Pensioni intestate ai defunti, smascherati 700 truffatori

Giro di vite nella provincia di Lecco. Tra i furbetti un nipote che ha incassato ben novanta mensilità della pensione del nonno morto da oltre sette anni

Incassavano le pensioni di parenti defunti per un ammontare complessivo di oltre 700 mila euro. La Guardia di Finanza di Lecco ha concluso un'operazione a tutela della spesa pubblica, vagliando In collaborazione con la Direzione Provinciale dell'Inps. Tutte le posizioni pensionistiche (circa 10mila) dei soggetti che, mentre dall'anagrafe dei Comuni della Provincia risultavano deceduti, continuavano a percepire pensioni di anzianità. Il risultato? I furbetti non erano certo casi isolati: le Fiamme Gialle hanno smascherato 700 persone che hanno continuato a riscuotere per anni le pensioni dei parenti defunti. Tra questi, persino un nipote che ha incassato ben novanta mensilità della pensione del nonno morto da oltre sette anni.

I responsabili, sono stati denunciati alla procura di Lecco sia per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche poiché, mediante delega allo sportello o direttamente sul conto corrente continuavano a percepire indebitamente pensioni erogate dall'Inps, sia per il reato d'indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato per aver omesso di comunicare il decesso del de cuius, continuando a percepirne indebitamente la pensione.

La Guardia di Finanza ha fatto sapere che le prestazioni pensionistiche non dovute sono state immediatamente sospese consentendo il rientro nelle casse dello Stato di oltre 100 mila euro, mentre "per altri denari sono in corso le procedure di recupero". "Inoltre - ha affermato la Guardia di Finanza - considerando che alcuni "defunti" hanno riscosso la pensione in rinomate località balneari poste sulle rive mediterranee di Spagna e Francia, si sta valutando la possibilità di attivare la procedura internazionale per il recupero delle somme indebitamente percepite".

Commenti
Ritratto di CaptainHaddock

CaptainHaddock

Lun, 10/06/2013 - 11:05

E inviare d'ufficio il certificato di morte agli enti previdenziali no eh? Ah, è per rispetto del de cuius...

giovauriem

Lun, 10/06/2013 - 11:08

buttiamola in rima:truffatori padani;più bravi di pugliesi calabresi e siciliani!

mzee3

Lun, 10/06/2013 - 11:16

Fatemi ricordare per favore, ho un vuoto di memoria, ma Lecco dove si trova? In Campania? In Sicilia o in Calabria? No perchè sono solo i terroni che fanno queste cose, vero? Gli onesti nordisti leghisti queste cose non le fanno, anzi le denunciano e vorrebbero la macroregione per liberarsi dei parassiti sudisti!Ladroni in casa propria!

mzee3

Lun, 10/06/2013 - 11:20

Sono anni che mi chiedo come mai non vi sia un collegamento telematico tra amministrazione comunale e imps ed eventualmente tra banca-comune-imps, tra comune-poste-impso-enti previdenziali. Troppo difficile eliminare un paio di società che gestiscono questi dati, troppi amici degli amici da mantenere. E cosa fanno allora gli efficienti padani? Mangiano a spese dei cittadini, ovviamente!

Ritratto di giorgio.peire

giorgio.peire

Lun, 10/06/2013 - 11:33

E ora cosa faranno a questi disonesti cittadini ? Fanno la caccia spietata agli evasori fiscali e tutte queste truffe?

Sestiana Bossi

Lun, 10/06/2013 - 11:40

Vorrei far notare agli antinordisti, antileghisti per moda (in genere sinistroidi) che e' meglio non conoscere il cognome dei furfantelli : ne scoprireste delle belle. questa non e' mentalita nordista ma DNA sudista importata dai fratelli sudisti al nord.

mar75

Lun, 10/06/2013 - 11:53

Ma lo scorso fine settimana non erano "solo" 300? Sono lievitati oppure ne hanno preso altri? Sicuramente il cognome di quelle 700 persone richiama a origini del sud!!!! Lo affermano le teorie dei noti studiosi dell'onestà padana blues188, malinconico, stenos ecc. Rifacciamo i conti: 48608 abitanti, 700 truffatori, media 69,44 truffatori per abitante!

