«Particolare» e «Inedito» Ora Montecarlo diventa terra di spumante

In tutte le cose della vita ci vuole passione. Ma quello che cambia negli affari è avere un'idea. Così viaggiare alla ricerca della cantina giusta non è un percorso scontato, se è vero che ogni vino deve avere la sua particolarità. E dunque la sua idea. Ecco insomma Montecarlo, sulle colline che guardano Lucca - e quindi verso il mare - ma che sanno di vera campagna. E di vigneti Doc. In mezzo a tutto c'è la Tenuta del Buonamico, avventura fondata sulle imprese di Dino Fontana - il nipote del fondatore della Salov, quella dell'olio Sagra - e portata avanti dai figli Eugenio e Alessia, dal 2008 proprietari della Tenuta.

La cantina, intanto: ristrutturata ad arte, è un vero gioiello di architettura. Progettata da Paolo Riani è di 500 mq, ha un tetto in rame coperto dalla vegetazione per non dare limiti al prato e soprattutto è percorsa da un ponte sospeso adibito ad area degustazione e punto di osservazione. Dal quale è possibile ammirare i terreni che in pochi anni hanno visto moltiplicare i giovani lavoratori assunti dall'azienda: i vigneti sono diventati da 24 a 36, le bottiglie prodotte fino a 250mila nel 2014. «La nostra idea è che questa deve essere una casa aperta a tutti - ha spiegato durante la visita Eugenio Fontana, orgoglioso dei lavori che hanno preservato anche la parte più antica, cioè la vecchia cantina buia e angusta chiamata Inferno -. E siamo sempre pronti tenere le porte aperte per le degustazioni». Così ecco i vini: i quattro rossi (Cercatoja, Fortino, Montecarlo e Etichetta Blu Montecarlo), naturalmente i 4 bianchi (Viognier, Vasario, Vermentino e Montecarlo) e il rosè. A tutto ciò si aggiungono un Vin santo e una grappa, ma ancor di più - cosa assolutamente particolare in zona - anche lo spumante il «Particolare» in tre declinazioni (brut, brut rosè e Inedito) davvero unico per la scelta fatta dall'enologo Alberto Antonini che ha puntato su Pinot Bianco, Sémillon e Trebbiano Toscano.

E L'Inedito Première Cuvée è un vero spumante di Toscana: solo Pinot bianco con vini di diverse annate ed una parte affinata in tonneaux per quasi nove mesi. A tutta questa produzione si aggiunge il «50», creato con le migliore uve dell'anno e dunque inimitabile per celebrare il mezzo secolo della Tenuta. E aspettando il «51» questa è davvero un'idea.