Olimpiadi invernali, Stoccolma rinuncia ai Giochi del 2026 e incolpa il Cio

È la seconda volta che la Capitale svedese si candida per ospitare i Giochi e poi ritira la candidatura

Le Olimpiadi sembrano non piacere più a nessuno. Poche ore fa l'annuncio del sindaco di Stoccolma, Karin Wanngard, di ritirare la candidatura della città dai Giochi invernali del 2026.

La Capitale svedese è solo l'ultima a rinunciare all'evento sportivo più importante. Prima di lei Cracovia, Oslo, Boston, Amburgo, Budapest e infine Roma, dove il sindaco Virginia Raggi ha spiegato che la Capitale non poteva permettersi un evento che, seppur di rilevanza mondiale, è troppo costoso e lascia i comuni sommersi dai debiti. Come riporta Il Fatto quotidiano, le motivazioni della prima cittadina di Stoccolma sono simili a quelle del sindaco pentastellato: scarso consenso politico e preoccupazione per i costi.

Ma il sindaco Wanngard ha fatto di più e se l'è presa direttamente con il Comitato olimpico internazionale (Cio), e contro i suoi contributi all'organizzazione, che sarebbero "incerti" e quindi insufficienti per approntare un progetto senza rischi. Un'accusa forte, ma ancora più pesante se si pensa a quello che proprio il Comitato ha lanciato nel 2014: l'Agenda 2020 per le Olimpiadi low-cost. Nelle intenzioni un modo per evitare che i Paesi ospitanti dovessero mettere in campo milioni di fondi grazie a un finanziamento del Cio. Ma, nonostante questa garanzia, Stoccolma ha detto No alle Olimpiadi. E non è la prima volta. La città svedese aveva già presentato e ritirato domanda anche per i Giochi del 2022, poi assegnati necessariamente a Pechino (l’unica alternativa rimasta era Almaty, in Kazakistan). Unica candidata per i Giochi invernali del 2026 rimane Sion, in Svizzera, ma con molta probabilità la decisione definitiva sarà presa grazie a un referendum popolare. L'annuncio finale verrà fatto proprio in Italia, nella sessione Cio del 2019 a Milano.