Il padre della jihadista Meriem: "Cercarla mi fa paura"

Redouane Rehaily, padre di Meriem, la 21enne fuggita da casa per arruolarsi nell'Isis, racconta: "“Cercarla fa paura: potremmo mettere in pericolo la vita sua e la nostra"

“Cercarla fa paura: potremmo mettere in pericolo la vita sua e la nostra stessa vita, quella di mia moglie e degli altri nostri tre figli”. Lo dice Redouane Rehaily, padre di Meriem, la 21enne fuggita da casa per arruolarsi nell'Isis e perciò è stata rinviata a giudizio.

L'uomo, 41 anni di Arzegrande, in provincia di Padova, spiega all'Ansa che in casa sua “si prega e si pratica la religione islamica, ma sempre nel rispetto del Paese in cui viviamo, l'Italia”. Meriem, secondo lui, è stata vittima del web: “Il computer - racconta Redouane - è la vera causa di quanto è avvenuto e lei purtroppo ha avuto una visione distorta della realtà. Perché la nostra idea dell'Islam è molto diversa da quella dell'Isis: noi tutti siamo per il rispetto degli altri”. La storia della figlia, radicalizzatasi nel 2015, ha aperto una ferita insanabile nella vita della famiglia marocchina che vive da molti anni in Italia.“Questa vicenda ci ha cambiato la vita - ammette il padre - .All'inizio abbiamo provato a lanciare messaggi a nostra figlia, volevamo farle sapere che qua c'è la sua famiglia che la aspetta, la mamma in particolare, ma non abbiamo mai avuto alcuna risposta”.

Commenti

paolone67

Gio, 26/01/2017 - 18:10

Altro materiale da espianto coatto di organi. Vogliono essere martiri: bene, accontentiamoli. Organi in donazione a chi ne ha bisogno e scarti in pasto ai maiali.