"La pietà di Amatrice", la foto simbolo di questo terremoto di morte

Scattata nel centro di Amatrice è diventata il simbolo dei tragici fatti che hanno colpito il Centro Italia. Questa donna, seduta tra le macerie, osserva sconsolata la devastazione che la circonda

Questa donna, accasciata tra le macerie di Amatrice, è diventata il simbolo del terremoto del 24 agosto: nel suo volto c'è la desolazione di chi ha perso tutto e ora deve ricominciare da zero.

L'hanno ribattezzata "la pietà di Amatrice", ma a diferenza della celebre Pietà di Michelangelo, questa donna è fatta di carne e di ossa. Questa donna, miracolosamente, è risucita a sfuggire da una morte certa e ora, seduta su quelle rovine, non può fare altro che guardare attorno a sé la scia di morte che il terremoto ha lasciato.

La sua identità non è importante. Le sue idee non sono importanti. Quello che colpisce è la sua disperazione. La disperazione di questa donna non è ostentata, è silenziosa e composta. È la disperazione di una donna che sa di aver perso tutto, casa, lavoro, famiglia, amici: il terremoto le ha portato via la vita.

Sui social network questa foto è stata condivisa milioni di volte e, grazie alla sua potente forza espressiva, è diventata il simbolo di un'Italia che soffre, ma che deve rialzarsi. Ma mentre Portezione Civile e soccorritori continuano a scavare per cercare di salvare qualche vita, il bilancio dei morti continua a salire. Amatrice, Accumoli e Arquata sono diventate delle vere città fantasma.

Commenti
Ritratto di Giano

Giano

Gio, 25/08/2016 - 15:05

Ieri, parlando del solito trionfo di retorica giornalistica, dicevo che abbiamo visto e sentito quasi tutto, su stampa e televisione, ma mancava ancora qualcosa. Dicevo: "Manca l'inviata speciale che chiede alla donna distrutta dal dolore seduta sulle macerie della propria casa: "Ha avuto paura?". E poi manca ancora la "foto simbolo". Ed eccola arrivata. Addirittura è la donna seduta sulle macerie che diventa "foto simbolo". Ora siamo a posto, non mi sbagliavo; anzi, azzeccato in pieno.