igiulp

Lun, 10/06/2013 - 12:11

Una cosa è sicura. Quando beccano i truffatori al sud, quelli sono certamente del sud. Qui al nord ci sono molti distinguo da fare.

giuliana

Lun, 10/06/2013 - 12:18

I furbetti italiani esistono perchè gli uffici anagrafe dei Comuni non mandano all'inps i nominativi delle persone decedute. Ancora più scandaloso è che tutti gli extracomunitari anziani e senza fonti di reddito al paese d'origine, appena arrivano in Italia grazie alla furbata del ricongiungimento familiare, abbiano diritto, se la richiedono, alla pensione sociale che viene loro accordata immediatamente e continuano a percepirla anche se poi tornano al loro paese.

pier47

Lun, 10/06/2013 - 12:27

buongiorno, voglio i cognomi di queste persone,so già la maggioranza qual'è. saluti

Ritratto di marforio

marforio

Lun, 10/06/2013 - 12:33

Il marcio sta nell ´INPS.

Ritratto di gianniverde

gianniverde

Lun, 10/06/2013 - 12:41

Mi sembra strano che si indaghi solo da una parte.Se sono del nord fanno bene a colpirli,ma ripeto mi sembra molto strano!!!!!!!!!!!!!!!!!

lorenzo464

Lun, 10/06/2013 - 13:35

ma come è possibile, nell'era di internet, che l'INPS non sappia del decesso di qualcuno?

gibuizza

Lun, 10/06/2013 - 13:55

Senza polemiche ma solo per amore di verità date il cognome e la provenienza di questi 700 truffatori, perché nel dubbio altrimenti ognuno può sostenere quello che vuole. Mi sembra inoltre giusto che questi signori, oltre ad essere conosciuti e giudicati dai loro vicini, possano anche essere di danno (e quindi non più protetti e coccolati, nonchè invidiati) anche ai loro conterranei.

Raoul Pontalti

Lun, 10/06/2013 - 14:51

Altrove si legge che sono 300 i "truffatori" del lecchese con un danno per l'INPS stimato in ca 700.000 euro. A conti fatti sono poco più di 2.300 euro in media cadauno con 50 persone denunciate penalmente per aver introitato illegittimamente importi per oltre 4.000 euro. Cifre ridicole, probabilmente in molti casi dovute a semplice ritardo nella denuncia all'INPS della scomparsa del congiunto più che ad autentica volontà truffaldina. Non è da escludere che gli eredi in taluni casi abbiano inconsapevolmente anche se indebitamente incassato denaro depositato sul conto corrente del congiunto dopo la morte di questi a motivo proprio del ritardo o dell'omessa denuncia di morte all'INPS. In questi casi si restituisce semplicemente l'indebito acquisito e se supera i 4.000 euro si affronta il processo penale. Ma perché l'INPS non acquisisce in tempo reale e su scala nazionale i dati relativi alle denuncie di morte?. E perché i comuni non informano i congiunti che presentano denuncia di morte che esiste anche l'incombenza di avvisar l'INPS? Anche le Aziende sanitarie (e quindi il SSN) hanno i loro certificati di morte: perché non dialogano per vis informatica con tutti gli altri enti pubblici interessati alla morte della persona e anche taluni privati (come le assicurazioni)?

buri

Lun, 10/06/2013 - 15:33

eppure sarebbe semplice, so che in altri paesi europei, ogni anno chi percepisce la pensione deve inviare all'ente erogatore un certificata di esistenza in vita, in mancanza la pensione non viene più pagata, ma forse sarebbe troppo semplice, in Italia si preferiscono le cose complicate

franco@Trier -DE

Mer, 12/06/2013 - 19:13

Ladro seriale a cinque anni dietro le sbarre TRIER / NEUHÜTTEN la Corte Regionale di Treviri ha condannato un uomo di 51 anni, per sette furti a una pena detentiva di cinque anni. Aveva sequestrato merce rubata per un valore complessivo di € 172.000. Come testimoni hanno riferito di un paio di bestohlenes Neuhütten a Hermes cuneo di € 142.000 danni. ... di più Mostrare..A RUBARE QUI IN GERMANIA SI VA IN GALERA SINO ALL'ULTIMO GIORNO.