"Non ha chiuso la partita Iva". E il Fisco gli chiede i soldi

L'ennesima storia di malaburocrazia e di ingiustizia

L'ennesima storia di malaburocrazia e di ingiustizia. Protagonista un 45enne trevigiano che, come racconta il Gazzettino, nel 1997 aveva lavorato come venditore a domicilio per la Vorwerk Folletto e aveva aperto una partita Iva. Dopo tre mesi però, per sua fortuna, era stato assunto come dipendente in un'altra azienda e quindi la sua esperienza da lavoratore autonomo era terminata. Non per il Fisco, però. Che oggi, dopo 20 anni, si è fatto vivo. Infatti, l'Agenzia delle Entrate gli ha inviato una lettera in cui sostiene che la partita Iva non risulti mai definitivamente cessata. E per questo gli chiede il pagamento di una sanzione di 516 euro (172 se paga entro 30 giorni) per regolarizzare la situazione.

Peccato che il protagonista della vicenda ricorda di essere stato, all'inizio del 1997, all'allora Intendenza di Finanza e di aver presentato la documentazione per porre fine alla sua "attività imprenditoriale". L'impiegato aveva assicurato che "tutto era a posto". Ma non è così. Almeno per il Fisco.

Commenti

Charles buk

Dom, 06/03/2016 - 19:14

Prendersela con la legge che prevede la sanzione. L'agenzia non ha colpa.

Ritratto di hernando45

hernando45

Dom, 06/03/2016 - 19:28

In ITALIA gli ESAMI non finiscono mai diceva Peppino, ecco un'altro dei MOTIVI che mi ha fatto decidere di ANDARMENE!!! Se vedum.

BiBi39

Lun, 07/03/2016 - 00:30

Chi sbaglia paga.Non vedo la notizia !

cgf

Lun, 07/03/2016 - 13:00

@BiBi39 ha ragione!! meglio per quell'impiegato delle imposte del 97 essere già morto e/o che non sia rintracciabile!!