Pisa, albanese ricattava minorenni per farli spacciare: arrestato

Con la promessa di un facile guadagno, il 24enne cedeva grossi quantitativi di droga per poi chiedere immediatamente indietro il denaro del debito, vincolando a sé i minorenni e costringendoli a spacciare per lui

Grazie ai risultati di un lungo periodo di indagini, la squadra mobile di Pisa è riuscita a far saltare un grosso giro di droga, violenze ed estorsioni gestito da un 24enne di nazionalità albanese con la collaborazione di altri due ventenni.

Da tempo gli inquirenti tenevano traccia di una serie di episodi di spaccio, aggressioni ed atti intimidatori verificatisi soprattutto in ambienti frequentati da giovanissimi, spesso addirittura minorenni. Casi che erano parsi inizialmente isolati e non interconnessi, ma che ad uno sguardo più attento ed indagatore avevano lasciato vivo più di qualche dubbio tra chi tentava di far chiarezza in una vicenda più complessa di quanto non sembrasse in apparenza.

Solo grazie alla collaborazione di numerose vittime è stato possibile ricollegare tutti gli episodi ad una matrice comune, ovvero il giro di droga messo in piedi dal 24enne albanese. Quest’ultimo, infatti, gestiva la sua vasta attività di spaccio a Pisa tentando di attrarre con promesse di facile guadagno numerosi studenti pisani, spesso minorenni.

Ma la trappola ordita per legarli indissolubilmente a sé e costringerli a “lavorare” per lui era stata studiata ad arte dallo straniero. Quest’ultimo cedeva loro ingenti quantitativi di droga (hashish, marijuana e cocaina), illudendoli del fatto che avrebbero potuto restituirgli il denaro con calma e senza alcuna pressione. In breve tempo scattava invece la riscossione del credito, e se i giovani non erano in grado di restituire quanto dovuto, il 24enne li obbligava con le cattive a spacciare altra droga per ripagare il debito. Con le percosse e le insistite minacce, spesso e volentieri attuate con l’uso di armi da fuoco, l’albanese riusciva a mantenere un clima di terrore tra i suoi forzati collaboratori, che non hanno mai trovato il coraggio di denunciare.

Il muro di omertà è stato infranto da un 18enne che, debitore nei confronti del 24enne di un’importante somma di denaro, era stato pestato a sangue e minacciato con una pistola alla fine dello scorso gennaio. Dinanzi alle domande degli inquirenti, che lo avevano prima assistito e poi interrogato, il giovane aveva rivelato tutti i dettagli della vicenda. In breve anche altre vittime del piccolo “boss” straniero hanno deciso di parlare, permettendo così di incastrare il 24enne ed i suoi due stretti collaboratori ventenni.

Nel covo della banda, oltre a droga di vario tipo già confezionata e pronta per lo spaccio, anche 9mila euro in contanti e una pistola. Con l’accusa di rapina, concorso in estorsione, spaccio di sostanze stupefacenti e porto abusivo di armi, i tre sono finiti dietro le sbarre del carcere di Pisa e si trovano in attesa di giudizio.