Francesco nomina il nuovo arcivescovo di Washington: è il primo afroamericano

Papa Francesco, come nuovo arcivescovo di Washington, ha scelto mons. Wilton Gregory: è il primo vertice afroamericano nella storia diocesana

Dopo le dimissioni dell'arcivescovo Donald Wuerl, non erano in pochi a chiedersi chi avrebbe preso il posto del cardinale americano come arcivescovo di Washington. Papa Francesco ha scelto Wilton Gregory, che diviene così il primo ecclesiastico afroamericano chiamato a guidare l'arcidiocesi della capitale a stelle e strisce.

Il presule statunitense succede a Donald Wuerl, che si era fatto da parte per raggiunti limiti di età. Qualcuno sostiene che sulla decisione del porporato abbiano influito pure le accuse di "cattiva gestione" di alcuni episodi legati alla pedofilia e il fatto che fosse stato nominato all'interno del memorandum di monsignor Carlo Maria Viganò. Quello centrato sull'ex cardinal Theodore McCarrick, che di Wuerl è stato il predecessore. Il pontefice argentino ha accettato l'atto formale con cui Wuerl ha rinunciato all'incarico durante lo scorso autunno. La nomina di un amministratore apostolico, come da prassi, è stata solo temporanea. Monsignor Wilton Gregory dovrà fare fronte a una situazione non semplice. Quella di Washington è una comunità particolarmente toccata dagli scandali legati agli abusi. Lo ha dichiarato egli stesso. Era persino spuntata una petizione su Change.org. Il fine? Domandare l'allontanamento di Wuerl. Nei mesi passati, ancora, per Washington era stato ventilato il nome del cardinal Raymond Leo Burke, ma considerata la distanza dottrinale che sembra separe l'ecclesiastico conservatore da alcune aperture promosse dalla Chiesa cattolica contemporanea, era lecito aspettarsi che il tutto rimanesse sul piano delle ipotesi.

Monsignor Wilton Gregoy, secondo pure quanto si legge sull'Adnkronos, ha già avuto modo di commentare la notizia: "E' un momento carico di sfide in tutta la nostra Chiesa cattolica - ha esordito il neo arcivescovo - e in particolare per questa comunità di fede, ma le sfide possono essere superate, come in famiglia, da una risolutezza assoluta e dall'impegno a fare meglio, a conoscere meglio Cristo, ad amare Cristo, a servire meglio Cristo". C'è consapevolezza, insomma, della portata della sfida. Perché l'arcivescovo di Washington e il resto delle gerarchie ecclesiastiche americane hanno soprattutto il compito di rispondere alla "crisi di credibilità" che ha colpito la Chiesa americana.