Opera, immigrato importuna una ragazza e fugge dalla comunità

Dopo essere stato fermato dia carbinieri, il ragazzo è stato condotto in comunità. Poi la fuga

Brutta avventura ad Opera per una ragazzina impaurita dalla eccessive attenzioni di un egiziano. Dopo essersi avvicinato alla ragazza, 22enne di Pieve Emanuele in visita ad un’amica, l'uomo l'avrebbe insuguita sul pullman e avrebbe cominciato ad importunarla, obbligandola a chiedere aiuto ad un passante. La ragazza impaurita avrebbe segnalato l'uomo ai carbinieri. Il ragazzo è stato fermato e portato in caserma. Dopo l'identificazione è stato riaccompagnato nella comunità Martinitt da cui però è fuggito subito dopo. Il giovane, un immigrato minorenne, era a Milano dall’agosto del 2014 dopo essere già scappato da una comunità per minori di Brindisi e non essendo più in carico al Comune pugliese è dovuto intervenire il Sindaco di Opera a cui, per norma, sono affidati i minori senza documenti, parenti e fissa dimora trovati sul suo territorio di competenza. “Sono una vergogna queste leggi – secondo il sindaco Ettore Fusco – perché se troviamo uno straniero che crea problemi sul nostro territorio poi dobbiamo pure farci carico di mantenerlo. E non sono certo a buon mercato le strutture per i minori, addirittura tre volte quello che costa alla Comunità Europea mantenere in albergo un clandestino richiedente asilo. Da 85 a 120 euro al giorno a carico dei comuni per ospitare persone che neppure si ha la certezza che siano davvero minorenni e che sbarcano a migliaia sulle nostre coste”.

E ancora: "Con questi soldi si potrebbero mantenere i nostri anziani nelle case di riposo – conclude furente il Sindaco Fusco – e non dare dimora a sbandati delinquenti che dovrebbero invece finire nelle patrie galere dei paesi da cui provengono. Riflettano il Ministro Alfano e il Premier Renzi sul costo sociale di tutte queste persone che non sono solo i soldi che arrivano dalla Comunità Europea, peraltro nostri, ma tutto ciò che ruota attorno al mondo dei clandestini: dal mantenimento di cooperative rosse e caritas alle spese sanitarie, alla delinquenza che si traduce in furti, rapine e stupri, agli operatori di polizia impegnati nel contrasto della criminalità, alle spese processuali a carico dello Stato ed alla detenzione, quando va bene ed i delinquenti non sono lasciati a piede libero, sempre a spese nostre. E la gente non ne può più di questa insicurezza prodotta dalla mancanza di uno Stato che dovrebbe tutelare gli italiani e non subire un’invasione senza battere ciglio”.



Commenti

Giorgio5819

Ven, 24/07/2015 - 21:12

Accompagnato in comunità? Queste me.de vanno risbattute da dove sono venute, a calci.