Una nuova cultura delle partnership pubblico-private

Quali sono i punti per la sfida di una normativa certa, moderna e aggiornata all'evoluzione dei mercati, che regoli con trasparenza i rapporti tra la Pubblica amministrazione e i privati che con essa vengono a contatto? Che cosa occorre per creare una nuova cultura complessiva delle partnership pubblico-private, per rispondere dal di dentro del mercato alle esigenze di innovazione che devono essere soddisfatte senza più rinvii se vogliamo essere europei di fatto e non di nome?

Ecco i punti su cui Romeo sottolinea questa urgenza di riflessione e dibattito con l'obiettivo di non paralizzare più le imprese e il mercato.

- Il principio costituzionale di presunzione di innocenza deve trovare una reale tutela nel suo effettivo bilanciamento con il principio della libertà di informazione per scongiurare ricadute gravissime sulla dignità e sulla privacy delle persone e sulle attività imprenditoriali dei soggetti coinvolti in vicende giudiziarie.

- Ugualmente, il principio costituzionale del buon andamento della Pubblica amministrazione non può più essere sospeso al principio ottocentesco della separazione tra Cittadino e Stato, ma deve trovare nuova forza nella sintesi tra imparzialità, correttezza e trasparenza della Pa, evitando allo stesso tempo l'ottusa criminalizzazione del dialogo diretto tra pubblici amministratori e imprenditori. Dialogo che non altera affatto il principio dell'imparzialità della Pa, ma costituisce un vero e proprio arricchimento di esperienze diverse, diretto a costituire il vero motore del Paese.

- La sburocratizzazione della Pubblica amministrazione passa attraverso l'affermazione dei principi di meritocrazia e di responsabilità del risultato. E anche attraverso un reclutamento dei pubblici funzionari con meccanismi rigorosamente selettivi e con avanzamenti di carriera regolati in relazione alle capacità dimostrate e ai risultati realizzati, con retribuzioni che siano strettamente legate alle funzioni ricoperte, abolendo ogni meccanismo automatico.

- La centralità del ruolo della Magistratura e della interpretazione giurisprudenziale come fonte di diritto vivente non può essere negata e deve essere accettata con consapevolezza e senza ipocrisie in un sistema normativo eccessivamente lento e macchinoso, ma deve essere contemperato da una rigorosa sburocratizzazione della stessa Magistratura, con l'introduzione di severissimi meccanismi selettivi sia di accesso che di avanzamento di carriera. E anche, però, di un misurato principio di responsabilità civile e della separazione delle carriere tra organi inquirenti ed organi giudicanti.

Su queste tematiche - spiega infine l'imprenditore Romeo - è auspicabile che possano aprirsi dibattiti e riflessioni a tutti i livelli, a partire dalla stampa e dai mass media, affinché le traumatiche esperienze vissute da molti imprenditori possano tradursi in un effettivo reale contributo alla liberazione del Paese dai tanti nodi dai quali non riesce a sciogliersi».