"Sarai un campione". Così l’allenatore pedofilo incantava i baby calciatori

Antonio Marci, 64 anni, allenatore di periferia di Alessandria, si è tolto la vita dopo essere stato arrestato per aver molestato i suoi giovani calciatori negli ultimi 30 anni

Nel suo appartamento aveva una telecamera fissa sul tetto, la tivù sempre accesa e i poster dei cartoni animati preferiti dalle sue vittime. Antonio Marci, detto Tonino è un allenatore di calcio di Alessandria che si è suicidato a 64 anni dopo finito in carcere con l’accusa di pedofilia.

Tonino era un allenatore di calcio che, da 30 anni, approfittava del suo ruolo per adescare i giovani aspiranti campioni. Nella sua casa sono state trovate centinaia di foto Polaroid di vent’anni e una serie di Vhs a contenuto pedopornografico. Trent’anni di stupri e mai una denuncia.Tonino, fino alla passata stagione, ha lavorato per l’Aurora calcio, la società dilettantistica più blasonata di Alessandria, e si trovava in vacanza a Villasimius con un 13 maghrebino mentre la squadra veniva acquistata da Gianfranco Foco.

Foco non ha mai avuto sospetti anche se su di lui circolavano strane voci. “Le solite cose che si dicono sui campi di calcio. Malignità. Ma la società non ha mai nutrito sospetti seri”, spiega a La Stampa. Voci “che non riguardano la pedofilia. E comunque sono abbastanza comuni sui campi di calcio. Una volta finisce nel mirino un allenatore, un’altra un dirigente, un’altra un direttore sportivo. E di solito sono tutte menate”. Di Tonino si diceva che gli piacessero gli uomini. “E aveva atteggiamenti anomali: dava passaggi in auto ai ragazzini. Se li portava in giro. Era strano come allenatore” dice Angelo, padre di un sedicenne che, però, non è stato vittima del mister Marci il quale ha confessato al suo avvocato, di aver “fatto le stesse cose che da bambino hanno fatto a me in collegio”.