Papà Boschi ela società segreta dietrolo scandalo Banca Etruria

Per cercare un nuovo dg e finanziatori, l’ex vicepresidente, alle spalle del cda, si è servito di un massone indagato per associazione segreta, contrabbando e truffa

Per cercare un nuovo dg e finanziatori, l’ex vicepresidente, alle spalle del cda, si è servito di un massone indagato per associazione segreta, contrabbando e truffa. A rivelare il retroscena su papà Boschi, è Giacomo Amadori su Libero. L'uomo legatao al padre della Boschi sarebbe Valeriano Mureddu 46 anni, è di origini sarde, ma negli anni Sessanta la sua famiglia è emigrata a Rignano sull’Arno, paese natale del premier Matteo Renzi. Le case di famiglia si trovano in fondo alla stessa strada nella frazione Torri. Nel marzo del 2014 gli uomini dell’Agenzia delle Dogane di Perugia lo hanno denunciato, assieme ad altri 4 imprenditori, per una presunta evasione Iva da 20 milioni. Durante una perquisizione nella sede della società Geovision srl di Civitella in val di Chiana (Arezzo) viene alla luce una stanza adibita ad archivio per decine di dossier su persone, società e anche attività giudiziarie in corso. In un pc spuntano i legami via mail di Mureddu col “padre” della P3 Flavio carboni. Da qui l’indagine sulla violazione della legge Anselmi contro le associazioni segrete. Sul sardo, intanto, indagano anche i pm della procura di Arezzo.

Il nome di Mureddu, come ricorda Libero, si associa a quello del padre del ministro delle Riforme Maria Elena Boschi nel momento in cui quest’ultimo, allora vicepresidente di Banca Etruria, a pochi mesi dal crac, assieme al presidente Rosi erano in cerca di un nuovo direttore generale per l’istituto, oltre che di finanziatori di peso per rimpinguare le casse. È proprio Boschi senior che si rivolge al massone sardo il quale, a sua volta, chiede aiuto a Carboni. È proprio l’uomo condannato per il fallimento del Banco Ambrosiano a mettere a disposizione del trio il proprio ufficio romano di via Ludovisi per poter effettuare i colloqui. Nell’estate 2014 Carboni, che non vuole esporsi, attiva una sua conoscenza, Gianmario Ferramonti, ex leghista appassionato di esoterismo, per trovare nomi appetibili. Ferramonti propone Fabio Arpe, fratello del banchiere famoso Matteo, come dg dell’Etruria. Un altro nome sul tavolo è quello di Gaetano Sannolo, allora vicedirettore della Popolare di Frosinone, ora nel cda della Sampdoria. Oltre alla figura tecnica nel board della banca, Boschi e Rosi cercano potenziali investitori. Il duplex Mureddu-Carboni propone alcuni fondi emiratini, tra cui il qatarino Qvs e uno di Dubai.

Annunci