Nordio agita i colleghi in toga: "Niente multe, via i pm scarsi"

Il procuratore di Venezia critica la scelta del governo sulla responsabilità civile: "Inutile, paga l'assicurazione"

Roma - I magistrati hanno una gran fretta: per denunciare davanti alla Consulta l'incostituzionalità della legge sulla responsabilità civile, varata solo a febbraio, non hanno aspettato che un cittadino chiedesse i danni a uno di loro. Hanno giocato d'anticipo. Per il giudice civile Massimo Vaccari del tribunale di Verona basta il timore di un giudizio di responsabilità per condizionare l'autonomia e l'indipendenza della toga, ledere i suoi diritti e privarla della necessaria serenità nel suo lavoro. Così, il 12 maggio ha inviato alla Corte costituzionale 17 pagine di ricorso, che sostengono contrasti con diversi articoli della Carta. La notizia arriva proprio mentre il Matteo Renzi ricorda su Twitter l'anniversario della morte di Enzo Tortora, sottolineando che da allora, e grazie a lui, le cose sono cambiate. «Ventisette anni dopo la morte di Tortora - scrive il premier-, abbiamo la legge sulla responsabilità civile dei giudici e una normativa diversa sulla custodia cautelare #lavoltabuona».

Nella stessa giornata e proprio partendo dal tempestivo ricorso del giudice veronese, su Il Messaggero il procuratore aggiunto di Venezia Carlo Nordio firma un editoriale che certo non farà piacere ai suoi colleghi. Basta il titolo: «Il magistrato che sbaglia va rimosso più che multato». Mentre le toghe, con l'Anm in testa, protestano aspramente per la legge, minacciano lo sciopero e si organizzano perché la Consulta la faccia a pezzi, Nordio sostiene dunque che le nuove norme sono troppo deboli e non risolvono i problemi, cioè le cause degli errori giudiziari: dall'«irresponsabile potere dei pm» a quello dei giudici di «riprocessare e condannare un cittadino assolto», con una «catena di sentenze». Il magistrato accusa governo e Parlamento di aver «risposto in modo emotivo» alle richieste dell'opinione pubblica, puntando sull'«effetto intimidatorio delle sanzioni, privilegiando peraltro quelle pecuniarie». Così, per Nordio, hanno fatto «una scelta inutile, perché ci penserà l'assicurazione; e irragionevole, perché la toga inetta o ignorante non va multata, va destituita». Denunciando davanti all'Alta corte, sostiene il pm, «la parte più ambigua della legge, quella che consente, o pare consentire, di far causa allo Stato prima che la causa sia definitivamente conclusa», paralizzando i processi, se ne otterrà forse una parziale abrogazione. E «i magistrati impreparati o inetti tireranno un sospiro di sollievo».

Vedremo se andrà proprio così. Intanto, il ricorso a bocce ferme del giudice veronese deve superare il giudizio di ammissibilità. Vaccari cita un precedente simile contro la legge del 1989, ma non è affatto detto che riesca nel suo intento. I magistrati, però, si sono organizzati da un pezzo per ricorsi singoli o collettivi e, se questo verrà bloccato, di certo alla Consulta ne arriveranno molti altri. L'ultima parola sarà anche stavolta dei giudici costituzionali.

Commenti

aldopastore

Mar, 19/05/2015 - 08:51

Ho sempre nutrito profonda stima per Carlo Nordio, in tempi non sospetti, da vent'anni circa. Questo suo giudizio sulla responsabilità civile, la rafforza, ancora di piu. Sono questi i Magistrati che vogliamo.

Beaufou

Mar, 19/05/2015 - 09:02

"...basta il timore di un giudizio di responsabilità per condizionare l'autonomia e l'indipendenza della toga, ledere i suoi diritti e privarla della necessaria serenità nel suo lavoro." Per il giudice Vaccari, quindi, i giudici devono essere irresponsabili. Nossignore, se uno non se la sente di fare il giudice perché ha paura delle responsabilità, faccia altro, non pretenda di fare il giudice. E ha ragione Nordio (uno dei pochi giudici che ritengo tale) a dire che un giudice che sbaglia va rimosso, non multato. La delicatezza del loro compito è tale che l'errore non deve ripetersi: l'interesse della giustizia è superiore a quello di un singolo giudice.

epc

Mar, 19/05/2015 - 09:06

"La toga inetta o ignorante non va multata, va destituita", dice Nordio. Sono d'accordo!!!! Sa con chi comincerei?

Efesto

Mar, 19/05/2015 - 09:25

Lo stato ha ormai perso ogni dignità di fronte al potere giudiziario che traversa tutte le strutture e le gerarchie politiche ed esecutive. La magistratura agisce compatta perchè non vuole perdere questo predominio assoluto su tutto e tutti potendo essa inquisire singolarmente ogni persona, ogni atto, ogni società senza tener minimo conto delle conseguenze. L'Italia è indifesa di fronte a tanto potere.

linoalo1

Mar, 19/05/2015 - 09:47

Nordio,ma sei sicuro di quello che hai detto?Non hai pensato che,così facendo,rischieresti di rimanere solo?

