Il patriarca di Lisbona: "I divorziati non devono più fare sesso"

Nella nota ai sacerdoti dell'arcidiocesi di Lisbona il cardinale Manuel Clemente chiarisce: "Se un cattolico divorziato vuole i sacramenti deve vivere la nuova relazione nella continenza sessuale"

Niente sesso, siamo divorziati. Alcuni dei lettori forse strabuzzerano gli occhi, eppure l'autore di questo diktat perentorio è assai autorevole: il patriarca di Lisbona cardinale Manuel Clemente. Che in una nota ai sacerdoti della prima e più grande arcidiocesi del Portogallo ha chiarito la posizione della chiesa lusitana (che peraltro non può che essere in linea con quella di Roma) sulla morale sessuale per i divorziati.

"Se un cattolico divorziato vuole accedere ai sacramenti deve vivere la nuova relazione amorosa nella continenza sessuale", spiega il porporato che di fatto sembra suggerire la castità come unica soluzione compatibile con la condizione di divorziato - con l'ovvia esclusione di quanti sciolgono il proprio matrimonio con il consenso del tribunale della Sacra Rota. Le sue parole hanno però suscitato un dibattito mediatico e hanno sollevato anche qualche perplessità fra i cattolici portoghesi, che si interrogano su come vivere la propria sessualità anche di divorziati in ottemperanza al magistero della Chiesa.

Il caso è finito sulle prime pagine di tutti i giornali del Paese e ha costretto ad un chiarimento anche il portavoce del Patriarca, che, con parole per la verità piuttosto sibilline, ha spiegato: "Il documento dice che i sacerdoti devono comunque proporre la continenza ma considerando le difficoltà si può ricorrere alla confessione." Come dire: noi indichiamo la via per non peccare: per chi dovesse cadere comunque in tentazione, la via diventa quella della riconciliazione.

Commenti

Totonno58

Dom, 11/02/2018 - 23:03

Bella questa!cosa si fa pur di finire sui giornali...

routier

Lun, 12/02/2018 - 07:17

Battaglia persa in partenza! Si rassegni.

Angel59

Lun, 12/02/2018 - 08:21

Il sacramento della confessione è una cosa seria e non un bidone per l'immondizia che va svuotato per poi riempirlo di nuovo. La confessione presuppone il pentimento e il dolore per il male commesso e il proposito di non commetterlo più. La castità poi è una filosofia di vita e certamente non può essere imposta o sanzionata dall'esclusione dei sacramenti. Gesù nel Vangelo parla chiaro sulla condizione dei divorziati però la chiesa dimentica che il matrimonio e conseguente divorzio o più propriamente ripudio in quei tempi era molto diverso da oggi. Secondo questo porporato il divorziato deve rinunciare al sesso per tutta la vita se vuole accedere al sacramento dell'Eucarestia, poi furbescamente viene trovata la scappatoia per derogare a questa imposizione mettendo in ridicolo in questo modo gli insegnamenti e le sue contraddizione del cattolicesimo. Per nostra fortuna Dio è una cosa molto diversa da come ce la raccontano.

gneo58

Lun, 12/02/2018 - 08:49

quando si dice che sono ancora al medioevo........

Ritratto di michageo

michageo

Lun, 12/02/2018 - 12:34

viva Martin Lutero, che ancora una volta ha dimostrato di averci visto giusto già 500 anni fa! La Chiesa Cattocomunista ormai non ha più nulla da proporre avendo sdoganato il diavolo in casa propria.....

Ritratto di Gianfranco Robert Porelli

Gianfranco Robe...

Lun, 12/02/2018 - 13:08

La castità è una virtù che i preti si tramandano da padre in figlio.