Non solo Dallas: l'agguato a New York del 2014

Il caso dell'uccisione di due poliziotti che ha posto in contrasto la polizia della Grande Mela ed il sindaco Bill De Blasio. Anche in quel caso, il killer vendicava la morte di due afroamericani

La strage di poliziotti a Dallas - con cinque morti e sei feriti portati d'urgenza in ospedale - fa seguito all'attacco contro i due agenti di New York risalente al 2014: i poliziotti Wenjian Liu e Rafael Ramos del NYPD erano seduti nella loro vettura a Brooklyn, intenti in un'operazione di pattuglia, quando un 28enne afroamericano si è avvicinato e gli ha sparato a sangue freddo, uccidendoli. L'uomo, Ismaaiyl Brinsley, aveva annunciato le intenzioni omicide sul suo profilo Instagram, scrivendo: "Oggi metterò le ali a due maiali. Hanno preso uno dei nostri, prendiamo due di loro", con gli hashtags "Shootthepolice" (spara alla polizia, ndr) e "RIPEric Garner" e "RIPMichaelBrown".

Allora come adesso, infatti, il killer aveva giustificato l'omicidio con la vendetta per le uccisioni di due afroamericani da parte della polizia: il 18enne Michael Brown, ucciso per un presunto - e falso - furto a Ferguson (Missouri) e il 43enne Eric Gardner, morto per soffocamento dopo l'arresto.

Il brutale assassinio dei due poliziotti aprì una frattura tutt'ora non sanata tra la polizia della Grande Mela e il sindaco Bill De Blasio: dopo l'uccisione di Brown e Gardner, infatti, De Blasio aveva dichiarato che aveva sempre suggerito a suo figlio Dante - mulatto -, di "stare sempre molto attento ogni volta che avesse avuto a che fare con la polizia". In tutta risposta, alle esequie delle vittime, migliaia di poliziotti intervenuti da tutta l'America voltarono platealmente le spalle al primo cittadino. In più, la polizia di New York fece sfilare in cielo uno striscione con scritto: "De Blasio, non siamo più dalla tua parte".