Ritratto di Overdrive

Overdrive

Mar, 19/05/2015 - 09:57

La vera....casta

mariolino50

Mar, 19/05/2015 - 10:03

Non capisco come dovrebbe funzionare un sistema del genere, se in un processo la pubblica accusa perde, ovvero l'imputato viene assolto, costui può denunciare il pm per persecuzione, e magari la parte civile denunciare il giudice perchè è stato assolto. Ma chi farebbe più un lavoro del genere, dove la possibilità di errore è del 50%, non sò come funziona da altre parti, ma non credo sia così facile mandare tutto a monte, così in galera non ci va più nessuno, oppure ci si mettono senza processo.

buri

Mar, 19/05/2015 - 10:07

come sempre neòò'unoverso della magistratura Nordio è una mosca bianca. paladino della giustizia reale, da parte dei cittadini e non dei suoi colleghi che fannp dsirare i prpcessi per anni, Platone 300 anni prima di Cristo affermava che senza giustixia non c'è libertà e secondo me fare durare un prpcesso 10 o anche 20 anni non + giudtiziaè una presa per il fondellp

epc

Mar, 19/05/2015 - 10:12

#Efesto: tragicamente vero, purtroppo...... Anche la recente sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni secondo me fa parte dello stesso gioco.....

giovanni PERINCIOLO

Mar, 19/05/2015 - 11:12

...."il timore di un giudizio di responsabilità per condizionare l'autonomia e l'indipendenza della toga, ledere i suoi diritti e privarla della necessaria serenità nel suo lavoro.""" Dobbiamo dedurne, visto cha la responsabilità civile dei magistrati é norma comune nel resto d'Europa, che solo i nostri eroi sono "autonomi e indipendenti"???? Io aggiungerei che sopratutto i nostri eroi sono e vogliono restare IRRESPONSABILI! Abbiano almeno il pudore, questi sfrontati, di toglire dalle loro spalle la scritta "la legge é uguale per tutti" che oggi più che mai diventa una presa per i fondelli!

aaantonio5555

Mar, 19/05/2015 - 11:29

Ci sono dunque voluti 27 anni, e il rischio di pagare all’Unione Europea una salatissima multa di 50 milioni di euro, per restituire agli elettori almeno una parte di quanto era loro dovuto con il referendum dell’8 e 9 novembre del 1987, promosso soprattutto dai radicali allo scopo di far valere la responsabilità civile dei magistrati. Un referendum che, abrogando con 20 milioni 770 mila e 334 sì, pari all’80,20 per cento dei votanti. Una legge Sacro santa la responsabilità civile dei magistrati . Bravo RENZI.

giovauriem

Mar, 19/05/2015 - 11:45

caro nordio siamo d'accordo con tutto il suo discorso , molto reale , ma c'è un punto che non quadra : chi controlla il controllore ? chi controlla se il magistrato ha fatto il suo lavoro giusto e onesto ? certamente il controllore non può essere un altro giudice o un'associazione di giudici, io , la butto lì , una commissione politica di formazione annuale o una giuria popolare . anche se un qualunque giudice ha il potere assoluto e per tanto il controbilanciamento può essere solo la radiazione .

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Euterpe

Mar, 19/05/2015 - 12:16

@mariolino50- Se durante un'operazione chirurgica il paziente muore e i suoi parenti denunciano il medico e tutta la struttura ospedaliera? I chirurghi dovrebbero pertanto rifiutarsi di operare? Chiudiamo tutte le sale operatorie? Ogni lavoro ha i suoi rischi, perché solo per i magistrati ciò non dovrebbe valere? E poi stia pur certo che nessuno di loro verrebbe mai punito dai suoi compagni di merende giudicanti, i quali al massimo gl'infliggerebbero un avanzamento di carriera.

mariolino50

Mar, 19/05/2015 - 16:42

Euterpe Non esiste lavoro al mondo dove la possibilità di errore è del 50%. Io facevo un lavoro dove con la mia firma rischiavo il penale, ma bastava seguire le procedure ferree che avevamo, decidere se uno è colpevole o innocente è in massima parte un'opinione. In corte d'assise ci sono anche i giudici popolari, a quelli che li volete fare, potrebbe toccare anche a voi come successo ad un mio collega, e non è facile decidere, si rischia il tutti assolti salvo confessione pubblica, le cosidette prove sono spesso di fantasia.

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Euterpe

Mar, 19/05/2015 - 18:27

@mariolino50 -Prendendo per buono il fatto che la possibilità di errore è del 50%,io mi domando se è accettabile per noi cittadini avere un sistema giudiziario in cui metà delle sentenze è affidata alla discrezionalità dei giudici.Tanto varrebbe affidarsi ai dadi, cioè al caso, per stabilire l'innocenza o la colpevolezza dell'imputato. Sic stantibus rebus, si pone con maggiore urgenza la responsabilità civile,almeno per arginare in parte l'interpretazione troppo soggettiva e distorta delle leggi,almeno da parte di certa magistratura.

mariolino50

Mer, 20/05/2015 - 09:36

Euterpe Il giudizio si dovrebbe basare sulle prove, e sulla loro interpretazione, è sempre una cosa soggettiva anche in altri paesi, dove addirittura spesso lo dà una giuria popolare, ovvero di dilettanti allo sbaraglio, io non mi sentirei di giudicare nessuno, non cè una formula da rispettare per dire si o no. Se ci sono vere e proprie persecuzioni è un altro discorso, ma le giudica sempre un altro magistrato.

Ritratto di Euterpe

Euterpe

Mer, 20/05/2015 - 22:54

@mariolino50- Se la situazione da lei indicata è reale, si deve concludere che sarebbe meglio eliminare codici e tribunali. Darebbero la stessa garanzia di giustizia l'ordalia,il braccio di ferro, la partita a carte o, ripeto, i dadi, l'estrarre da un'urna uno deidue biglietti con la scritta'colpevole' o 'innocente, cioè in definitiva affidarsi al caso. Sbaglio? Quanto alla giustizia popolare, ai dilettanti allo sbaraglio, forse sarebbero più affidabili perché farebbero forse prevalere il buonsenso, che attualmente sembra latitare in molti tribunali da parte dei superesperti in campo giuridico.