Nuove terapie salvavita dalla ricerca farmaceutica

Si vive di più e meglio. E questo per merito anche dell'innovazione farmacologica. In soli 20 anni, è stato ridotto il tasso di mortalità generale della popolazione del 30 per cento ed un calo del 40-50 per cento dei decessi per problematiche cardiocircolatorie o dell'apparato digerente. Non solo. Molte malattie che fino a poco tempo fa non davano scampo, oggi sono patologie croniche con le quali si può convivere a lungo. Il futuro si profila altrettanto incoraggiante. In tutto il mondo, vi sono oltre 7mila nuovi farmaci in sviluppo. Di questi, quasi 2mila sono destinati al trattamento dei tumori. E sono oltre 900 i medicinali e vaccini biotech allo studio, con possibili benefici per più di 100 patologie. Uno scenario promettente, che pone però il problema dei costi elevati delle cure e dei tempi troppo lunghi per l'accesso dei pazienti, alle nuove terapie. Di questo e di altri aspetti dell'innovazione farmacologica, se n'è parlato nel corso dell'incontro «Concetti e linguaggi dell'innovazione farmacologica», promosso dal Master di comunicazione scientifica della Sapienza dedicato alla «La Scienza nella Pratica Giornalistica», con il supporto della Fondazione Msd. «Nell'innovazione stiamo vivendo una nuova primavera, con farmaci per molte importanti patologie, quali l'epatite C e diverse forme tumorali», sottolinea il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. «La Ricerca è sempre più orientata al biotech e alla medicina personalizzata che non rappresentano solo il futuro, ma anche il presente. Senza dimenticare che l'innovazione è anche incrementale e permette continui miglioramenti nella qualità della vita e costanti progressi in termini di efficacia del trattamento, riduzione di effetti collaterali e facilità d'uso». Tuttavia, la sostenibilità non dovrebbe considerare solo il costo del farmaco, ma anche i risparmi generati per il Welfare, grazie alle malattie curate o evitate. «I farmaci innovativi in arrivo renderanno sempre meno sufficienti le leve con cui finora è stata governata la spesa farmaceutica pubblica», afferma Luca Pani, direttore generale Aifa. Oggi Il 56 % dei pazienti cronici non ha accesso alle terapie innovative.