Non chiamateli ingenui, ecco i poteri nascosti degli ottimisti

Non chiamateli ingenui: a differenza dei pessimisti, riescono a prevedere le occasioni da sfruttare

L'ottimismo e il pessimismo non sono solo due atteggiamenti verso il futuro. Sono anche due modi di mettersi in rapporto con se stessi e con gli altri esseri umani. Incominciamo col pessimista: ha una visione negativa del futuro, ma anche degli uomini. Da loro si aspetta sempre il peggio; in loro scopre sempre le qualità più malvagie, le motivazioni più egoiste, meno disinteressate. Se gli illustrate un vostro progetto lui lo guarda con sfiducia e cerca subito i difetti, gli errori. Poi vi elenca tutte le difficoltà a cui andrete incontro al punto di farvi passare la voglia di realizzarlo. Il pessimista contagia gli altri sfruttando alcune tendenze presenti in tutti noi e che non aspettano altro che di essere svegliate. La prima è la nostra paura del futuro. La seconda è la nostra naturale pigrizia, la nostra tendenza a stare fermi per non rischiare. Il pessimista, infatti, è un pigro, non vuole fare sforzi per adattarsi al nuovo. E abitudinario, ha rituali precisi per il risveglio, per il pranzo, per il weekend. Di solito è anche avaro, teme sempre che gli portino via il suo denaro. Spesso si lamenta delle ingiustizie che ha dovuto subire nel passato e tutti i suoi insuccessi, anziché alla sua sventatezza, li attribuisce a qualcuno che lo ha ostacolato. Il pessimista si considera sempre una vittima: diffidatene.

L'ottimista, invece, che guarda con serenità al futuro, confrontato con il pessimista, a prima vista appare un ingenuo. In realtà vede benissimo le malvagità altrui, ma ha fiducia in se stesso e nella sua capacita di neutralizzarle. E, a differenza del pessimista, vede le buone occasioni da sfruttare. Egli, inoltre, sa che tutti hanno anche qualità positive che, con intelligenza e astuzia, può utilizzare a suo vantaggio. Poiché è entusiasta, si circonda sempre di collaboratori pieni di vita.

Tutti i grandi organizzatori, tutti i grandi imprenditori, tutti i grandi scienziati sono ottimisti e non hanno paura di circondarsi di gente di valore. Naturalmente capitano loro anche dei collaboratori meschini che ne sfruttano la generosità. Per questo il capo ottimista deve essere sempre molto energico e deciso, pronto a cacciare via sui due piedi chi si comporta in modo disonesto.

Commenti

emigrante

Dom, 09/04/2017 - 15:33

Mi permetto di integrare ironicamente (non è la mia una critica) la conclusione dell'ottimo articolo del Prof. Alberoni. "...pronto a cacciare via sui due piedi chi si comporta in modo disonesto". Ed è qui che l'ottimista, indotto dalla sua esuberante visione in positivo, compie il suo unico vero errore: perché la sua lodevole azione si scontrerà immeditamente con la decisione di un Giudice, che reintegrerà il collaboratore infedele, gli assegnerà un risarcimento per le sofferenze morali subite, e comminerà qualche sanzione a chi ha osato turbarne la inconcludente routine. Questo, naturalmente, in Italia. Dove l'ottimismo ha la vita dura.

RAGE4EVER

Dom, 09/04/2017 - 23:40

Per me l'ottimista è un gran fesso e visto che alla fine tutti muoiono l'ottimismo ha vita corta. La cosa più importante nella vita é la fortuna,ma anche questa prima o poi finisce.

