La Pinacoteca "scoperta" dai ladri

Un istituto nazionale è insicuro e i pochi custodi sono più radi dei rarissimi visitatori

Mi chiama un giornalista di Bologna per chiedermi di commentare il furto della tavola di un grande pittore del Trecento, Giusto de' Menabuoi, dalla Pinacoteca nazionale di Bologna. Dunque, un importante istituto nazionale è insicuro, le stanze non hanno custodi, e quei pochi sono più radi dei rarissimi visitatori. Qualche anno fa l'opera più importante della pinacoteca, l'Estasi di santa Cecilia di Raffaello, fu sfregiata con un taglio secco di lametta: nessuno se ne accorse, il capolavoro non era presidiato. Quando lo stesso dipinto fu ospitato saggiamente nel bellissimo Palazzo Fava, sede della fondazione Carisbo, lo controllavano tre guardie armate. Sarebbe auspicabile che alcuni capolavori della pinacoteca trovassero temporanea sede in quel palazzo, messo in sicurezza come Fort Knox per la mostra della Ragazza con l'orecchino di perla di Vermeer. Da allora Palazzo Fava è molto più sicuro della pinacoteca; e soltanto persone che non tengono al patrimonio della loro città, come Daniele Benati, Carlo Ginzburg e Anna Ottani Cavina, con altri ignavi, potevano protestare, attaccando la fondazione che garantiva una tutela che lo Stato, come dimostra questo furto, non era in grado di dare. Il giornalista mi interroga sul danno di immagine sofferto dal museo, e mi rivela che non c'era mai stato prima di questa occasione. Gli spiego allora che non si può rovinare l'immagine di chi non ce l'ha, e che lui deve ringraziare i ladri che gli hanno fatto sapere che la Pinacoteca esiste.

Commenti
Ritratto di Maximilien1791

Maximilien1791

Mer, 14/03/2018 - 15:26

Carissimi Daniele Benati, Carlo Ginzburg e Anna Ottani Cavina ma che cosa avete fatto al Dott. Sgarbi per meritarvi la sua aperta disapprovazione ? Conosco solo il primo che mi risulta essere un apprezzato storico dell'arte esperto di pittura bolognese . Ritengo però poco nobile usare "Il Giornale" per attacchi ripetuti e diretti senza che ci sia data alla vittima la possibilità di replica. A prescindere dalla ragione, il metodo risulta fastidioso.

fifaus

Mer, 14/03/2018 - 16:36

Maximilien1791: se legge l'articolo, capisce il perché dell'attacco di Sgarbi a Daniele Benati, Carlo Ginzburg e Anna Ottani Cavina. dei quali non è messa in dubbio la competenza specifica. A loro Sgarbi rimprovera una presa di posizione ideologica.In casi del genere, è ovvio che non ci possa comunque essere la possibilità di una replica immediata: l'articolo non lo consente. Lo consente però la richiesta al quotidiano di pubblicazione di un proprio intervento. In ogni caso, qui c'è solo una vittima, la Pinacoteca nazionale di Bologna, che ha perso una tavola di valore.

Ritratto di Contenextus

Contenextus

Mer, 14/03/2018 - 16:52

Da come la vedo io, e da come il sistema pubblico ha sempre gestito beni artistici, archeologici e culturali in genere, direi che lo stato non dovrebbe possederne. Li dovrebbe alienare a privati, facendoseli pagare molto bene, meglio se tramite aste pubbliche, ponendo una sola condizione obbligatoria e trasferibile , e cioè che per almeno sei mesi all'anno tali beni siano usufruibili, a pagamento beninteso, dalla gente. I privati si assumono ogni responsabilità per la cura , la valorizzazione, l'esibizione, il restauro e quant'altro. Lo stato italiano non può più permettersi tali costi, e non deve tenere sepolti beni immensi perché non li sa gestire o non ha luoghi ove mostrarli. Ugualmente per tutti i beni demaniali e pubblici. Vanno venduti a privati. Meno stato, meno tasse ,più libertà, più ricchezza, più risparmio, più benessere.

Ritratto di benita

benita

Gio, 15/03/2018 - 13:40

Grande Sgarbi, purtroppo ho saputo della grossa ingiustizia fatta dagli elettori, che hanno preferito un illetterato come Di Maio, ad un gigante come Sgarbi. Forza Sgarbi non si scoreggi e si rimetta al lavoro dove lei ha sempre dimostrato di essere scoppiettante.

CarlSchmidt

Gio, 15/03/2018 - 16:31

Il quadro rubato apparteneva al grande critico d'Arte Francesco Arcangeli e fu donato al Museo dalla sorella Bianca Arcangelnel 2003 (!. La Pinacoteca Nazionale di Bologna è un museo di importanza centrale per la storia dell'arte italiana del Trecento e del'600. Visitandola non si soffre certo per l'affollamento. Più volte mi sono ritrovato solo nelle sue sale.Anche se odio l'affollamento mi sono chiesto perchè non ci sono visitatori nel numero che meritano le opere di Vitale da Bologna, Simobne de'Crocefissi, Raffaello, Guido Reni, Annibale Carracci.Perchè ? I responsabili vanno cercati tra quelli che gestiscono questo patrimonio, incustodito ma, evidentemente noto ai ladri! Concordo con Sgarbi e spero che almeno questo furto convinca a proteggere questo patrimonio con custodi armati.