Ora Equitalia pignora pure le pecore

È successo in Abruzzo: i due esemplari dovevano finire all'asta e rischiavano il macello, ma sono stati riconosciuti in extremis "beni di prima necessità"

Non ha pagato le tasse per 40mila euro, ma quando gli ufficiali giudiziari di Equitalia sono andati a pignorare beni all'allevatore di Pianella (Pescara), non hanno trovato che due pecore "certificate e controllate dal veterinario".

Secondo la legge, infatti, gli animali - vivi o morti, da reddito o d’affezione - sono considerati infatti un vero e proprio bene mobile, al pari di automobili, moto o conti correnti. E per questo i due esemplari, Tom e Laika, dovevano esere battuti all'asta ieri alle 10 per un prezzo base minimo di mille euro. Per fortuna, però, ieri è arrivata la buona notizia: l'istituto di riscossione ha infatti rinunciato alla vendita e le ha riconosciute "beni di prima necessità". Al quotidiano locale Il Centro, l'uomo spiega emozionato come la coppia di animali sia ormai la sua famiglia.

Commenti
Ritratto di semovente

semovente

Mar, 26/05/2015 - 17:08

Li tenga allora vita natural durante.

cgf

Mar, 26/05/2015 - 18:32

Sono stati così dichiarati perché si sono accorti che sarebbe costato più di 2mila euro se nessuno si fosse presentato all'asta ed in effetti all'asta.... pensa che bello, sarebbero stati responsabili della salute degl'animali e... dove li avrebbero messi? altro problema non da poco.