La nuova trovata dei clan: il micro cellulare che sfugge ai controlli

I detenuti in permesso lo nascondono nella suola delle scarpe o nelle parti intime, facendolo passare inosservato

L'ultima trovata della criminalità organizzata è un cellulare. Un micro telefonino, grande come un accendino, che gli appartenenti ai clan usano dall'interno del carcere, per comunicare le proprie direttive a chi si trova all'esterno e opera per conto loro.

Il sistema ideato dai criminali è molto ingegnoso. Chi esce dal penitenziario, grazie a un permesso o per aver guadagnato la semilibertà, acquista il cellulare, per 35 euro. Il telefonino viene poi munito di scheda telefonica, con numero intestato a stranieri, che non sanno di essere titolari dell'utenza mobile. Per introdurlo all'interno del carcere, senza insospettire gli agenti ci sono diversi modi, secondo quanto racconta il Corriere della Sera. Normalmente, il detenuto si fa scavare la suola della scarpa, vi nasconde il cellulare e poi la incolla nuovamente, così da farla risultare intatta. Ma c'è anche chi lo nasconde nelle parti intime, come fosse una supposta, e chi lo inserisce nel pacco da inviare ai carcerati, contenente vettovaglie e indumenti.

Ma queste strategie non sarebbero sufficienti, se il cellulare fosse rilevabile dai metal detector. Ma il mini telefono è talmente piccolo e essenziale da essere composto da tantissima plastica e pochissimo materiale ferroso: tastiera numerica, tasto di accensione e spegnimento e un piccolo schermo. Niente di più.

All'interno del carcere, è facile scambiarsi il micro telefono, che viene rivenduto a 150 euro e che sfugge ai controlli interni degli agenti. Nel corso di alcune perquisizioni, sono stati scoperti i telefonini utilizzati dai criminali, per comunicare all'esterno.

Commenti
Ritratto di mbferno

mbferno

Mar, 26/06/2018 - 17:39

Bah....non comprendo come una sim possa venire intestata a stranieri a loro insaputa:all'attivazione vengono chieste carta identita e codice fiscale....fasulle pure queste?

Anonimo (non verificato)

pensionato.stufo

Mar, 26/06/2018 - 20:37

Amico @mbfermo, legga l'articolo sul Corriere. Simme a napule paisa'.

Ritratto di bonoitalianoma

bonoitalianoma

Mar, 26/06/2018 - 21:43

Basta mettere un rilevatore di segnali elettromagnetici vicino alle celle e scopri subito il traffico cellulare o più normale esaminare il traffico sui ponti telefonici, cellule.

jenablindata

Mar, 26/06/2018 - 22:41

la verità è che allo stato non interessa più di tanto,questo problema: perchè se volesse,basta un semplice jammer installato in ogni carcere ed ecco che si ritorna alla classica cornetta o lettera... un giorno di questi in italia ci si sveglierà dai sogni,e si riporterà il carcere alla sua funzione naturale,che è quella di reprimere o punire il crimine: quel giorno molti che oggi si allargano per una repressione che di fatto NON c'è,impareranno sulla propria pelle che non è conveniente, delinquere.... e cominceranno ad andare via dritti come se avessero ingoiato un palo telegrafico. --- chissà... forse proprio san salvini farà il miracolo.

Ritratto di Professor...Malafede

Professor...Malafede

Mar, 26/06/2018 - 22:51

Semplice: installate dei jammer nelle carceri, dopo lo possono usare come fermacarte.

Ritratto di Professor...Malafede

Professor...Malafede

Mar, 26/06/2018 - 22:52

Aggiungo: ogni detenuto deve essere privato delle sue scarpe per fare apposita bonifica.