Ritratto di giannantonj

giannantonj

Dom, 09/04/2017 - 23:58

La contrapposizione in modo rigido e dogmatico di principî, atteggiamenti o posizioni umane ritenute inconciliabili, vedi ottimismo e pessimismo, opposte espressioni di bene e male, di vero e falso, torna qui grazie al prof. Alberoni. La sua analisi concepisce tutta la realtà come lotta perenne tra due principî opposti: l'ottimismo e il pessimismo, lo spirito e la materia, la luce e le tenebre, ovvero il buon capo ottimista e il suo antagonista: il collaboratore meschino. Non chiamiamolo ingenuo!

un_infiltrato

Lun, 10/04/2017 - 07:02

Attendo, ansiolitico, di leggere l'Articolo della Domenica per nutrirmi delle inedite perle di saggezza - puntualmente - ivi contenute. Questa volta l'Autore ha superato se stesso, mettendo a fuoco, con abile sintesi, attraverso un'attenta analisi ad elevato contenuto socio-filosofico, la discriminante di fondo - che non conoscevamo - che sancisce in anni luce la distanza tra ottimisti e pessimisti. E tutto ciò, con ineffabile leggerezza, nell'ambito di un contesto difficile, finalizzato - ancora una volta - ad essenzializzare che in fondo, la sineddoche, come magistralmente rappresentata, ha ragione di essere per via del fatto che non ci sono più le mezze stagioni.

demetrio_tirinnante

Lun, 10/04/2017 - 09:31

E mi pare giusto:come diceva Ugo Tognazzi, nella veste del conte Mascetti, una supercazzola con lo scappellamento a destra.

pl.mrtll

Lun, 10/04/2017 - 10:18

non oso contraddire la tesi così assoluta e perentoria di un così insigne studioso. ma spaccare con l'accetta il mondo -in punto di "psiche"- in 2 tronconi, quasi eserciti schierati, mi pare in nulla plausibile né verosimile. nell'appassionata opera dimostrativa che il pessimismo fa male, l'ottimista cade nell'opposto: gli Altri sono il Male, Loro, il Bene. resta l'idea, che la soluzione ai problemi della umanità sia una epurazione 'psico-collettiva', una 'pulizia sociale ‘che impedisca alle Orde del Male di funestare le altrimenti idilliche comunità umane, ottimisticamente lanciate al Bene e alle "magnifiche sorti e progressive". realisticamente, viene spesso da pensare, che, invece, sono i pessimisti, gli ingenui. e l'ottimista, il furbo, che, al contrario, si lega ai disonesti, per sfruttare le occasioni illecite, contando su una futura e puntuale scappatoia. forse perciò, tanti pessimisti sono ottimisti non mancati, ma pentiti. o delusi. Cordialità Giacomo Leopardi

Ritratto di Loudness

Loudness

Lun, 10/04/2017 - 13:00

Un pessimista ed un ottimista sono in corsia di sorpasso in autostrada. Il pessimista da per scontato che colui che sta per sorpassare non l'abbia visto, gli suona, fa i fari e si tiene all'erta. L'ottimista da per scontato che colui che sta sorpassando l'abbia visto. Il sorpassato esce all'improvviso, nel primo caso sono tutti salvi, nel secondo tutti morti. Per riuscire nella vita, ottimismo e pessimismo non c'entrano, occorrono tre cose tre; fortuna, testa e pelo sullo stomaco. Se hai pelo sullo stomaco e fortuna, ma non hai testa, non combinerai nulla, se hai testa e fortuna ma non pelo sullo stomaco non combinerai nulla... e così via con le combinazioni dei tre elementi sopra citati...

Ritratto di Italia Nostra

Italia Nostra

Lun, 10/04/2017 - 15:49

Poi c'è una terza categoria Alberoni: il realista. Le assicuro che ha poco da ridere.

giacomo.pasini

Lun, 10/04/2017 - 17:44

Manca una categoria!!: Il "REALISTA". Ignorare le difficoltà porta solo ad agire da incoscienti , non usare il cervello anche. Ottimismo e Pessimismo sono ambedue eccessi e vanno quindi evitati come fa il diavolo con l'acqua santa.

AndyFay

Mar, 11/04/2017 - 02:03

E' vero che l'ottimismo si scontra con i giudici ma ancor prima con la politica! E l'Italia, che ci piaccia o meno, è un paese di cultura comunista .

gio777

Mar, 11/04/2017 - 07:27

Indiani - CATTIVI Cow Boy - BUONI Mia nipote in terza elementare è in grado di cogliere sfumature della società un pò più articolate