Palermo, poliziotti in in manette: soldi in cambio di sconto sulle multe

Ad incastrare i tre agenti della Stradale sono stati le stesse vittime, piccoli imprenditori e commercianti. I poliziotti avrebbero iniziato a minacciarli e a presentarsi per fare multe e sanzioni. Ma in cambio di soldi e qualche regalo non le avrebbero più fatte

Sono finiti nei guai tre poliziotti di Palermo. L'accusa, che ha portato i tre agenti della Stradale in manette, è di quelle pesanti: avrebbero minacciato imprenditori e commercianti di fare controlli continui contro di loro. E avrebbero preteso soldi e regalie varie in cambio di "sconti' su multe e sanzioni. I tre agenti sono stati arrestati all'alba dalla Squadra mobile di Palermo. Ad incastrarli sono stati le stesse vittime. I poliziotti avrebbero iniziato a minacciarli e a presentarsi per fare multe e sanzioni. Ma in cambio di soldi e qualche regalo si sarebbero "ammorbiditi".

Gli agenti sono stati intercettati per mesi dagli uomini della Mobile e, ignari di essere ascoltati, parlavano delle loro vessazioni sulle vittime. Ora devono rispondere dell'accusa di corruzione, concussione e falso.

L’inchiesta, come dicevamo, è scattata dalla denuncia di due imprenditori che hanno dichiarato di aver ricevuto la richiesta di una tangente durante un controllo in strada di un automezzo della loro ditta, da parte di una pattuglia della polizia stradale di Palermo. Le indagini hanno consentito di raccogliere riscontri alla denuncia. Gli agenti avevano fatto un verbale di contravvenzione per la violazione del codice della strada che prevedeva il sequestro del mezzo e una pesante sanzione amministrativa (sequestro e sanzione pecuniaria, in realtà non previsti dalla legge a fronte della violazione constatata); a quel punto, avrebbero indotto i titolari a versare loro una mazzetta in cambio dell’annullamento del verbale. In un altro episodio, emerso durante le indagini, i tre poliziotti avrebbero ricevuto vantaggi da un automobilista sottoposto a un controllo di polizia, favorendolo nelle contestazioni verbalizzate, e attestando che fosse in possesso di una particolare abilitazione alla guida, richiesta per la tipologia di merce trasportata, che in realtà non possedeva.

Commenti

cianciano

Mer, 12/10/2016 - 13:08

Oltre a fare un tubo tutto il dì, sono anche corrotti....non vedo quale novità da quelle zone.

giovauriem

Mer, 12/10/2016 - 14:39

da roma in giù , almeno il 40% delle forze dell'ordine(tutte) fanno quella pratica e a volte anche peggio .

Martinico

Mer, 12/10/2016 - 15:30

Attenzione, questi ragazzi con l'uniforme rischiano la vita e fanno il loro lavoro, molto spesso, non valorizzato. Purtroppo c'è una aliquota di soggetti che non meritano la divisa che portano. Nella fattispecie del reato si può anche intravedere l'associazione a delinquere e non solo concussione ma anche estorsione. Mi spiace molto per tutti i poliziotti onesti.

audace

Mer, 12/10/2016 - 16:12

Anche io sono stato vessato di brutto, da alcuni della Polizia Stradale di Palermo, solo per avere fatto un ricorso a un verbale per autovelox. Addirittura, sono stati fatti verbali ai verbali e su quanto contestato (pazzesco). Non voglio raccontare nei particolari quanto accaduto ma, per fare smettere queste vessazioni ho dovuto presentare un esposto, nei dettagli, alla Procura di Palermo. Dopodiché il silenzio.

maricap

Mer, 12/10/2016 - 18:04

Pazzesco. Questi imbecilli, che avevano avuto la fortuna di avere uno stipendio fisso, per un lavoro non gravoso, fino alla pensione, si son giocati tutto, per una manciata di euro. Avendo professione alcuna, fuori dal carcere, per vivere, dovranno delinquere, quindi finire di nuovo in galera.: Amen.

mariod6

Mer, 12/10/2016 - 18:07

Le mele marce ci sono dappertutto. Tre delinquenti sporcano il lavoro dei loro colleghi. Rimane il fatto che il dirigente non aveva mai nasato nulla oppure aveva fatto finta di nulla. Che ci siano poi voluti mesi di indagini sembra esagerato. Le indagini le hanno fatte in tre giorni. Poi la burocrazia ha chiesto la sua parte ed intanto questi hanno continuato a vessare il prossimo.