"Paduano ha ucciso Sara perché non la controllava"

L'omicidio di Sara Di Pietrantonio per mano di Vincenzo Paduano sarebbe scaturito perché il fidanzato aveva perso il controllo sulla personalità della ragazza

L'omicidio di Sara Di Pietrantonio per mano di Vincenzo Paduano sarebbe scaturito perché il fidanzato aveva perso il controllo sulla personalità della ragazza. Sarebbe questo il movente che ha spinto l'uomo a dar fuoco alla ragazza dopo averla attirata in una trappola chiedendole un appuntamento. Paduano, condannato all'ergastolo avrebbe ucciso Sara perché di fatto non controllava più la sua vita. "Sara si rifiutava di riconoscere il ruolo di padrone della sua vita in Paduano", scrive il gup Gaspare Sturzo nelle oltre 70 pagine di motivazione della sentenza. Poi il giudice rivela nel dettaglio il rapporto di Paduano con la povera vittima: "Gli elementi del rifiuto di Sara di subire ancora la presenza di Paduano nella sua vita e, quindi la conseguente perdita del dominio fino ad allora da questi esercitato sulla ragazza - scrive - sono il movente e rappresentano al tempo stesso un indice della spregevolezza del fatto quale motivo abietto". "Risultano accertati oggettivamente - scrive il giudice - una serie continua di atti persecutori che poi prendono un indirizzo punitivo con un progetto omicidiario in quanto Sara si rifiutava di riconoscere il ruolo di padrone della sua vita in Paduano; così l'aver costruito una serie di menzogne per Sara e, poi, aver realizzato l'agguato notturno mediante una collisione stradale voluta, la sottrazione a Sara del cellulare e, probabilmente delle chiavi dell'auto; l'irrorazione dell'auto della ragazza di liquido infiammabile preparato per tale aggressione mortale; l'aver bagnato Sara dello stesso liquido; l'incendio dell'auto della ragazza; l'inseguimento, l'aggressione fisica; il soffocamento; il trascinamento del cadavere in mezzo a un letto di foglie e la distruzione di parte del corpo - scrive ancora il giudice - devono far ritenere gravissimi i delitti commessi".