Pisa, il bandito ucciso dal gioielliere sparò ai militari per evitare la cattura

Simone Bernardi, il 43enne di Aprilia è il bandito ucciso dal gioielliere di Pisa, Daniele Ferretti, durante un rapina. Il passato dell'uomo parla chiaro: era uno dal grilletto facile

Daniele Ferretti è il gioielliere di Pisa che ha reagito all'ennessima rapina. Due banditi hanno cercato di svaligiargli l'oreficeria proprio mentre stava per chiuderla. Lui ha risposto e ne ha uno: Simone Bernardi, il 43enne di Aprilia, domiciliato a Pisa.

Un passato a mano armato

Ferretti ora è indagato per omicidio, ha spiegato che il bandito "ha esploso tanti colpi mirando verso mia moglie. Io ho sparato per salvare le nostre vite". E ancora: "il primo a sparare è stato lui, mi sono solo difeso". Sarà la giustizia a parlare, la stessa che già aveva condannato Bernardi. Un uomo la cui colonna sonora della vita è il suono dei colpi esplosi durante le rapine. Gli stessi colpi che gli hanno fatto "guadagnare" una condanna, con rito abbreviato, a 8 anni e 8 mesi per tentato omicidio, rapina e porto abusivo di armi.

La rapina in questione è risale al 2010, precisamente al 3 agosto di 7 anni fa. Bernardi insieme a due complici prese d'assalto la filiale del Monte dei Paschi di Capalbio, nel Grossetano. Intercettati nella fuga spararono ai carabinieri. Colpi esplosi ad altezza d'uomo per fuggire, per non essere presi senza pensare alla possbilità di spezzare qualche vita. Il grilletto facile al Bernardi non è mai mancato, lo sottolinea la la sentenza dell’ottobre 2013.

Bernardi venne condannato e indirizzato a scontare la pena nel carcere Don Bosco. Un detenuto modello tanto da guadagnarsi un "posto" nella delegazione di detenuti che a Pasqua 2014 era stata ricevuta era stata ricevuta in Vaticano dal Papa. Una condotta smentita dopo pochi mesi con l'agguato alla gioielleria di Pisa, in cui la sua vita si è incrociata con quella di Ferretti, che stanco di subire rapine, questa volta ha reagito sparando.