Il Papa fa gli auguri al fondatore della teologia della liberazione

Papa Francesco, in occasione del novantesimo compleanno del fondatore della teologia della liberazione, ha inviato una missiva. Questo, per quei teologi sudamericani, sarebbe un pontificato amico. Nel prossimo Concistoro, intanto, riceverà la porpora un altro prelato progressista

Papa Francesco, in occasione dei novant'anni di padre Gustavo Guetierréz Merino, ha inoltrato una missiva al fondatore della teologia della liberazione.

Il peruviano, appartenente all'Ordine dei frati predicatori, fa parte dei sostenitori (diretti o meno) dei "Patti delle Catacombe", che furono sottoscritti durante il Concilio Vaticano II. Papa Bergoglio è già stato "accusato" di aver rivalutato più del "consentito" la teologia della liberazione. Nel corso dell'ultimo viaggio in Sudamerica, quello in Cile e Perù, ci si è spinti a parlare di fine delle "guerre teologiche".

"Voglio essere chiaro - ha sottolineato, in occasione di quella visita pastorale, il teologo Castillo sulle pagine di Repubblica - senz' altro Francesco rappresenta un momento favorevole per i teologi latinoamericani della liberazione. Ma se non cambia le strutture della Chiesa, la persecuzione nei nostri confronti probabilmente andrà avanti col prossimo Papa".

Guetierréz, che è già stato, almeno in parte, rivalutato dalla Chiesa cattolica, rappresenta il simbolo di quella branca del pensiero teologico. Ecco perché la lettera del pontefice argentino assume un significato associabile sia alla citata riscoperta sia alla difesa di alcuni principi promossi dalle cosiddette Comunità Ecclesiali di Base.

Qualcuno ha interpretato dei passi di Evangelium Gaudium, cioè la prima esortazione apostolica di Papa Francesco, come se fossero ispirati dalla teologia della liberazione.

"Quando la società locale, nazionale o mondiale – ha sottolineato Bergoglio in un passaggio di Evangelium Gaudium - abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell'ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità. Ciò non accade soltanto perché l'inequità provoca la reazione violenta di quanti sono esclusi dal sistema, bensì perché il sistema sociale ed economico è ingiusto alla radice". L'inequità sociale, quindi, viene posta quasi alla radice di ogni male. Una posizione che ha sollevato qualche polemica da parte di chi ritiene che, alla base del male, ci sia sempre e comunque il peccato.

Si legge nella missiva inviata dal Santo Padre a Guetierréz:"A motivo del tuo novantesimo compleanno, ti scrivo per felicitarmi e assicurarti la mia preghiera in questo momento significativo della tua vita. Mi unisco alla tua azione di grazie a Dio, e ti ringrazio anche per il tuo contributo alla Chiesa e all’umanità attraverso il tuo servizio teologico e il tuo amore preferenziale per i poveri e gli scartati della società".

I poveri, così come l'attenzione nei confronti dei movimenti popolari, sono al centro della pastorale del successore di Ratzinger sin dall'inizio del suo pontificato. Il Santo Padre, affermano i "tradizionalisti", si adopera per la questione sociale, ma dimentica la bioetica. L'ultima mancanza in ordine di tempo sarebbe stata riscontrata in funzione del referendum sull'aborto in Irlanda. Bergolio, che nel frattempo è impegnato a segnalare i rischi di certe politiche climatiche, non avrebbe detto "neppure una parola" su quanto accaduto nella Repubblica irlandese.

Intanto si prepara l'ingresso in Conclave di un altro prelato progressista. Monsignor Barreto, gesuita, "bergogliano" e prossimo alla porpora, sarebbe per alcuni il "successore" di Guetiérrez. Fine delle "guerre teologiche" o sdoganamento definitivo della teologia della liberazione?