Noi uomini di provincia conosciamo il vero "lusso"

Chi vive a Parma o a Mantova si perde quando si trova in auto a Milano o a Roma

I signori che stilano le classifiche della qualità della vita dovrebbero farmi il piacere di piantarla col mettere ai primi posti le mie piccole, deliziose città: sono già troppo orgoglioso e superbo, non c'era bisogno che mi ribadissero quanto si debba essere fieri di vivere a Parma o a Udine (i due comuni dove pago l'Ici). Fra poco, ad esempio, uscirò in tabarro, il rustico mantello che è uno dei miei vanti ed è indossabile solo nei centri medi e piccoli dell'area padano-veneta: a Roma farebbe sudare e a Milano, con tutti quei grattacieli, stonerebbe. Uscirò in tabarro e in bicicletta, il mezzo perfetto per muoversi a Parma (sesto posto della classifica Italia Oggi-università La Sapienza), a Udine (settimo posto) e ovviamente nell'ancor più piccola e pianeggiante Mantova (primo posto). Io non sono né salutista né ambientalista e uso i pedali per puro pragmatismo: per spostarmi da casa mia a qualsiasi altro punto della città non esiste mezzo più rapido e meglio posteggiabile. Se abitassi in una metropoli le cose andrebbero molto diversamente, a Milano e a Roma un ciclista-gentiluomo quale io sono non potrebbe sopravvivere, le distanze (a cui, nella Capitale, si aggiungono gli ostili sette colli) richiedono doti atletiche e il traffico spaventoso pretende da chi si muove su due ruote un coraggio che non possiedo. Mi toccherebbe fare come tutti, usare gli avvilenti mezzi pubblici oppure passare buona parte della mia giornata alla ricerca di un parcheggio. Per carità.

Poche settimane fa mi sono avventurato a Milano in automobile, fino a corso Lodi me la sono cavicchiata ma sui viali tra Porta Romana, piazza Cinque giornate e piazza Tricolore ho temuto l'infarto. Mai più, mi sono detto, piuttosto la prossima volta parcheggio a Lodi (altra piccola città piacevole) e prendo un taxi. I parametri dei signori delle classifiche non sono i miei, alcuni sono poco comprensibili, altri sono poco condivisibili, eppure mai come stavolta ci hanno preso. A Mantova si vive bene davvero: diversamente che nelle grandi città puoi risiedere in centro anche se non sei milionario, se hai figli possono andare a scuola e in palestra da soli, non c'è bisogno di accompagnarli, se sei goloso ti aspettano il sorbir d'agnoli, i tortelli di zucca, il luccio in salsa, se hai voglia di passeggiare, pedalare, pescare, amoreggiare, respirare, hai a disposizione tre romantici laghi con relativi lungolaghi...

A chi, nonostante tutte le classifiche, continua a chiedermi com'è possibile vivere in provincia, e se non mi sento tagliato fuori, rispondo: 1) c'è provincia e provincia, non tutte le province sono uguali, Parma non è, con tutto il rispetto, Roccasecca dei Volsci, e nemmeno Udine e Mantova lo sono; 2) da qualche anno anche da noi è arrivato un potente mezzo di comunicazione, si chiama internet e hanno imparato a usarlo perfino coloro che girano in tabarro.