La Nuvola di Fuksas? Un monumento funebre

Il nuovo centro congressi Euro progettato dall'archistar è freddo come un ospedale

Premesso che Massimiliano Fuksas mi è antipatico e che lo trovo straordinariamente sopravvalutato, oltre che incredibilmente sovra-pagato, e che invece Enrico Pazzali, amministratore delegato di Eur Spa, a cui si deve il completamento e (spero) il funzionamento della cosiddetta «Nuvola» mi è particolarmente simpatico e ne apprezzo le capacità, cercherò di essere oggettivo nel descrivere le mie impressioni, che non sono impressioni, sull'impresa che ha visto Roma dotarsi di uno spazio fieristico in concorrenza con Milano.

Aggiungo che l'impegno e la spesa, di cui capisco la potenzialità, impongono di augurarsi il miglior risultato per un'opera che, in astratto, io avrei evitato. E, se fino a ieri l'avevo considerata un inconcepibile spreco, Pazzali mi ha persuaso della sua utilità e della prospettiva che possa produrre profitti per lo Stato e il Comune di Roma (l'investimento è per il 90% del ministero dell'Economia e per il 10% della municipalità).

L'Eur è l'ultimo grande quartiere di Roma, una città nella città, ed è stato pensato per un'Esposizione universale mai realizzata, estrema e grandiosa testimonianza del fascismo. La successiva esposizione universale in Italia, realizzata, è stata quella di Milano del 2015, che io e anche Pazzali conosciamo bene per averla vista nascere e crescere. In un certo senso, la «Nuvola», a distanza di 74 anni, corrisponde pienamente a quello spirito e potrebbe, coerentemente, essere stata realizzata come uno dei notevoli padiglioni dell'Expo di Milano. Si può anche aggiungere che è un'architettura di gran lunga più significativa dell'orrendo Palazzo Italia, costato circa un terzo, che è stato concepito per rimanere come documento di quella titanica occasione. Dell'Esposizione universale non realizzata di Roma resta lo straordinario quartiere dell'Eur; niente dell'Esposizione universale realizzata a Milano, tolta questa ignobile architettura, letteralmente corrispondente a una «scorreggia fritta pietrificata».

Senza dubbio quando Fuksas viene chiamato, obbedisce all'imperativo di non essere impari alla concezione monumentale dell'Eur; e anzi, ne conferma la limpidezza geometrica dei volumi, con prevalenza strutturale delle forme semplici e di andamento rettilineo, in pianta e in alzato. Ci accoglie quindi una teca rigorosa e con moduli ripetitivi, di vetro e di acciaio, che ha l'apparenza di una serra dentro la quale si apre un fiore, la «Nuvola», che in origine doveva essere en plein air, e ora appare chiusa, e quindi protetta in una teca di vetro. Singolarmente l'accesso non è in salita ma in discesa per offrire la sensazione di entrare in un corpo di sviluppo più orizzontale che verticale, come una grande piazza coperta. Astenendosi da ogni vezzo, Fuksas ci introduce così a una grande aula modulare per accogliere fino a 8000 persone, un iperbolico palazzo dei congressi nella sua più essenziale configurazione. Salendo attraverso scale mobili di moderata inclinazione, e di eccezionale lunghezza, si entra nell'auditorium da 1800 persone, sospeso nel vuoto come nel calice di un fiore.

Immagino che l'acustica, favorita dall'artigianale curvatura del legno che fodera le pareti e modula la scena, sia il pregio principale della «Nuvola» in un ambiente afflitto dal disegno legnoso e spigoloso delle poltrone progettate dalla moglie di Fuksas, che odia le comodità, come ha dichiarato: «Ai divani preferisco le sedie scomode o uno sgabello, magari di legno africano. Forse ho paura delle comodità».

Qualcuno penserà: «Ma non aveva detto di non sopportare Fuksas? Il suo giudizio appare fin qui benevolo! Nessuna critica?». Ho descritto quello che ho visto, cercando di capirne lo spirito che va esteso anche all'elaborazione dell'enorme parallelepipedo che sarà l'albergo della «Nuvola», il cui cantiere ha occupato metà della strada, ma solo per il tempo della costruzione. Pazzali mi ha garantito che entro novembre la strada verrà liberata e i volumi di Fuksas & Co. si allineeranno alle architetture fasciste, in coerenza formale. Ecco, forse qui è il limite: i vasti spazi rettilinei hanno una freddezza ospedaliera e un monumentalismo funerario da sacrario più che da fiera, una estensione commemorativa di epoche e stili del passato che li assimilano a Redipuglia e rendono le presenze umane fantasmi come gli omini magrittiani, allineati in militaresche processioni sulle pareti della «Nuvola» dal regista Giampiero Solari, per la giornata di inaugurazione.

