Non solo arredi: in vetrina la nostra creatività

Non solo mobili: al Salone di Milano è la creatività italiana a mettersi in vetrina. Da molti anni la manifestazione, oltre a essere la più grande occasione commerciale del mondo, si conferma il banco di prova delle nuove tendenze e della progettualità a 360 gradi. Ma per la prima volta in questa 54ª edizione (14-19 aprile) 64 aziende hanno deciso di collaborare a un unico grande progetto - la App In Italy - per presentare nel mondo l'«italian lifestyle» e i suoi prodotti, dalla storia imprenditoriale alle fasi della realizzazione.

L'Italia si colloca, infatti, a pieno titolo, tra i cinque Paesi al mondo che hanno un surplus commerciale manifatturiero con l'estero superiore ai 100 miliardi di dollari. Dal 2008 al 2013 abbiamo incrementato il fatturato dell'export manifatturiero del 16,5%, superando la Germania (11,6%) e la Francia (5,9%): a ricordarlo è il dossier «10 verità sulla competitività italiana», di Fondazione Symbola, Fondazione Edison e Unioncamere, che con FederlegnoArredo accende i riflettori sull'industria del mobile. Un pilastro dell'economia nazionale: con oltre 10 miliardi di surplus l'industria dell'arredamento italiana è seconda nella graduatoria mondiale, preceduta solo dalla Cina, oltre a vantare il primato europeo per spesa in ricerca e sviluppo, con investimenti per 56,4 milioni di euro.

Per il Salone 2015 le previsioni sono positive: anche sul fronte del consumo interno si incominciano a vedere segnali di ripresa. E grandi soddisfazioni arrivano dall'export: il 2014 si è chiuso con un aumento delle vendite del 2,7%, sfiorando gli 11,5 miliardi di euro. Soprattutto i mercati dove si opera in dollari hanno registrato performance da record, grazie alla svalutazione dell'euro: solo in dicembre le esportazioni verso gli Usa sono cresciute del 47 per cento. Torna il sereno anche sul fronte russo, dopo la batosta dovuta a sanzioni e svalutazione del rublo che ha provocato un calo del 12% dell'export nell'ultimo anno.

Alla Fiera di Milano-Rho si attendono, quindi, molti visitatori stranieri, ma anche una presenza importante d quelli italiani: magari, come auspica il presidente Roberto Snaidero, anche il premier Matteo Renzi. I numeri sono imponenti: 2.106 espositori su 201.700 metri quadri di stand, 700 giovani designer, quattro giorni dedicati agli addetti ai lavori e un fine settimana aperto al pubblico. Nei padiglioni di Euroluce, 475 espositori italiani ed esteri scendono in campo con le proposte del settore con particolare attenzione all'aspetto illuminotecnico, sempre più sensibile ai temi ambientali del risparmio energetico e della sostenibilità. E di fronte, un percorso ideale che collega il mondo della progettazione della luce agli ambienti di lavoro, i padiglioni che ospitano Workplace 3.0, il nuovo SaloneUfficio, focalizzato su design e la tecnologia per lo spazio di lavoro. E, naturalmente, non mancano gli eventi collaterali, tanto in Fiera quanto in città, l'ormai celebre «Fuorisalone». Come «Favilla», il racconto sul tema della luce realizzato in piazza San Fedele dall'architetto Attilio Stocchi.