Con la pistola a scuola per imitare Gomorra: denunciato

Finisce nei guai un 16enne napoletano con la fissa per la serie Tv: ha puntato l'arma contro gli studenti che uscivano da una scuola, come il personaggio di 'o Track

Si presenta con la pistola fuori scuola per imitare il suo personaggio preferito della serie Tv Gomorra: denunciato un 16enne napoletano.

L’episodio s’è verificato nella giornata di ieri a Giugliano, grosso comune nella provincia nord di Napoli. Evidentemente appassionato della serie che sta spopolando in Italia e anche all’estero, il ragazzino s’è presentato con un’arma nei pressi di un istituto superiore del centro. Ha atteso che i ragazzi, finite le lezioni, uscissero dalla scuola per mettere in atto il suo personalissimo omaggio a “Gomorra”. Mentre gli studenti lasciavano l’edificio, il ragazzo ha cacciato una pistola e ha iniziato a puntarla sui giovani che volevano solamente ritornare a casa.

La bravata, però, è costata cara al ragazzino. Mentre era intento a imitare ‘o Track, s’è trovato di fronte i carabinieri che l’hanno disarmato e costretto a seguirli. Il ragazzino, che come riferisce Il Mattino s’era premurato anche di rispettare il look del personaggio sfoderando un paio di baffetti e un giubbotto di pelle, è finito denunciato per porto abusivo di arma da fuoco. La pistola brandita dal giovanissimo è risultata poi essere un’arma ad aria compressa.

Quello di ‘o Track, interpretato da Carmine Monaco, è il personaggio che porta nella serie il fenomeno delle “paranze dei bambini” e che trasferisce nello sceneggiato quella che nella triste realtà della malavita rappresenta la volontà delle giovanissime leve della camorra di prendere potere e fare da sé. Un po’ in ombra nella prima serie (ma riesce comunque a essere iconico il suo urlo “tutto a posto” facendo da sentinella dello spaccio), ‘o Track si è ritagliato un ruolo importante nella storia della seconda stagione di Gomorra.

Commenti
Ritratto di bandog

bandog

Mer, 19/10/2016 - 14:49

è nu bravo guaglione..

Ritratto di Giano

Giano

Mer, 19/10/2016 - 15:25

Cosa c'è di strano? Ha fatto esattamente quello che ha visto fare in televisione. Così come qualche anno fa dei ragazzini di Olbia, che stuprarono una bambina loro coetanea, si giustificarono con i carabinieri di Olbia dicendo che lo avevano visto fare in televisione. I casi di atti di violenza ispirati a ciò che si vede in televisione sono all'ordine del giorno. La cronaca quotidiana, con lunghi servizi su tutti i casi di femminicidio e di morti ammazzati, ne sono l'esempio lampante; diventano un potenziale motivo di emulazione da parte di soggetti dal precario equilibrio psichico. Non si può dire chiaramente che la televisione incita alla violenza; ma non siamo molto lontani dal vero. Come ho suggerito in un altro commento di pochi giorni fa, chiunque operi nel campo dell'informazione e dei media, dovrebbe leggere ed imparare a memoria “Cattiva maestra televisione”, in particolare il pamphelet "Una patente per fare TV" di Karl Popper.

chebarba

Gio, 20/10/2016 - 14:46

ora alla stupidità non cè mai fine ma io davvero non vedo, comunque l'utilità di questa pseudo serie televisiva, i contenuti che veicola ecc ecc, il libro di saviano era altra cosa, era giornalismo e ovviamente simili mentecatti ci pensano sopra 200 VOLTE PRIMA DI PRENDERE IN MANO UN LIBRO

chebarba

Gio, 20/10/2016 - 14:47

GIANO HAI CENTRATO IL PUNTO