Non paga le tasse per salvare i dipendenti, la Cassazione lo condanna

L'imputato aveva invocato lo "stato di necessità", che esclude la punibilità di chi ha commesso un fatto per "salvare sé o altri dal pericolo di un danno grave alla persona". Ma non è bastato

Ha messo davanti a tutto la vita e la serenità dei suoi dipendenti. A costo di finire in Tribunale. Un imprenditore è finito alla sbarra per omesso versamento dell'Iva (con riguardo all'anno di imposta 2006) per quasi 258 mila euro. Davanti ai giudici si era giustificato dicendo che l'azienda, un'impresa di Fossano, specializzatata nella costruzione di prefabricati, era in crisi. L'azienda ha attraversato una fase di scarsa liquidità e così aveva preferito continuare nel pagamento degli stipendi almeno per un anno, evitando di pagare l'Iva. L'imputato, dunque, aveva invocato il cosiddetto "stato di necessità", che in base al codice esclude la punibilità di chi ha commesso un fatto per "salvare sé o altri dal pericolo di un danno grave alla persona". Ma i giudici della Corte d'appello di Torino prima, e quelli della Cassazione poi, lo hanno condannato a quattro mesi di reclusione.

Ma sono le parole usate dai giudici nella sentenza sollevano le polemiche: "La perdita del lavoro non costituisce un grave danno alla persona per quel che riguarda il codice penale". Quindi l'imprenditore che non paga le tasse per versare lo stipendio ai dipendenti deve essere condannato lo stesso. "Pur essendo fuori discussione - scrivono i giudici - che il diritto al lavoro è costituzionalmente garantito, e che il lavoro contribuisce alla formazione e allo sviluppo della persona umana, deve escludersi tuttavia che la sua perdita costituisca, in quanto tale, un grave danno alla persona". Insomma salvare i posti di lavoro e dire momentaneamento "no" al Fisco in Italia può costare anche il carcere.

Commenti
Ritratto di Luigi.Morettini

Luigi.Morettini

Lun, 27/07/2015 - 19:11

Licenziarli tutti e poi aspettare le "eventuali" reazioni!

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Lun, 27/07/2015 - 19:11

Per il Fisco vige l'indissolubile motto: L'ÉTAT C'EST MOI.

Ritratto di venividi

venividi

Lun, 27/07/2015 - 19:14

Ho voglia di vedere se lui perdesse il lavoro (mera ipotesi, questi non li mandi mai via) come cambia idea. Siamo diventati insensibili e incapaci di metterci nelle scarpe degli altri.

giosafat

Lun, 27/07/2015 - 19:15

Bene, bravi, 7+. Ma andate....

cgf

Lun, 27/07/2015 - 19:15

hanno cambiato 'atteggiamento', la paura che non vi siano fondi per i loro profumatissimi stipendi/pensioni fa 90. OK, lasciamo a casa qualcuno cominciando dai più lavativi [spesso l'imbarazzo della scelta] e se i sindacati e/o giudici vorranno il reintrego... nessuno vieta di chiudere, così resteranno a casa tutti.

alkt90

Lun, 27/07/2015 - 19:19

che schifo di giudici che abbiamo..ce ne sono troppo pochi che ragionano..

neta942

Lun, 27/07/2015 - 19:22

Signori giudici, quando condannerete lo Stato e varie amministrazioni pubblihe a pagare I debiti contratti verso I loro fornitori privati nei tempi previsti dal contratto di fornitura ?????

Tikitaka

Lun, 27/07/2015 - 19:26

Allora anche per i giudici perdere il loro lavoro non costituisce danno alla persona.

elgar

Lun, 27/07/2015 - 19:28

Se li avesse licenziati avrebbe fatto bene. Poi per la sinistra sindacale che opina e non sa "il padrone" sarebbe stato colpevole lo stesso di averli buttati in mezzo a una strada. Cara sinistra sindacale "la perdita di lavoro non costituisce un danno alla persona". Così è se vi pare... E' ovvio che il gesto di quell'imprenditore è degno della massima stima però per la legge non è così. Se paghi uno e non puoi pagare l'altro o sei un evasore oppure per gli operai sei un cinico senza cuore.

frabelli1

Lun, 27/07/2015 - 19:30

Quindi questi giudici sono contro la costituzione, il primo articolo. Per loro si può patire la fame ma bisogna pagare le tasse. Non abbiamo un Robin Hood???

