Detenuti danno fuco a materassi e sequestrano agente in carcere

Dopo aver dato fuoco ad un materasso, gli africani hanno approfittato della confusione per aggredire alle spalle e sequestrare un agente intervenuto, tenendolo in ostaggio con la minaccia di una lametta puntata al collo

Gravissimo episodio avvenuto all'interno del carcere di Capanne a Perugia, dove due detenuti stranieri, durante la notte, hanno tenuto in ostaggio un assistente capo di polizia penitenziaria puntandogli una lametta al collo.

Stando a quanto denunciato dal vice segretario dell'Osapp Angelo Romagnoli, i fatti si sarebbero svolti nel reparto penale, quello, cioè, dove trovano alloggio i condannati in via definitiva e nel quale possono muoversi liberamente dalle 9 alle 21.

Uno dei due responsabili, di nazionalità nigeriana, chiedeva il tresferimento da Capanne ad un altro carcere, probabilmente per avere la possibilità di lavorare, per cui avrebbe deciso di agire proprio dopo le 21, orario di rientro in cella. Insieme ad un detenuto tunisino, l'africano avrebbe richiesto un colloquio con l'ispettore di sorveglianza, evidentemente dall'esito non positivo.

Tanto è vero che, una volta tornati dietro le sbarre, i due hanno dato in escandescenze. Il tunisino ha dato fuoco ad uno dei materassi, producendo una pesante cappa di fumo e mettendo in allarme il personale di polizia penitenziaria. Quando gli agenti, con gli estintori in mano, si sono attivati per domare le fiamme, il nigeriano è entrato in azione approfittando della concitazione di quegli attimi.

Dopo aver aggredito alle spalle uno degli uomini in divisa, lo ha afferrato per il collo e minacciato con una lametta, tenendo così a debita distanza i colleghi intervenuti in suo soccorso.

È stata necessaria oltre mezzora affinchè l'allarme rientrasse, grazie all'intervento dei vertici del carcere. Fermati, i due responsabili sono finiti in isolamento ed attendono il nulla osta per il trasferimento dal carcere di Capanne. Sono invece 15 i giorni di prognosi per il poliziotto aggredito.

Il carcere ha inoltrato un'informativa alla procura della Repubblica di Perugia, segnalando il reato di sequestro di persona.