In piazza il falò della vanità a Cinque Stelle

Puntuale e ineluttabile come la morte arriva l'autunno caldo degli studenti, rievocazione storica e folcloristica della rivoluzione sessantottina, anche se nessuno dei partecipanti sa esattamente il motivo per cui è chiamato a scendere in piazza a urlare, imbrattare, a volte menare o, come successo ieri in diverse città, incendiare i manichini raffiguranti il potente di turno. A questa gogna non sono sfuggiti neppure i presunti rivoluzionari del momento, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, che in punta di logica dovrebbero essere gli idoli dei giovani antisistema.

La morale è che quando ti ergi a rivoluzionario trovi sempre qualcuno più rivoluzionario di te che ti brucia in piazza. È una vecchia regola, il popolo sognatore non si oppone al sistema, qualsiasi esso sia, e scarica su di lui rabbia e frustrazione. Oggi il sistema è Di Maio, con tutti i doveri e i tanti onori e privilegi che ne discendono. «Cercavano la rivoluzione e trovarono l'agiatezza», diceva Leo Longanesi di tipi come lui, aggiornando la massima di Giolitti che recitava: «Il miglior sedativo per le smanie rivoluzionarie è una poltrona ministeriale». La nuova casta a Cinquestelle che si sostituisce alla vecchia può imbrogliare, almeno per un po', gli unici veri resistenti del Paese, che sono quei cittadini che ogni mattina si alzano all'alba e lavorano tutto il giorno, non l'incoscienza della gioventù che pensa di cambiare il mondo a tappe forzate.

Intendiamoci, non è che questi ragazzi attirino la nostra simpatia, semmai il contrario. Ma registriamo che usano con i Cinquestelle gli stessi attrezzi l'ideologia sprezzante, offensiva e a tratti violenta - usati da Grillo e soci per scalare il potere. Più che paura, questi sessantottini di ultima generazione fanno tenerezza, perché un conto è scendere in piazza contro Andreotti e Craxi, Berlusconi e Prodi, Monti e Renzi, altro è proclamare una rivoluzione contro tipi come Danilo Toninelli, uno che ogni giorno si rivoluziona da solo.

Francesco Guccini cantava: «Per la mia rabbia enorme mi servono giganti». Già, i giganti dove sono? Se oggi uno studente si guarda attorno non dico che dovrebbe tornare in classe a studiare, ma sarebbe più utile per lui andare al cinema. Aspettando tempi e nemici migliori.

Commenti

Emory

Sab, 13/10/2018 - 19:29

Sallusti, non voglio essere benaltrista, ma, parlando di sapere perchè si scende in piazza, un articolo (uno solo) che parli anche del fatto che coloro che scendono settimanalmente in Piazza San Pietro ne sappiano io motivo, no? Cordialità.

stefano_

Sab, 13/10/2018 - 20:07

paragonare ai sessantottini questi mocciosi vissuti nella bambagia e manovrati dalle forze che attualmente si vedono escluse dal potere mi sembra una forzatura. Questi non sono scesi in piazza per fare la rivoluzione come molti di noi giovani facevano nel sessantotto...questi non sono scesi in piazza neppure per far aggiustare le loro scuole cadenti ma sono stati mandati in piazza solo per far casino contro salvini (neppure contro di maio) p.s. non sono un fans di questo governo!

Morion

Dom, 14/10/2018 - 09:41

Alessandro, blandisciti, durano cinque anni e poi li votiamo nuovamente. E ancora, e ancora!

INGVDI

Dom, 14/10/2018 - 11:43

Babbei del centrodestra che approvate questo governo, documentatevi su chi sono i 5s e su cosa sta facendo Salvini, al di là dell'abbaiare sull'immigrazione. I pentastellati sono coerenti con il loro sentire comunista, mentre Salvini ha rinnegato se stesso e il centrodestra per sposare la becera ideologia grillina. Amen

forzanoi

Dom, 14/10/2018 - 13:42

chiediamo una grazia a tutti i santi protettori d'Italia che ci liberino da questi personaggi senza storia e pericolosi per la democrazia!

virago535

Dom, 14/10/2018 - 20:48

Io ,li denuncerei tutti per istigazione all'odio etc