«Passaggi», la rassegna di Biennale Democrazia sulle idee del cambiamento

Cinque giorni per riflettere sulle sfide e le incognite della Modernità. Quattro le grandi aree tematiche

Quando la democrazia è in crisi, la cultura è chiamata in causa nella sua funzione più profonda, comprendere, dare un senso, offrire prospettive di convivenza. Senza mai dimenticare il terribile monito di Platone. La via più diretta per le dittature è una democrazia che, per troppa sete di libertà e per l'inettitudine dei suoi capi, precipita nella corruzione e nella paralisi. A fare un punto sullo stato di salute della nostra democrazia, sul cambiamento e sulle trasformazioni sociali, economiche, politiche e scientifiche che segnano il nostro presente e caratterizzeranno gli anni a venire, ci proverà la quarta edizione di Biennale Democrazia - nella città della Mole dal 25 al 29 marzo - la manifestazione presieduta da Gustavo Zagrebelsky, dedicata quest'anno ai «Passaggi». Il progetto è della Città di Torino ed è stato realizzato dalla Fondazione per la Cultura.

Passaggi che possono rappresentare un collegamento tra due luoghi separati da un confine, un muro o una barriera, fisica, mentale o virtuale. Ma che possono anche designare delle svolte, delle soglie al di là delle quali il mondo e la percezione che ne abbiamo muta, come accade per le fasi della vita degli individui o per le epoche. In programma 102 appuntamenti che declinano il tema dei Passaggi in quattro differenti filoni - Transiti e barriere, Eredità e inizi, Velocità e lentezza, Possibilità - e che, nei cinque giorni dell'evento, vedranno protagonisti 128 personalità del dibattito pubblico italiano e internazionale, con la partecipazione attiva dei giovani e dei cittadini.

La kermesse democratica inizierà, mercoledì 25 marzo alle 18, al Teatro Regio, dove Claudio Magris inaugurerà l'edizione con una lectio magistralis intitolata «L'Europa della cultura». Alle 21.,0, sempre al Teatro Regio, andrà in scena la prima assoluta di Thyssen Opera Sonora (regia di Pietro Babina), spettacolo teatrale scritto e interpretato da Ezio Mauro.

«Come sempre, anche la nostra è un'epoca di trasformazioni. Ma, oggi, le dimensioni, la velocità e la profondità - spiega Gustavo Zagrebelsky, presidente di Biennale Democrazia - paiono travolgere le certezze, rendere vane le speranze, perfino impedire la comprensione della vita in cui siamo immersi. Alla possibilità infinita di raccolta di dati corrisponde non l'autocomprensione ma, al contrario, lo spaesamento, l'insicurezza, la paura. Oppure, l'indifferenza e l'apatia. Mutano sotto i nostri occhi la politica, l'economia, i rapporti tra politica ed economia. Muta il lavoro che adegua le sue forme alle esigenze del mercato. Mutano le relazioni tra i popoli, sempre più vicini, ma che barriere politiche, ideologiche e giuridiche separano e rendono ostili. Di fronte ai tempi lunghi della politica crescono, inesorabilmente, le disaffezioni verso la democrazia. Ed è qui che la cultura, nella sua funzione più profonda, deve dare risposte concrete e credibili. Deve aiutare a uscire dal contingente, dove pulsioni e interessi individuali e collettivi si incontrano, confrontano e scontrano nella loro pura e semplice materialità».

Riflettere sui Passaggi, insomma, per tornare a credere nel futuro. Riprendere il bandolo antico dell'onestà, degli alti valori, della cognizione di causa non levantina, dell'arte declinata nella sua totalità come guida seria e certa del pensiero e del fare, della politica al servizio del cittadino e non del bieco affarismo. «Inviteremo tutte le professioni della società civile a dibattere e a riflettere. Non abbiamo voluto invitare i politici - spiega Angela La Rotella, direttrice di Biennale Democrazia - ma soltanto letterati, filosofi, economisti, poeti, artisti, protagonisti della vita culturale e professionale del Paese. Quattro dipartimenti universitari hanno aderito, riconoscendo crediti formativi agli studenti che frequenteranno la Biennale. Nelle edizioni precedenti oltre 50mila cittadini hanno partecipato ai dibattiti e alle iniziative d'arte e di teatro. Oggi, più che mai, puntiamo sui giovani e le generazioni future».

Commenti

angelomaria

Sab, 21/03/2015 - 17:53

MA NON FATECI RIDERE CHE CI VIENE DA PIANGERE!!!