Ottimizziamo le terapie per malattie come Bpco

Misurare e valutare le performance, per sviluppare modelli gestionali efficaci e sostenibili, in grado di determinare un uso più razionale e mirato delle risorse, in ambito sanitario. É quanto si propone l'Academy of Health Care Management and Economics. Un progetto nato nel 2010 dalla collaborazione tra Novartis, Cergas e Sda Bocconi. Nel triennio 2013-2015 concentra il suo impegno, principalmente su tre linee di ricerca: l'implementazione del Cruscotto Direzionale Multidimensionale, le sperimentazioni cliniche nelle aziende sanitarie e la gestione della cronicità. Risultati finora raggiunti in queste aree di ricerca, approfondimento e sperimentazione, sono stati oggetto, durante il IV Convegno Nazionale promosso dalla stessa Academy, di tre panel di discussione, ai quali hanno preso parte esperti del mondo sanitario. Riguardo al tema della cronicità, uno dei punti più critici per il presente e il futuro delle aziende sanitarie, l'attenzione dell'Academy si è focalizzata sulle scelte regionali e aziendali di presa in carico dei pazienti con broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco, ne sono affetti circa 2milioni di italiani). Una patologia respiratoria complessa che può essere considerata un modello, per approfondire la gestione delle patologie croniche. Attraverso una ricerca dedicata, che ha coinvolto direttamente aziende sanitarie di Emilia-Romagna e Veneto ed ha esaminato i relativi database, gli esperti hanno voluto verificare la capacità della presa in carico dei malati e la performance di come avviene il tutto. Dall'analisi emerge che i pazienti coinvolti per la Bpco rappresentano in media solo il 3 per cento del totale, percentuale nettamente inferiore all'incidenza reale della malattia nella popolazione (considerando che si stima una prevalenza fra il 4 e il 6 per cento) e che i trattamenti, non di rado, rischiano di essere inappropriati. Sempre dai database emerge che, nell'anno di osservazione 2011, oltre un terzo dei casi presi in carico ha fatto uso frequente di farmaci sintomatici al bisogno, il cui uso dovrebbe essere limitato in pazienti adeguatamente trattati; in caso contrario c'è il rischio di un trattamento inappropriato e inutilmente costoso per la sanità pubblica.