la spiegazione dei suoi comportamenti, non attenuanti, ma significati. «Quello che mi è accaduto negli ultimi anni non mi piace - spiega Nina- ma tutto sommato mi accorgo che mi è servito per capire chi sono, cosa sono, cos’è l’amore e quanto sia indispensabile al mio cuore, quanto ce ne è nel mio cuore».Partendo dal libro l’autrice, dopo aver illustrato il suo lavoro, martedì aprirà con i presenti un breve dibattito sulla sensibilità femminile, prima che sulla condizione della donna, che sarà seguito da un apericena con degustazione di vini.Seguirà lo spettacolo «Ho visto Nina Volare», con parole e canzoni della cantattrice veneziana Rossella Seno, del musicista-manager Giovanni Samaritani e dell’artista molisano Lino Rufo, con la partecipazione speciale di Silvia Nebbia, attrice, autrice, regista, cantante e conduttrice di RadioRai.E tutto l’evento s’inquadra nella Campagna permanente contro la violenza di genere nella quale è impegnata l’associazione «Ti Amo da Morire Onlus», il cui logo è nella controcopertina del libro «Nina».