La pensione arriva solo oggi, ma il soldato morì nel 1973

La Corte dei Conti di Napoli ha riconosciuto il diritto alla pensione ai figli di un soldato nato nel 1899 e morto esattamente quarant'anni fa

Il sapore della beffa non potrebbe essere più amaro. Perché quando una persona si vede riconoscere la pensione quarantatrè anni dopo la morte si capisce appieno l'assurdità della burocrazia e delle pastoie istituzionali che troppo spesso paralizzano l'Italia.

Protagonista di questa storia è il soldato Giovanni De Martin, nato addirittura nel 1899 e in quanto tale richiamato, con tutta la gloriosa classe di quell'anno, a combattere la Battaglia del Piave, nella Grande Guerra, a soli diciott'anni. Nel secondo conflitto mondiale, racconta Il Gazzettino, De Martin venne fatto prigioniero e deportato in Belgio. Durante la prigionia contrasse la Tbc: una malattia che lo rese inabile al lavoro per tutta la vita. Scomparve nel 1973.

Tuttavia la Corte dei Conti di Napoli, che fra gli altri aveva preso in carico la sua pratica, gli ha riconosciuto (o meglio, ha riconosciuto ai suoi eredi) il diritto alla pensione solo oggi. A oltre sessant'anni di distanza dall'avvio del primo procedimento, nel 1956. Un incredibile labirinto di sentenze, giudizi, corsi e ricorsi di ogni tipo. Che non ha reso giustizia proprio a nessuno. Perché una giustizia troppo lenta non è tale.

Commenti
Ritratto di Uchianghier

Uchianghier

Ven, 14/10/2016 - 11:57

Signor Giovanni, con il senno del poi ne è valsa la pena?

FRANZJOSEFVONOS...

Ven, 14/10/2016 - 12:07

ONORE AL SOLDATO ONORE. SCHIFO ALLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE ITALIANA

giovauriem

Ven, 14/10/2016 - 12:43

ecco questi sono quelli del pubblico impiego che "fancazzano" (lavorate è un'altra cosa) e a fine anno sono premiati per l'obiettivo raggiunto .

canaletto

Ven, 14/10/2016 - 12:55

VERGOGNOSO VERGOGNOSO. SIA LA MAGISTRATURA, SIA IL GOVERNO, SIA L'INPS, PRONTI A DARE SOLDI SOLO AI PELANDRONI E PARASSITI POLITICI POSSIBILMENTE DI SINISTRA

FRANZJOSEFVONOS...

Ven, 14/10/2016 - 14:09

EROE GIOVANNI ANCHE MIO NONNO EROE E PLURI DECORATO NELLA GUERRA DI LIBIA, E EROE E PLURI DECORATO SUL CAMPO DI BATTAGLIA NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE FERITO LO HANNO INFORMATO CHE POTEVA ESSERE RISAARCITO PER LE FERITE DOPO CHE ERANO SCADUTI I TERMINI E POCO PRIMA DELLA MORTE. UCHIANGHIER ANCHE PER MIO NONNO LA STESSA DOMANDA. PUR NON AVENDO CONOSCIUTO MIO NONNO POSSO RISPONDERE PER LUI: SI E' VALSA LA PENA, ANCHE SE MI HANNO TRADITO PER IL RISARCIMENTO. E' VALSA LA GUERRA TUTTO LO RIFAREI ANCHE OGGI E PARTINERIA ANCHE ORA. SI! NONOSTANTE TUTTO. MA RESTA IL TRADIMENTO DELLA REPUBBLICHETTA ITALIONZA MIO NONNO NEGLI ANNI '50, L'EROE GIOVANNI OGGI

polonio210

Ven, 14/10/2016 - 14:15

Ma che volete che siano queste sentenze che arrivano dopo decenni dai fatti.Il governo non ha tempo di pensare a queste fesserie:deve pensare a cambiare la costituzione,a decidere se usare il maschile o femminile nel linguaggio sia civile che burocratico,ad accogliere centinaia di migliaia di clandestini offendo loro soldi casa mantenimento e divertimenti,a salvare le banche gestite e fatte fallire da amici o parenti stretti di ministri in carica:ci mancherebbe anche che il governo possa occuparsi degli italiani.ITALIANI...ARRANGIATEVI

Ritratto di Mario Galaverna

Mario Galaverna

Ven, 14/10/2016 - 15:52

E gli è andata di lusso.A mio nonno, cavaliere di Vittorio Veneto, hanno negato la pensione anche se colpito da ben quattro pallottole austriache, due delle quali inoperabili perchè vicine al cuore. E' morto in vecchiaia con ancora le due pallottole in corpo. La motivazione? poteva essere stato colpito in una rissa. Si sa che a quei tempi una rissa poteva finire a raffiche di mitraglia, in fondo cos'è la guerra se non una rissa fra nazioni?

Ritratto di tomari

tomari

Ven, 14/10/2016 - 16:43

Questa si che è burocrazia RAPIDA!

Ritratto di welschtirol

welschtirol

Ven, 14/10/2016 - 16:44

Per una parte del pubblico impiego essere pagati per non far niente è già un lavoro, e questa ne è la dimostrazione, povera Italia. Onore a tutti ai aduti in guerra.