Speriamo che a questo spazio, pensato per i morti da Fuksas, ridia vita Enrico Pazzali.

Commenti

Franco Ruggieri

Ven, 28/10/2016 - 09:06

Secondo me la Nuvola è una autentica truffa. Quando, molti anni fa, ne cominciò la costruzione e furono esposti manifesti che ne mostravano una forma eterea, appunto, di nuvola, rimasi un po' sconcertato perché era in contrasto con le linee squadrate dell'EUR, ma mi dissi: "in fondo, perché no?" Si trattava di una rottura che non sempre è insopportabile. E invece è venuto fuori un parallelepipedo nero che lascia intravedere all'interno qualche cosa che tutto è tranne che etereo: è una figura piena di angoli acuti. Evidentemente il "grande" Fuksas non aveva pensato che stendere "teli" (o roba simile) su un'intelaiatura di enormi e massicce travi a doppio T non produce l'immagine "batuffolosa" delle nuvole, ma una rabbrividente sagoma piena di spigoli curvi e di un allucinante colore bianco - opaco. Insomma: quello che era stato promesso tanti anni fa non è stato realizzato. Ora all'EUR c'è un funebre parallelepipedo nero. Una truffa, appunto.

PDIsla§

Ven, 28/10/2016 - 09:18

Lo scheletro di un SOTTOMARINO CON LE SUE ORDINATE PAGATE A PESO D'ORO CON PARCELLA MILIONARIA.

Keplero17

Ven, 28/10/2016 - 09:52

Secondo me la nuvola è una ...... pazzesca!

Tarantasio

Ven, 28/10/2016 - 10:06

scusate se riporto un mio precedente commento: "Nuvola contorta e sbilenca ma progressista, un vero mal di testa (guardare please), il cui unico valore è il costo, ripartito tra LUI, imprese e mazzette"

Ritratto di 02121940

02121940

Ven, 28/10/2016 - 11:40

La “Nuvola di Fuxas”. Verità o solo un brutto sogno? Purtroppo entrambi, ma per qualcuno – non so chi – un grosso affare. “More solito”.

Ritratto di elkid

elkid

Ven, 28/10/2016 - 11:54

----considerate le note e virulenti sparate di sgarbi--devo dire che leggendo l'articolo traspare che l'opera non gli dispiaccia affatto---d'altronde è dura criticare un grande architetto----i più grandi architetti italiani degli ultimi anni---da renzo piano ad aldo rossi --da gae aulenti allo stesso fuksas-guarda caso sono tutti di sinistra----questa è la prova provata---qualora ce ne fosse ancora bisogno- che i sinistri non hanno solo l'egemonia culturale in questo paese ma anche fattiva e realizzativa-----i destricoli sono vuoto assoluto cosmico....a perdere-------------------hasta siempre

VittorioMar

Ven, 28/10/2016 - 12:00

...MONUMENTO FUNEBRE ALL'ARTE ITALIANA!!!....toccare ferro prima di guardarla!!

manfredog

Ven, 28/10/2016 - 12:41

..'freddezza ospedaliera e un monumentalismo funerario'.. Perfetto Signor Sgarbi. In effetti le Sue, egregio Signor Vittorio, sono molto più che impressioni, come quelle di Fuskazz sono molto più che in-pressioni..!! mg.

paolonardi

Ven, 28/10/2016 - 14:14

Alcuni architetti come il nostro con i suoi comari Piano e Calatrava sono solo dei palloni gonfiani con le emissioni gassase dei bovini allevati in tutto il mondo. Ennesima prova del potere della Tessera.

Angiolo5924

Ven, 28/10/2016 - 14:25

A me l'archistar sembra soltanto un misero pallone gonfiato. Poi è di sinistra e quindi, come logico, un genio. Personalmente non gli farei progettare nè tanto meno arredare il mio water closet. Squallido rappresenmtante di una classe tutta di miserabili (di sinistra).