Ora il principe saudita regala un castello alla Croce Rossa

Un castello in dono alla Croce Rossa. Un principe saudita ha voluto omaggiare l'Associazione italiana con un possedimento situato in Piemonte. La fortezza, prima di passare nelle mani del reale, era appartenuta alla famiglia di Carla Bruni

Al Walid bin alal bin Abdualaziz Al Saud, che è un principe dell'Arabia Saudita, ha voluto donare un castello alla Croce Rossa. Adesso, le istituzioni della nazione cui appartiene il reale e l'Associazione di promozione sociale del Belpaese dovrebbero poter usufruire di quel luogo in maniera paritaria.

Non si tratta di un regalo di poco conto: su Il Giorno si apprende che la donazione in questione vale 16milioni di euro. Il castello, insomma, è considerabile alla stregua di una vera e propria reggia. Ma dove si trova la principesca residenza in questione? Villa Ceriana, prima di passare nelle mani dei sauditi, sarebbe appartenuta alla famiglia Carla Bruni. Poi, il nuclero familiare dell'ex première dame ai tempi della presidenza targata Sarkozy, avrebbe optato per cedere questo suo possedimento. Sappiamo che l'opera è situtata in Piemonte, nello specifico a Castagneto Po. Come ogni fortezza, la cittadella piemontese è costituta da un numero di stanze superiore alla norma: 40 sono gli spazi fisici in cui la Croce Rossa potrebbe decidere di dare vita, per esempio, a corsi di formazione. Vale la pena sottolinare pure l'estensione degli ettari circostanti l'edificio: 70.

Il patrimonio immobiliare, stando a quanto si legge sul quotidiano citato, adesso verrà ristrutturato in funzione delle attività che la Croce Rossa ha intenzione di organizzare al suo interno.

Commenti
Ritratto di bandog

bandog

Gio, 29/11/2018 - 14:25

adesso verrà ristrutturato in funzione delle attività che la Croce Rossa ha intenzione di organizzare al suo interno...accogliere tutta la rumenta, facendola mantenere da Pantalone!!

mariod6

Gio, 29/11/2018 - 17:40

40 stanze con 20 parassiti in ognuna fanno 800 mantenuti che rendono ogni giorno 28.000 euro, fino a quando il Governo non taglia i fondi.