Il peschereccio italiano Cartagine è stato fermato dalle autorità tunisine

La barca è stata dirottata verso il porto di Sfax. La Marina italiana non è riuscita a ottenere un contatto radio

Un peschereccio italiano, il Cartagine, è stato affiancato da una motovedetta della dogana tunisina e dirottato verso il porto di Sfax. A dare la notizia dell'accaduto un secondo battello da pesca, il Twenty Two, che ha avvertito la Marina italiana.

Al momento del dirottamento - secondo i marinai della seconda imbarcazione - il Cartagine non era in attività di pesca. La Sirio, nave della Marina militare, ha fatto alzare in volo il proprio elicottero, per raccogliere informazioni sull'accaduto.

Nonostante i tentativi, non è stato possibilïe ottenere un contatto radio con gli uomini della Cartagine, né con la nave della dogana tunisina. Il peschereccio italiano è entrato nelle acque territoriali di Tunisi alle 19.30.

A bordo del peschereccio nove uomini. Quattro sono originari di Mazara del Vallo. Cinque sono invece di origine tunisina, così come uno dei cittadini italiani.

L'ultimo caso di sequestro circa un mese fa. Un altro peschereccio, il Pindaro, era stato trattenuto una settimana a Sfax e liberato soltanto dopo una trattativa serrata.

Commenti
Ritratto di Reinhard

Reinhard

Ven, 20/09/2013 - 22:18

Dai, adesso facciamogli assaggiare gli F35, così i sinistri la smettono di dire che non servono a niente.

Ritratto di sitten

sitten

Ven, 20/09/2013 - 23:46

Ma possibile che questa nostra Nazione non ha le palle per farsi rispettare? E bello che fanno pure gli antifascisti, mentre il Fascismo ha dimostrato che nessuna nazione si permetteva a prenderci a pessci in faccia.

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 21/09/2013 - 00:22

la Tunisia è un paese CESSO detto comunemente canaglia e inutile..cosa aspetta lo stato Italiano a mettere un cordone militare intorno?? di che abbiamo paura la tunisia a parte il turismo di imporartazione non mi pare sia di grande rilevanza negli scambi commerciali con noi, tra l'altro produce la peggior feccia maghrebina insieme al marocco(per fortuna distante) insomma riusciamo con qualche c....di paese a farci rispettare ono??? ma siamo così smidollati fino all'osso?????

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 21/09/2013 - 00:25

tra l'altro sto cesso di paese lascia che migliaia di suoi connazionali si squaglino liberamente da noi..ma le loro schifose motovedette vedo che con nostre imbarcazioni sono allerta eccome!!! allora alziamo la voce porca miseria!!! un paese che ha remore pure con la tunisia allora ha deciso di s comparire dalla faccia della terra, fa prima a sciogliersi....ma cosa cavolo siamo diventati???

Ritratto di stock47

stock47

Sab, 21/09/2013 - 01:27

Un peschereccio requisito a 70 miglia dalle coste tunisine, cioè abbondantemente fuopri da qualsiasi acqua territoriale. Il limite internazionale è di 12 miglia. Praticamente un azione di pirateria dei tunisini fatta in acque internazionali. Ci manca che vengano a requisire le nostre navi vicino alle nostre coste e poi siamo a posto! E' mai possibile che la marina italiana non vada a controllare almeno a venti miglia dalle coste tunisine, per accertarsi e impedire che costoro non facciano queste azioni di pirateria? Siamo diventati proprio una nazione su cui chiunque può mettere i piedi in faccia.

Ritratto di lorel

lorel

Sab, 21/09/2013 - 08:00

Attenzione....gli uomini della Cartagine devono dire alle autorità tunisine...che erano in zona per "caricare un pò di risorse" e di aver avuto mandato dalla negraemilianacompagnuzza kienge e dalla duturesa sboldrina!! Saranno immediatamente...rilasciati..compresi del prezioso carico! FANC@@@LO E ORA BAAAAAASTA!!! siamo lo zimbello del mondo...qualcuno con gli attributi no èh?!

Pelican 49

Sab, 21/09/2013 - 08:14

Ma qualcuno negli ultimi 50 anni ha mai letto di un (uno solo!) intervento della nostra Marina o della Guardia Costiera a protezione dei nostri pescherecci? Mai! Spediamo milioni di Euro solo per trainare barconi di africani! Sai che affare.

laura

Sab, 21/09/2013 - 08:36

Come sono bravi i Tunisini a fermare i nostri pescherecci con le motovedette che gli abbiamo regalato!! Sono altrettanto bravi a sbaraccarci tutta la loro feccia e non vedere i barconi dei clandestini. COMPLIMENTI A LORO E A NOI!!!!!

eolo121

Sab, 21/09/2013 - 09:01

ma il canale di sicilia è pieno di navi della guardia costiera a soccorrere barconi fin quasi in libia con tanto di chiamata dai barconi coi telefoni satellitari possibile nessuna nave a salvare il peschereccio ???? i tunisini rideranno

eolo121

Sab, 21/09/2013 - 09:01

ma il canale di sicilia è pieno di navi della guardia costiera a soccorrere barconi fin quasi in libia con tanto di chiamata dai barconi coi telefoni satellitari possibile nessuna nave a salvare il peschereccio ???? i tunisini rideranno

Ritratto di rapax

rapax

Sab, 21/09/2013 - 09:43

eolo121 esatto, basterebbe qualche azione militare SERIA due (manrovesci) per rimetterli a posto!! basterebbe anche solo una telefonata per avvisarli che si blocchera' da ora in poi qualsiasi barcone proveniente dai loro lidi e dovranno riprenderselo se no verranno denunciati alla comunità internazionale contro i diritti dell'uomo!! ma se ricordate Maroni andò in tunisia a frignare e rimase giorni a trattare TRATTARE!! ma ci rendiamo conto??? lega o non lega pdl o non pdl Kompagni o no sono degli SMIDOLLATI!!! e governano un paese di 60 milioni di persone!!!

Ritratto di ludaucr

ludaucr

Sab, 21/09/2013 - 11:06

Visto ???... Ecco cosa si guadagna a fare i buonisti, i caritatevoli, i generosi che accolgono tutti, cani e porci.E tutti ci prendono a pesci in faccia ! Ridicolizzati dai beduini, ci sequestrano un peschereccio perfino in acque internazionali e le nostre Navi hanno le armi solo per.....arredamento. Adoperiamole, una volta tanto !!!

killkoms

Sab, 21/09/2013 - 14:52

perchè i pescatori siciliani NON licenziano quei tunisini che lavorano per loro,invitandoli a tornare in tunisia per guadagnarsi la pagnotta!

piertrim

Sab, 21/09/2013 - 16:42

La marina italiana quando serve non c'è mai, era occupata a traghettare in Italia i clandestini.