Pesaro, nel sangue dell’85enne trovato morto massiccia dose di tranquillanti

Gli esami hanno rivelato una probabile overdose da farmaci tranquillanti, che ha causato una bradicardìa letale

Sono arrivati gli esiti dell’autopsia eseguita sul corpo dell’85enne trovato senza vita venerdì mattina tra le pareti della sua casa di Frontone (provincia di Pesaro e Urbino), dove si trovava in vacanza.

I carabinieri, allertati da alcuni parenti, avevano rinvenuto all’interno dell’abitazione, chiusa dall’interno, il cadavere dell’anziano in posizione supina sul letto e la moglie a breve distanza, in totale stato confusionale.

Nel sangue della vittima sono risultate abbondanti tracce di tranquillanti, tali da ipotizzare una vera e propria overdose. Questa avrebbe determinato una bradicardìa letale, vale a dire un rallentamento del battito del cuore che potrebbe esser stata una delle concause del decesso dell’uomo.

La responsabile, la moglie dell’anziano Maddalena Agostini, è ancora ricoverata presso il reparto di psichiatria dell’ospedale di Urbino, dove si trova da venerdì.

Alcuni dubbi tra gli inquirenti sorgono nel momento in cui si associano gli esami tossicologici ai segni rinvenuti sul collo dell’uomo. Sono infatti risultati evidenti dei solchi, che lasciano ipotizzare anche uno strangolamento, forse effettuato col cavo di un caricabatterie del cellulare. La certezza però si avrà solo nel momento in cui si verificherà la presenza di tracce ematiche sul cavo in questione, una perizia questa che deve essere ancora effettuata. Potrebbe essersi trattato, ma ci muoviamo nel campo delle ipotesi, di un tentativo da parte della donna di assicurarsi della morte del marito. Dopo aver somministrato la massiccia dose di farmici, temendo che questa non fosse sufficiente ad ucciderlo, avrebbe utilizzato anche il cavo.

La donna sarà interrogata lunedì dal giudice per le indagini preliminari di Urbino.