gabryvi

Lun, 27/07/2015 - 19:33

Certo, gente super pagata, che non rischia mai di perdere il posto di lavoro, non può capire cosa voglia dire perdere il lavoro o lasciare i propri dipendenti per strada! Quello che mi stupisce, è che altri giudici hanno sentenziato diversamente sullo stesso tema. Come sempre, in Italia, la legge viene interpretata, la giustizia sta nella fortuna di trovare un giudice che lo faccia nel modo giusto!

leo_polemico

Lun, 27/07/2015 - 19:43

Evidentemente il "buon senso" è un optional troppo costoso da acquistare per qualcuno. E questo nonostante le retribuzioni principesche

honhil

Lun, 27/07/2015 - 19:43

Quello dei giudici è rimasto l’unico posto fisso in Italia che non si può perdere. Solo loro non possono essere licenziati. Tutti gli altri sì. Che si cominci a licenziare anche loro. Che si faccia conoscere il morso della disoccupazione anche a questa gente. Così capiranno sulla propria pelle che la perdita del lavoro, oltre ad essere un grave danno alla persona, è anche un danno per la collettività. Ma come si fa a far capire a questa gente, a cui tutto è dovuto e a cui mai nessuno presenterà il conto dei propri errori, che la perdita del lavoro è un dramma umano. Una morte civile che, a volte, neppure un nuovo lavoro riesce a sanare il trauma che la parola licenziamento ha scavato dentro la psiche del licenziato.

Ritratto di Kev93p

Kev93p

Lun, 27/07/2015 - 19:46

La dimostrazione, ancora una volta, che i giudici vivono su un altro pianeta...se la perdita del lavoro non è abbasttanza grave, perchè non smettono di percepire il loro stipendio da re i giudici in questione, tanto alla fine non è poi un grave danno...

jeanlage

Lun, 27/07/2015 - 19:54

Che gliene frega i magistrati dei problemi di chi lavora. Loro il loro ricco stipendio ce lo hanno tutti i mesi, sia che lavorino, sia che scrivano libri, sia che vadano a convegni, sia che vadano a caccia di Berlusconi! Poi, magari, arrotondano vendendo ai giornali di regime un po' di intercettazioni.

LANZI MAURIZIO ...

Lun, 27/07/2015 - 19:58

I GIUDICI DELLA CASSAZIONE SONO UNO PIU' IGNORANTE DELL'ALTRO. LORO HANNO UNO STIPENDIO PUBBLICO E QUINDI SANNO NEANCHE COSA VUOL DIRE GESTIRE AZIENDA. VIVONO SULLA LUNA E LA REALTA' NON SANNO COSA SIA. SONO COME I SINDACATI SONO LA ROVINA DELL'ITALIA. BESTIE IGNORANTI.

Ritratto di mbferno

mbferno

Lun, 27/07/2015 - 19:59

Se le cose raccontate dall'imprenditore sono vere ha tutta la mia solidarietà. Se ne freghi della condanna e guardi la sua coscienza, certamente superiore a quella dei giudici. Al suo posto avrei fatto altrettanto: meglio dare i soldi ai dipendenti e famiglie che a questo schifoso stato sanguisuga corrotto e sprecone.

Giampaolo Ferrari

Lun, 27/07/2015 - 20:00

qUANDO INVECE è LO STATO CHE NON PAGANDO I SUOI DEBITI FA FALLIRE LE IMPRESE TUTTO OK.sTATO DI MxxxA.

Anonimo (non verificato)

Lun, 27/07/2015 - 20:05

amen

chiara 2

Lun, 27/07/2015 - 20:18

Quindi cosa avrebbe dovuto fare? Versare l'IVA e lasciare i dipendenti senza stipendio? OK ORA AVETE ROTTO DEFINITIVAMENTE I C...NI

Giorgio5819

Lun, 27/07/2015 - 20:22

Vogliamo provare a levare la toga a questi signorotti pasciuti e mandarli a cercarsi un lavoro? Uno di quei lavori che se sbagli paghi di tasca tua, uno di quelli che sei responsabile di quello che fai?

Gioioso_Ciddone

Lun, 27/07/2015 - 20:59

maledetti giudici! rovinano impunemente la gente, tanto loro non pagano mai, quindi non sanno cosa voglia dire perdere il lavoro!

