Pena ridotta per l'aggressore. Il padre di Chiara: "È stata dura"

Il padre di Chiara Insidioso, la ragazza massacrata di botte dall'ex, si sfoga su Facebook contro l'aggressore della figlia

Durante la sentenza si è sentito male, ora il padre di Chiara Insidioso, ragazza che è stata aggredita dal fidanzato, Maurizio Falcioni, e caduta in un coma lungo mesi, scrive su Facebook dall'ospedale dove è ricoverato.

La pena del fidanzato della figlia è stata ridotta da 20 a 16 anni e il fisico di Insidioso non ha retto, si è accasciato a terra mentre la polemica contro i giudici prendeva forma. Maurizio, però, si è fatto forza e ha scritto sui social network: "Ora sono in ospedale al S. Spirito non ho tanta voglia di parlare sono stanco...ora è tutto buio...vedere lui ridere e darsi le pacche sulle spalle con il suo avvocato è stato duro....ne terrò conto....tu sarai il mio motivo di vivere ancora".

Commenti
Ritratto di daybreak

daybreak

Gio, 05/11/2015 - 09:51

Il problema di questo paese e' la giustizia che non rispetta le vittime a meno che non siano dei delinquenti morti ammazzati da chi tenta di difendersi dall'intrusione di questi ultimi alla cui famiglia spetta anche un risarcimento danni mentre questa ragazza per colpa di un sociopatico rimarra' invalida per sempre.Dare uno sconto di pena a chi ha ridotto una persona in questo stato denota da che parte stanno i giudici sarebbe ora di finirla e tutelare la societa' da certi individui,cercare di recupare un balordo a discapito della collettivita' e' da dementi anche perché uno che picchia una donna e' irrecuperabile in quanto e' la sua indole

giorgiandr

Gio, 05/11/2015 - 18:43

non c'è nulla da fare, i giudici di oggi sonno tutti frutto di un periodo nel quale era vigente il 6 politico, che ha tolto tante braccia all'agricoltura (specie del sud).

papik40

Ven, 06/11/2015 - 01:24

Quando smetteranno politici e magistrati di premiare i delinquenti calpestando i diritti della vittima? Ci vuole un governo che ridisegni le pene e che tolga ogni beneficio in modo che i delinquenti sappiani che da quel momento dovranno scontare tutta la pena. Non e' con gli sconti che si riabilitano i condannati ma facendoli lavorare e versando i due terzi dello stipendio allo stato quale rimborso del danno causato