Oria, blitz all'alba ​abbattuti 45 ulivi

I proprietari dei fondi interessati dalle operazioni sono stati avvisati solo questa mattina. Il sindaco: "Il Comune non è stato coinvolto"

"Mi hanno svegliato alle 6 del mattino, sono corso qui e stavano già abbattendo otto dei miei ulivi. Sono arrabbiato, non ci sono analisi, non è così che bloccheranno il contagio". A parlare è un agronomo, uno dei proprietari dei quarantacinque ulivi che sono stati eradicati in contrada Frascata, a Oria, nel Brindisino. C'è gente in lacrime tra i rami, le foglie, e quello che resta degli alberi presi di mira oggi, dalle prime luci dell'alba, sulla base di una determina del Servizio Agricoltura della Regione Puglia che risale al 6 luglio scorso e che fino ad oggi nessuno conosceva.

La novità è che il Piano Silletti sarà varato a stralci. E il primo stralcio già approvato riguarda Oria. Il 3 luglio, infatti, il Consiglio dei Ministri ha "ravvisato la permanenza delle criticità rappresentate nella delibera del 10 febbraio", e ha confermato la necessità di fronteggiare con mezzi e poteri straordinari l' "emergenza Xylella".

Non sono previsti soltanto i tagli, ma anche l'imposizione di trattamenti fitosanitari, l’estirpazione delle piante infette, il taglio del tronco e la distruzione della chioma mediante bruciatura o trinciatura in loco.

"È un crimine, hanno fatto una strage", urla una donna. "Stamattina - dice - sono andati a notificare il provvedimento a casa di mia madre, la reale intestataria del terreno. Ha ottant'anni, lei è costretta a letto. Mi ha chiamato e sono venuta qui".

Sul posto centinaia di uomini delle forze dell'ordine, tra carabinieri, poliziotti e forestali, anche per gestire l'ordine pubblico. Quello di oggi è stato il primo intervento dopo quello del 13 aprile scorso quando, sempre a Oria, furono abbattuti sette alberi. A tutti e cinque i proprietari dei fondi interessati dal blitz di oggi, i provvedimenti sono stati notificati solo questa mattina, quando parte dell'attività era stata già intrapresa, cogliendo di sorpresa tutti, compresi gli amministratori.

"Mi hanno avvertito comuni cittadini di un dispiegamento di forze che faceva pensare a un attentato terroristico. Il mio Comune non è stato coinvolto", ha dichiarato il sindaco di Oria, Cosimo Ferretti, giunto sul posto mentre erano in corso le operazioni. "Abbiamo chiesto al prefetto - ha aggiunto il primo cittadino - di essere coinvolti, lo abbiamo chiesto alla Regione. Stamani ho perfino avuto difficoltà a entrare. I proprietari non hanno avuto alcuna rassicurazione sul ristoro dei danni che spetterebbe loro. Oria non ci sta. Gli ulivi sono un bene prezioso".

Al termine dell'attività il commissario di Protezione civile per l'emergenza Xylella, Giuseppe Silletti, ha reso noto che l'attività delle scorse ore era necessaria al fine di contenere il rischio di avanzamento del batterio a nord della zona colpita. "Le operazioni si sono svolte in piena sicurezza e hanno consentito così l'attuazione delle ordinanze di abbattimento previste anche dalle decisioni europee per il contrasto alla diffusione di Xylella fastidiosa" si legge in una nota diffusa dalla Protezione civile. "Ringrazio gli agricoltori e i proprietari dei terreni per la fattiva collaborazione dimostrata, che ci ha consentito di procedere nella massima sicurezza" ha afferma il commissario. "L'operazione di oggi si aggiunge ai risultati raggiunti fino ad ora che hanno visto la lavorazione con le buone pratiche agricole di oltre 62 mila ettari di terreni che ci hanno consentito di ridurre del 90% la presenza dell'insetto vettore sul territorio. Proseguiamo nella nostra attività di tutela del patrimonio agricolo e olivicolo pugliese".

Commenti

Raoul Pontalti

Mar, 07/07/2015 - 23:52

"Ben date, ben applicate" quelle estirpazioni, "fu una vera ispirazione" (e non sono il conte Attilio). Non si può compromettere l'agricoltura pugliese e in generale quella italiana per le sciocche resistenze di privati che nulla intendono di fitopatologia, di prevenzione delle malattie esotiche, di preservazione di un patrimonio agricolo locale e nazionale che trascende le singole aziende. Il batterio esotico in questione, Xylella fastidiosa, è patogeno per svariate specie arboree coltivate e selvatiche (non solo nei confronti dell'ulivo dunque e infatti nel paese d'origine , il Nord America, è un flagello della vite) ed è legato a insetti vettori che lo diffondono ma anche lo preservano. Non esiste poi ad onta dei ciarlatani italici alcuna terapia per cui l'unico rimedio è la prevenzione.