FRANZJOSEFF

Lun, 27/07/2015 - 21:28

E VOI ANDATE A CASA A 65 ANNI E NON STATE FINO A 75 ANNI A PRENDERE SOLDI

fifaus

Lun, 27/07/2015 - 22:02

Il lavoro non dovrebbe essere solo costituzionalmente garantito, bensì essere valore fondante della Repubblica. Se eliminiamo i valori fondanti che rimane? solo il fisco, le tasse..

luigi.muzzi

Lun, 27/07/2015 - 22:36

quindi sarebbe lecito licenziare centinaia di lavoratori e chiudere le aziende PUR di pagare tasse e balzelli !

beale

Lun, 27/07/2015 - 23:16

quando ci riapproprieremo della sovranità, tutti a casa e senza pensione, tanto non è danno grave alla persona.

Ritratto di Rames

Rames

Lun, 27/07/2015 - 23:34

Rovinano la gente perbene.Verita' assoluta.E lo fanno sempre.

Giorgio5819

Mar, 28/07/2015 - 00:12

Proviamo a levare toga e stipendio a certi cialtroni facciamogli aprire una partita iva, poi ridiamo !!!

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 28/07/2015 - 01:11

La mancanza di stipendio non sarebbe un grave danno alla persona? TOGLIAMO LO STIPENDIO A QUEI GIUDICI E VEDIAMO COSA SI INVENTANO. In Italia purtroppo abbiamo una casta di magistrati che hanno superato ogni limite di decenza, di rispetto per il paese e dei cittadini. SI COMPORTANO COME DEI SIGNOROTTI MEDIEVALI CUI TUTTO È DOVUTO SENZA RISPONDERE AD ALCUNA REGOLA.

Ritratto di ilvillacastellano

ilvillacastellano

Mar, 28/07/2015 - 08:45

Ormai in Italia ci si appella alla costituzione o ad una qualsiasi delle leggi, vista la grande abbondanza di queste, per trovare lo spunto, la cosiddetta "pezza d'appoggio" di memoria decurtisiana, per legiferare secondo come un tipo di giustizia la pensa ed al contrario di come dovrebbero andare le cose. Ecco a questo punto spiegato perché la perdita del lavoro, secondo questi giudici, non "costituisca un grave danno alla persona". Vorrei vedere se lo perdessero loro e tutti coloro che come megalomani credono di essere al di sopra delle leggi, però quelle vere ed univoche, senza alcuna possibilità di essere interpretate.

HANDY16

Mar, 28/07/2015 - 08:47

Prima di sbadilare guano con commenti ridicoli ed infervorati, bisognerebbe prima leggersi gli atti processuali. Osservo solo che l'IVA non è un'imposta sul reddito ma una semplice partita di giro: si paga quello che si è fatturato ai clienti dedotto quanto si è pagato ai fornitori. A grandi linee il concetto è questo. In pratica si versa allo stato IVA sulle bendite meno IVA sugli acquisti. Non sono quindi risorse di proprietà dell'imprenditore ma dello stato. Poi, sulla pressione fiscale opprimente siamo tutti dello stesso parere. Ma questo è un discorso diverso. Tutto il resto sono chiacchiere da bar. LO stato di necessità invocato dall'imprenditore in questione è contemplato dal codice penale ma a questa fattispecie, in tempi di crisi, potrebbero appellarsi tutti gli imprenditori con difficoltà economiche, e sono tanti.....staremmo freschi

honhil

Mar, 28/07/2015 - 09:29

Quello dei giudici è rimasto l’unico posto fisso in Italia che non si può perdere. Solo loro non possono essere licenziati. Tutti gli altri sì. Che si cominci a licenziare anche loro. Che si faccia conoscere il morso della disoccupazione anche a questa gente. Così capiranno sulla propria pelle che la perdita del lavoro, oltre ad essere un grave danno alla persona, è anche un danno per la collettività. Ma come si fa a far capire a questa gente, a cui tutto è dovuto e a cui mai nessuno presenterà il conto dei propri errori, che la perdita del lavoro è un dramma umano. Una morte civile che, a volte, neppure un nuovo lavoro riesce a sanare il trauma che la parola licenziamento ha scavato dentro la psiche del licenziato.

Ritratto di Runasimi

Runasimi

Mar, 28/07/2015 - 23:16

# HANDY16 08:47 Caro signore se tutti gli imprenditori in crisi ricorressero allo stato di necessità MANDEREMMO FINALMENTE A CASA QUESTO GOVERNO DI ABUSIVI ANTIDEMOCRATICI CHE CI DISTRUGGONO CON LE TASSE.